Rossella lancia “Mela a metà”: un inno all’amore imperfetto che scavalca gli stereotipi

Da venerdì 27 giugno 2025 è in rotazione radiofonica “Mela a metà”, il nuovo singolo di Rossella, per FDAM/Altafonte, già disponibile in streaming dal 20 giugno. Con questo brano energico e poetico, l’artista prosegue il suo percorso musicale, raccontando l’amore nella sua forma più autentica: viscerale, imperfetta e libera.

“Mela a metà” sfida i cliché romantici, portando in scena un amore fatto di tensioni, desiderio, confusione e attrazione, con un sound pop rock dal ritmo shuffle che vibra tra sogno e realtà. Le chitarre acustiche ed elettriche dominano l’arrangiamento, accompagnate da una scrittura sincera, che sa essere schietta e lirica allo stesso tempo.

«Con questa canzone ho voluto raccontare un amore più ironico, libero, che celebra l’imperfezione», spiega Rossella«Mi divertiva ribaltare il mito della “mezza mela” con uno sguardo più leggero, perché credo che sia più importante tenersi care le nostre stranezze che cercare di completarsi a vicenda».

Il videoclip, diretto da Armando Di Lillo, è stato girato al Parco degli Acquedotti di Roma, trasformato in un Eden terreno dove l’amore può fiorire. Rossella interpreta due personaggi opposti che si specchiano l’uno nell’altro, incarnando le contraddizioni e le sfaccettature che convivono in ogni individuo.

Nata nel 1996 in Ciociaria, Rossella Perticone – in arte Rossella – ha trasformato la musica in un bisogno irrinunciabile, con canzoni che parlano di crescita personale e relazioni autentiche, tra influenze che spaziano da Gianna Nannini a Lucio Dalla, da Lady Gaga a Roberto Vecchioni. Dopo il debutto con “Sempre”, presentato all’Auditorium Parco della Musica, con “Mela a metà” Rossella si conferma una delle voci più promettenti del nuovo cantautorato italiano, capace di trasformare la vulnerabilità in forza e la passione in musica che lascia il segno.

MediaVox Magazine, in occasione dell’uscita del nuovo singolo “Mela a metà”, ha preparato alcune domande per Rossella per approfondire la sua visione artistica, i valori che porta nella sua musica e il significato di questo brano che celebra l’amore libero e imperfetto.

L’INTERVISTA

“Mela a metà” ribalta con ironia il mito della mezza mela: che cosa significa per te oggi amare senza cercare la “metà perfetta” e come questo si riflette nella tua generazione? Per me amare significa essere completi da soli, senza aspettarsi che qualcun altro colmi un vuoto che solo noi possiamo colmare. Gli altri possono arricchirci, non completarci. Penso che nella mia generazione ci sia una consapevolezza più forte di questo: il vuoto a volte diventa uno stimolo a costruire, a crescere, a conoscerci davvero. Il completamento diventa tossico quando nasce da una mancanza personale, quando si confonde la spinta del bisogno con quella dell’amore. L’amore vero è accogliere l’altro con i suoi pregi e difetti, senza annullarci o aspettarci che l’altro sia la nostra salvezza.

Nel videoclip interpreti due personaggi opposti che si riflettono l’uno nell’altro: quanto di Rossella c’è in questi due volti e che cosa ti ha lasciato questa esperienza sul set? L’idea di questo video è partita da me, ed è stata un’esperienza emotivamente intensa. Ho voluto mettere in scena una sorta di Eva nell’Eden, affiancata da un’altra me, diversa e contrapposta, quasi a specchiarsi. C’è tanto di Rossella in entrambe: una parte sensibile, emotiva, a volte fragile, e una parte più forte, determinata, che cerca la sua strada con coraggio. Ho voluto raccontare che dentro ogni persona convivono più volti e che imparare a farli dialogare è importante, anche per abbattere gli stereotipi di genere e di ruolo tra uomo e donna. Sul set ho imparato a non avere paura di mostrarmi per come sono, con tutte le mie sfumature.

Hai detto che questa canzone è nata da un sogno: ti capita spesso di trasformare immagini oniriche in canzoni? Ci racconti un momento in cui sogno e realtà si sono fusi nella tua scrittura?Mi capita spesso, perché i sogni mi parlano quando la mente è più libera. Questa canzone in particolare è nata proprio da un sogno: ho sognato una moto che girava su una galassia, un’immagine che mi ha colpita e mi ha spinto a prendere carta e penna appena sveglia. Da lì è nata l’ispirazione per il testo. I sogni per me sono un linguaggio segreto, un canale che mi collega con la parte più profonda e autentica di me stessa. Quando scrivo dopo un sogno, mi sento connessa a qualcosa di più grande, e spesso le immagini che emergono si trasformano in parole che riescono a raccontare emozioni che nella realtà faccio fatica a spiegare.

Il tuo percorso musicale è legato al desiderio di raccontare storie autentiche e libere, con un’attenzione alle tematiche LGBTQIA+. Che ruolo pensi che la musica possa avere oggi nel sostenere l’amore libero e nel rompere gli stereotipi di genere? Credo profondamente che la musica abbia un potere enorme nel veicolare messaggi di bellezza, amore e libertà. Attraverso l’arte si può arrivare al cuore delle persone, stimolare riflessioni e abbattere muri. Io sono una sostenitrice di tutto ciò che è amore, in ogni forma e in ogni sfumatura, e penso che oggi più che mai sia importante raccontarlo anche con la musica. Rompere gli stereotipi di genere e sostenere l’amore libero significa dare voce a chi spesso non ce l’ha e portare alla luce storie che meritano di essere ascoltate. Credo che se anche solo una persona si sentirà accolta grazie alle mie canzoni, sarà già una piccola grande vittoria.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.