Nicola Esposito e La Porta del Cuore: la poesia che accende la speranza

In un tempo attraversato da inquietudini e disorientamenti, arriva una voce poetica che si fa breccia tra le ferite dell’anima per portare sollievo, riflessione e desiderio di rinascita. Con la silloge La Porta del Cuore, pubblicata da Grace Edizioni, il poeta Nicola Esposito compie un ritorno deciso e ispirato alla poesia pura, quella che affonda le radici nell’emozione per poi elevarsi a simbolo di speranza collettiva.

Questa raccolta è molto più di un insieme di versi: è un cammino intimo che intreccia parole e sentimenti, un viaggio lirico in cui ogni poesia diventa chiave per aprire spiragli di luce nelle stanze più nascoste del cuore. Le pulsazioni che animano questi componimenti sono dettate dal desiderio di rigenerazione generazionale e dalla costruzione di un nuovo umanesimo fondato sull’Amore, sulla Pace, sulla Luce.

Esposito scrive per toccare l’anima. Le sue parole, come gocce di linfa, scorrono tra i rami di un albero poetico che si nutre di natura e sentimento, creando una simbiosi profonda tra ricordo e visione, tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo ancora diventare. In questo orizzonte, la figura della donna emerge come simbolo sacro e ispiratore, fonte di purificazione e amore eterno.

Le emozioni non sono semplici accessori del verso, ma motori di trasformazione: ogni componimento è un pungolo gentile che invita a riscoprire la bellezza, a riaprire le braccia alla fantasia, alla pacificazione, al sentire autentico.

La Porta del Cuore è un invito a non smettere mai di cercare il Bello. A credere che la parola possa ancora essere strumento di cambiamento e stimolo per spalancare i battenti della vita. In giorni fragili come i nostri, leggere Nicola Esposito significa riaccendere desideri di gioia, far spazio alla speranza e riscoprire il senso della poesia come atto rivoluzionario.

MediaVox Magazine ha intervistato l’autore Nicola Esposito per un dialogo autentico e ispirato. Scopriamo insieme l’anima poetica che vibra dietro le pagine de La Porta del Cuore, tra emozioni, visioni e parole che sanno accarezzare e risvegliare.

L’INTERVISTA:

La sua silloge trasmette un bisogno profondo di rinascita collettiva: quanto pensa che oggi la poesia possa ancora incidere nel cambiamento sociale e umano? La poesia è lo strumento di sanificazione generazionale, intesa come rigenerazione sociale e come vittoria sull’indifferenza e sull’apatia, tanto mentale quanto materiale. Il verso diventa il cardine su cui far ruotare la porta della conoscenza e del desiderio di libertà. Il poeta ha il compito di scuotere gli animi e richiamare l’attenzione del lettore sulla necessità di uscire dall’isolamento, per tornare a percorrere il sentiero della fratellanza, intesa come unità di affetti, di idee, di aspirazioni. La poesia è una guerra continua, senza spargimento di sangue, ma ricca di esplosioni sentimentali che attraversano la società e contribuiscono a lenire le ferite dell’indifferenza, dell’odio e della brutalità, presenti in ogni ambito della nostra esistenza. Il poeta è “magister” di un’armonia sociale in costante evoluzione.

La donna, nella sua raccolta, appare come simbolo sacro e purificatore. Cosa rappresenta per lei la figura femminile in relazione alla parola poetica? Tutta la mia poesia, ogni mio verso, anche quello apparentemente più lontano dalla simbologia, sono pervasi dalla figura della donna che rappresenta l’elemento dominante. Nella parola, la donna diventa un miscuglio di sensazioni, di emozioni, di sentimenti, che avvolgono come mantello di protezione, a volte, però, anche cosparso di spine come stimolo di passione. La sacralità della donna si manifesta in tutta la sua potenza e assume la veste simbolica di Eva e di Maria. È Eva quando suscita le passioni, diventa Maria quando richiama la mente e lo spirito alla soavità del sentimento e alla purezza nella ricerca della pace sentimentale e nell’affermazione della maternità come origine di vita e di spazialità emozionale. La donna è il faro che ci guida verso territori sempre più aperti, non coperti solo di erba ma pieni di fiori rossi come la voglia di libertà e la passione di vivere nel rispetto reciproco.

La natura sembra farsi parte viva del verso, come se i suoi componimenti respirassero insieme agli elementi. Quanto è importante per lei il legame tra paesaggio e sentimento? La categoria della purificazione si espande anche sul concetto della Natura, che nella poesia diventa cornice di accompagnamento e contemporaneamente terreno di tormento e di ricerca. Nella natura nascono le sensazioni: il piccolo alito di vento, il profumo di un fiore, la caduta di una foglia, il fischio o il ruggito di un animale sono punti di partenza che consentono al pensiero di spaziare nel mare dei ricordi, delle emozioni, della creazione della parola che diventa verso di fuoco o di acqua limpida, per stimolare in ogni verso l’animo del lettore. La poesia, immersa nella natura, diventa liquido rivitalizzante e umore di vita, riportando la persona alla originale funzione di fruitore del bene e non di distruttore dei mezzi di sopravvivenza. Ogni cosa si espande nel verso e diventa atmosfera spaziale di vitalità. La funzione della poesia ancorata alla natura consiste proprio nella riscoperta della forza della Vita.

La Porta del Cuore è anche un invito a riscoprire il Bello. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero, crede che la poesia possa ancora aprire spiragli di luce e pacificazione? La velocità è una categoria illusoria, così come quella dell’effimero, generate dalla deviazione dei sentimenti e del concetto dell’esistenza stessa. La capacità di rallentare e di emozionarsi durante il percorso che porta alla meta di ogni viaggio, sia esso terreno che spirituale, è il mezzo per salvare l’umanità dall’indifferenza e dalla superficialità. Se il verso, anche racchiuso in una semplice parola, riesce a stimolare il sentimento, l’animo si apre al confronto, alla riflessione, alla necessità di pace. La poesia dà luce e accompagna il “pellegrino” per i ristretti sentieri della quotidianità. Proprio per questo, la mia poesia diventa “spaziale”, nel senso che unisce ed elimina ogni distanza affettiva, ed è il mezzo per raggiungere la condizione di umanizzazione. “La porta del Cuore” è una campanella che suona per ricordare a tutti che la vita è un continuo e ripetuto atto di Amore. Il futuro diventa speranza. L’esemplificazione di tutto il percorso e del significato della silloge è racchiusa nella poesia finale “Futuro”, che rappresenta un anelito di vita e un inno alla forza della Natura, della Donna, della Fratellanza, della Pace, nel percorso della nostra esistenza terrena. La poesia si fa Luce!

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.