La cronaca della giornata del 6 giugno, a cura di Valeria Marzoli
Nell’ambito della quarta edizione del Festival del Giallo “Città di Napoli” presieduta da Maurizio De Giovanni, diretta da Ciro Sabatino e organizzata dall’Associazione Gialli.it, al Vomero, presso il “Cenacolo Belvedere”, la mattina del 6 giugno è iniziata con i saluti di Ciro Sabatino (Direttore editoriale di Gialli.it) con il simpatico appuntamento “Colazione con l’autore” che ha visto la giornalista Santa Di Salvo soffermarsi sulla validità del giallo storico e come il passato sappia parlare al presente.
Riprova che il passato purtroppo rivive ancora nell’attualità e che pone la drammatica realtà della violenza contro le donne il libro “La cospirazione dei Cenci” Newton Compton Editori di Simona Teodori. L’autrice ha esaminato la vicenda di Beatrice Cenci (Roma 1599) che venne condannata a morte per aver ucciso suo padre, uomo orribile che la violentò più volte, riuscendoci a restituirci l’immagine di una donna capace di battersi per affermare la sua dignità di essere umano. Centrale per la sua emancipazione fu per Beatrice l’incontro con Caravaggio che fino alla fine perorerà la sua causa. Nel dipinto “Giuditta e Olofene” fu proprio l’espressione e la forza d’animo di Beatrice Cenci ad ispirare il pennello del grande e irrequieto Pittore.
La mattinata è proseguita con il confronto serrato tra i due editor/scrittori Stefania Crepaldi e Claudio Panzavolta una veneta e l’altro di Faenza. L’interessante discussione è stata incentrata su quale debba essere il ruolo dell’editor nel processo creativo di un romanzo. Mentre Stefania Crepaldi esamina il progetto editoriale, a monte, rendendolo pronto per una pubblicazione presso una casa editrice, Claudio Panzavolta che lavora come editor per una casa editrice, ha puntualizzato come il suo compito è quello di curare la revisione e l’ottimizzazione di un testo prima della pubblicazione.
Altro incontro interessante è stato “Tutti i colori del nero. Napoli incontra Paolo Regina e Clara Negro” incentrato sulla validità dell’uso di espressioni dialettali all’interno della struttura del romanzo. Secondo la scrittrice il vernacolo rende tutto più credibile e ha il potere di catturare l’attenzione del lettore. Alla discussione si sono aggiunte anche le scrittrici Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti si sono soffermate sul che cosa significa scrivere un romanzo giallo a quattro mani.Un pubblico competente e appassionato ha seguito con vivo interesse i vari incontri della mattinata.Il segreto del crescente consenso che il Festival del giallo suscita è da ricercare nella sua peculiarità in quanto riesce ad annullare le distanze instaurando un clima amicale che aggrega gli autori al suo pubblico.
Anche quest’anno il Festival è stato organizzato in una suggestiva location, il “Cenacolo Belvedere”, che ci ha regalato un panorama sullo splendido mare di Parthenope d’altronde già lo scrittore e poeta Johann Wolfgang Goethe rimase estasiato da Napoli in merito alla sua posizione “aperta”, come di uno spazio infinito a tal punto da dargli l’impressione di trovarsi “davvero in un’altra terra”.
