Domenica sera, 27 luglio, durante il suo atteso concerto a Torre Orsaia, la cantante israeliana Noa ha interrotto la sua esibizione nel momento in cui, come in molte città italiane, hanno cominciato a suonare le campane in segno di pace per Gaza.
La mobilitazione nazionale, promossa anche dal vescovo di Pinerolo e rilanciata da numerosi organi d’informazione, invitava le comunità a far risuonare le campane “per dire basta” al dolore e alla guerra. Un gesto semplice e potente, che ha attraversato l’Italia come un’unica voce.
E nel silenzio improvviso, profondo ed emozionante calato tra pubblico e palco a Torre Orsaia, mentre i rintocchi delle campane si diffondevano tra le colline, Noa si è fermata.
Ha abbassato le mani, ha chiuso gli occhi, e ha atteso in ascolto. Poi ha pronunciato poche parole, intense: “La musica unisce, ma oggi il silenzio dice ancora di più. Siamo tutti chiamati a dire basta.”
Il pubblico del Cilento Etno Festival, raccolto e partecipe, ha accolto il momento con rispetto e commozione.In un tempo segnato da conflitti e divisioni, anche un festival musicale può diventare spazio di coscienza e testimonianza.