Elena Romano: l’anima poetica di “Estraneo”, tra fragilità e rinascita

Dal 6 giugno 2025 è in rotazione radiofonica “Estraneo” (PLUMA dischi/IRMA Records), il nuovo singolo di Elena Romano, tratto dal suo primo EP “Lorena”, uscito il 16 maggio. Un brano che racchiude l’origine emotiva del progetto, nato in soli dieci minuti da un’urgenza interiore che ha trasformato il dolore in creazione.

“Estraneo” è il primo pezzo che ho scritto: non lo sapevo ancora, ma stavo già cominciando un cammino. Immaginare un amore diverso, quasi ideale, è stato l’unico modo per sopravvivere a ciò che non c’era più, racconta Elena. E questa sincerità traspare in ogni nota, tra elettronica rarefatta, parole dirette e uno stile che fonde la canzone d’autore alla sperimentazione sonora.

Il videoclip, firmato con Etcni, è un piccolo film sospeso tra rimorso e perdono, un inno visivo alla malinconia e alla dolce evasione. Un’opera delicata e inquieta, che si muove sulle stesse onde emotive della musica: fragilità, desiderio e speranza.

Con “Lorena”Elena Romano si afferma come una delle voci più originali della nuova scena italiana. Un progetto costruito insieme al fratello Lorenzo Romano, che unisce sonorità classiche, beat elettronici, jazz e introspezione poetica. Lo stile? Un ibrido affascinante che lei stessa definisce popelettronico.

MediaVox Magazine ha intervistato Elena Romano in un momento sospeso, tra la luce incerta della primavera e l’eco profondo delle sue canzoni. Ci ha incantati con uno sguardo sincero e una voce che, anche nel silenzio, sembrava custodire il suono delle emozioni più vere. Ne è nata una conversazione autentica, intensa, fatta di pause piene, respiri condivisi, verità che si rivelano con delicatezza.

Un’intervista che è sembrata più un racconto: quello di un’anima che si mette a nudo attraverso la musica.

L’INTERVISTA

“Estraneo” è nato in soli dieci minuti, come un’urgenza emotiva che non poteva più attendere: è stato uno slancio istintivo o una ferita che cercava da tempo la sua voce? È stato uno slancio purissimo, quasi automatico. Non c’è stato spazio per il pensiero razionale: ero al piano, immersa in uno stato di catarsi, e tutto è venuto fuori da sé. Le parole, la melodia, l’atmosfera… Come se fossero già lì, da tempo, in attesa di manifestarsi. È stata una necessità viscerale, una voce che finalmente ha trovato la sua via d’uscita.

Il tuo EP “Lorena” intreccia canzone d’autore, elettronica e musica classica. Quanto hanno inciso i tuoi studi e le esperienze tra Italia e Germania nel plasmare questa identità sonora così unica? Hanno inciso moltissimo. Gli studi jazz mi hanno donato libertà, quella spontaneità che mi permette di cantare seguendo l’istinto, senza filtri. In Germania ho vissuto un anno, e mio fratello – che ha prodotto l’EP – vive a Berlino: quella città ha influenzato profondamente il nostro immaginario sonoro. “Lorena” è il riflesso fedele di ciò che sono e di ciò che ho vissuto, ogni brano contiene frammenti autentici della mia storia.

“Lorena” sembra il nome di un progetto, ma suona anche come un’eco interiore, un alter ego. È possibile che dietro questo nome si nasconda una parte di te ancora inespressa? Assolutamente sì. “Lorena” è la mia rinascita musicale, ma anche personale. Prima di questo progetto ho collaborato molto con altri, ma qui ho trovato una voce mia, intima, sincera. È come se solo ora fossi davvero me stessa. Scrivere un singolo può essere immediato, ma costruire un progetto come questo richiede una dedizione profonda. “Lorena” è quella parte di me che aspettava solo il momento giusto per uscire allo scoperto.

In un tempo in cui molti scelgono il rumore per emergere, tu scegli la delicatezza. Che cosa significa per te esporsi come artista restando fedeli alla propria verità, senza mai tradire la propria essenza? Per me, creare è vivere. Non distinguo l’artista dalla persona: ciò che sono e ciò che scrivo nascono dallo stesso nucleo. Ogni gesto, ogni nota, ogni parola deve essere un atto di verità. Vivere la propria esistenza come fosse un’opera d’arte richiede consapevolezza, coraggio e coerenza. Rimanere fedeli a se stessi è la forma più profonda di libertà e anche la più delicata. Non tradire ciò che si è: ecco il mio stile.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.