Pescara, 30 maggio – 1 giugno
Piazza della Rinascita (Piazza Salotto)
Torna a Pescara Cartoons on the Bay, il Festival promosso da Rai e organizzato da Rai Com, punto di riferimento dal 1996 per l’industria dell’animazione e dei contenuti per ragazzi. L’edizione 2025 ha posto al centro il tema dell’intelligenza artificiale nell’animazione, esplorato attraverso incontri, dibattiti e contenuti originali.
Grande protagonista di quest’anno è stato il Village di Cartoons on the Bay, ideato e promosso dal Consorzio Gruppo Eventi. Un vero e proprio villaggio culturale sul mare, animato da format innovativi, spazi interattivi e momenti dedicati alla cultura in tutte le sue forme.
Tra gli appuntamenti più seguiti, il Salotto culturale di Casa Sanremo Writers, moderato dalla giornalista Rossella Pisaturo, che ha ospitato presentazioni letterarie e dialoghi con autori in un clima raccolto e partecipato.
A bordo dell’Hospitality Truck Bazr sono Stati inseriti alcuni fortunati format come il Salotto Letterario Writers con interessanti autori, Live Box con talenti musicali e lo spazio dedicato all’Arte con estemporanee di pittura e performance di body painting. Ancora, focus enogastronomici e laboratori di cucina.
Come sottolineato dal Presidente del Consorzio Gruppo Eventi, Vincenzo Russolillo: «Il Village è un luogo vivo, dove cultura, spettacolo e valori si incontrano in modo accessibile e coinvolgente, dando voce ai grandi temi del nostro tempo.»
MediaVox Magazine ha intervistato gli Artisti protagonisti dello Spazio Arte che hanno preso parte alla kermesse.

L’INTERVISTA A LAURA D’ARCANGELO
Ci parli della sua arte. Non penso che la mia arte abbia già dei contorni definiti. Amo sperimentare, sia con diverse tecniche che con stili sempre nuovi.
Sicuramente le mie opere si basano molto sulla creazione di ambientazioni fiabesche, caratterizzate da colori brillanti e giochi di luce.
Ci racconta l’estemporanea di pittura che ha realizzato al Village di Cartoons in the Bay? Sono andata, probabilmente, controcorrente, scegliendo di utilizzare prevalentemente gli acquerelli, uno strumento poco comune nelle estemporanee. Ho voluto però sperimentare, impiegando una tipologia particolare di acquerelli dai pigmenti metallizzati e luccicanti. Ho poi rifinito l’opera con pastelli e pennarelli, per aggiungere profondità e vibrazioni diverse. Il mio intento era quello di realizzare un’opera onirica e suggestiva, capace di evocare l’atmosfera del Festival e di dialogare con la sua energia creativa.
Qual è, secondo lei, il valore terapeutico dell’arte? Sono una persona molto ansiosa e l’arte è sempre stata una valvola di sfogo. Quando non trovo le parole giuste, riesco a comunicarle con le immagini. Dò una una forma alle mie emozioni, le esorcizzo. Non per caso l’acquerello, la tecnica che prediligo, è la principale utilizzata nell’arte terapia. La sua natura trasparente e imprevedibile è ideale per occupare la mente. Se la scrittura mi costringe a confrontarmi con i miei pensieri e a porvi un ordine, l’arte li fa fluire tutti fuori, senza una vera logica, seguendo solo l’esigenza di esprimerli. Mentre dipingo entro in una realtà fatta di giochi di luci e colori complementari, che cattura tutta la mia attenzione. Mi calma e mi aiuta a riprendere il controllo.