Il rap incontra l’oro bianco a Cancello ed Arnone
Il White Fest 2025, 47ª edizione della storica Festa della Mozzarella di Cancello ed Arnone, ha vissuto uno dei suoi momenti più intensi sabato 2 agosto, quando sul palco è salito Luchè, tra i massimi esponenti della scena rap italiana contemporanea. Nella “terra dell’oro bianco”, il sound urbano ha incontrato una tradizione millenaria, trasformando un’antica sagra popolare in un palcoscenico d’identità, innovazione e cultura.

Cancello ed Arnone, piccolo comune dell’agro casertano noto per la sua produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP, si è confermato ancora una volta epicentro di un evento che ha saputo rinnovarsi negli anni senza perdere le proprie radici. Dal 1° al 3 agosto, il White Fest ha proposto degustazioni, laboratori del gusto, fattorie didattiche e concerti con artisti di calibro nazionale. Tutto intorno, i profumi dei prodotti a chilometro zero hanno fatto da cornice a una festa popolare capace di unire generazioni.

La sera del 2 agosto è stata dedicata a Luchè, nome d’arte di Luca Imprudente, artista napoletano che ha saputo trasformare la propria esperienza personale e sociale in una narrazione musicale densa e autentica. Conosciuto inizialmente per il suo ruolo nei Co’Sang, gruppo rap culto degli anni 2000, Luchè ha poi intrapreso una carriera solista che lo ha portato a imporsi come una delle voci più mature del rap italiano. I suoi testi parlano di periferia, desiderio di riscatto, amore, alienazione, potere e fragilità. Ma ciò che distingue Luchè è la sua capacità di unire alla durezza del rap una componente melodica e introspettiva, vicina all’R&B e alla trap, in uno stile inconfondibile che fonde poesia e strada. Album come Malammore, Potere e Dove volano le aquile hanno definito un percorso coerente, fatto di evoluzione e profondità.


Il concerto di Luchè ha trasformato la piazza del White Fest in un’arena urbana: migliaia di giovani (e non solo) si sono radunati davanti al palco: mani alzate e occhi puntati su uno dei performer più magnetici della scena. Ad accompagnarlo, come special guest, CoCo, altro artista napoletano molto amato, con cui Luchè condivide affinità musicali e culturali. L’atmosfera era densa, viva, pulsante. Le rime taglienti di Luchè si sono alternate a momenti più lirici, in un equilibrio che è la cifra della sua arte. Brani come Je ce credo ancora, Le Pietre non volano o Torna da me hanno risuonato con forza, creando un dialogo emotivo tra artista e pubblico, tra palco e strada. Il White Fest ha saputo creare un ponte tra la nuova musica italiana e le tradizioni più autentiche. Luchè non è stato solo ospite musicale, ma simbolo di una Napoli e di un Sud capaci di rinnovarsi senza rinnegarsi, di trasformare fragilità in arte, marginalità in racconto universale. La sua presenza in un contesto come quello di Cancello ed Arnone assume un valore profondo: il rap come nuova lingua della comunità, la mozzarella come segno identitario e culturale.

Il White Fest 2025 ha dimostrato come un evento popolare possa essere anche motore culturale, economico e sociale. Con oltre 100 allevamenti di bufale e circa una quindicina di caseifici, Cancello ed Arnone è uno dei comuni con la più alta produzione di mozzarella in Italia. La manifestazione ha voluto valorizzare tutta la filiera: dagli allevatori agli artigiani del latte, fino ai cuochi e ai giovani agricoltori, con iniziative pensate per promuovere il territorio e coinvolgere le nuove generazioni. Luchè, con la sua presenza, ha dato al White Fest 2025 un sapore speciale: quello di un’arte che sa parlare al cuore delle persone e che, come la mozzarella di bufala, nasce dalla terra ma guarda lontano. In un mondo sempre più omologato, questo incontro tra radici e modernità è forse la risposta più vera che il Sud possa offrire.