Dal sogno di bambina ai primi provini: il viaggio di un’attrice che ha scelto di credere nella propria verità.
«Io non ho mai smesso di credere in quella bambina con gli occhi pieni di sogni. La recitazione non è un capriccio: è la mia vita.» Chiara Perrotta

Ci sono passioni che non si scelgono, ma che ti abitano da sempre…
Per Chiara Perrotta, giovane di talento avellinese, la recitazione è questo: una voce interiore che da bambina le illuminava gli occhi e che oggi è diventata un destino da abbracciare. Dai piccoli teatri di paese alla formazione accademica, dai primi provini alle esperienze più intense, Chiara ha vissuto ogni passo come una rivelazione.
I suoi occhi parlano prima della voce, raccontano emozioni che vanno oltre le battute: è lì la sua cifra, il segno distintivo che la rende attrice. Perché la sua non è solo tecnica, ma un’urgenza di verità, un desiderio profondo di dare anima ai personaggi che interpreta.
Determinata, elegante, consapevole delle difficoltà eppure incrollabile nel credere al suo sogno, Chiara Perrotta oggi si presenta come una giovane attrice pronta a lasciare il segno. Una donna che ha trasformato le ombre in forza, i sacrifici in trampolini, e che ora urla al mondo, con coraggio e passione: «Io sono un’attrice».


MediaVox Magazine l’ha intervistata per darle voce, e per scoprire attraverso le sue parole l’essenza di un percorso fatto di coraggio, autenticità e rinascita.
L’INTERVISTA
Chiara, se dovessi scegliere un momento preciso in cui hai capito che la recitazione non era più solo un sogno ma la tua vita, quale sarebbe? Non è stato un momento eclatante, ma un attimo intimo e silenzioso. Ricordo il mio primo provino a Napoli: non avevo certezze, solo tanta emozione. Finita quella prova, ho chiamato mia madre e dentro di me ho sentito che era cominciato il mio vero percorso. Non era più un gioco, non era più una curiosità. Ero io, finalmente me stessa. Quel palco, quella telecamera, quel brivido: lì ho capito che la recitazione non sarebbe stata una parentesi, ma la mia vita. Da allora non ho più avuto dubbi.
I tuoi occhi sono stati definiti la tua cifra distintiva: come vivi questa capacità di comunicare prima ancora delle parole? Per me è un dono, ma anche una responsabilità. Spesso mi dicono che i miei occhi parlano più della mia voce, che arrivano prima di ogni battuta. Credo sia perché io vivo ogni emozione con sincerità, non la filtro, non la trattengo. Quando interpreto un personaggio, non penso a “recitare”: mi lascio attraversare da quello che prova e i miei occhi diventano specchi di quell’anima. È il complimento più bello che posso ricevere, perché significa che non sto mostrando solo una maschera, ma sto portando verità. In fondo è quello che cerco: emozionare non per tecnica, ma per autenticità.»
Quale messaggio desideri trasmettere oggi a chi, come te, coltiva un sogno e si scontra con giudizi, ostacoli e incertezze? Vorrei dire di non smettere mai di credere in quella bambina, o in quel bambino, che per primo ha sognato. Io non ho mai smesso di guardarmi dentro e di fidarmi di quella scintilla. Certo, la gente parla, giudica, a volte ti fa sentire piccolo. Ma i sogni hanno bisogno di cura, coraggio e pazienza. Io ho trasformato il dolore in forza, le cadute in insegnamenti, e oggi sento che il cammino è solo all’inizio. Il mio messaggio è semplice: non fatevi rubare i sogni. Non importa quanto difficile sia la strada: se credete davvero, troverete la vostra scena, il vostro riflettore, la vostra occasione. Perché la verità è che i sogni non ci tradiscono mai: siamo noi, semmai, a tradire loro quando smettiamo di inseguirli. Come mi ha ripetuto una grande persona: «Urla al mondo che sei un’attrice. Perché dentro di te sai che è vero, hai tutte le carte per esserlo, è la tua scelta, la tua strada. E allora mi guardo, piccola attrice, e mi sussurro con certezza: sarò, sono, l’attrice che ho sempre desiderato, la voce e il volto di storie che attendono di essere raccontate. Questo sogno è la mia vita, il mio destino. E allora, a tutto quello che verrà… IO SONO PRONTA!