C’è chi, dopo una storia d’amore finita, si chiude in casa e si lascia avvolgere dalla malinconia. E poi c’è chi, come AvA, decide di prendere un aereo e trasformare quella ferita in musica. Dal 29 agosto 2025è disponibile sulle piattaforme digitali Formentera, il nuovo singolo dell’artista, che dal 5 settembreentrerà ufficialmente in rotazione radiofonica.
Un brano che è molto più di una canzone: è un invito a lasciarsi andare, a “surfare”(come dice lei stessa) sulle onde della vita, accettando il dolore e trasformandolo in energia vitale. Formentera è un viaggio a tutto tondo: quello reale verso un’isola paradisiaca, con le sue spiagge bianche e le acque cristalline, e quello interiore, che attraversa la rabbia, la voglia di libertà e la riscoperta di sé.
Nel videoclip, le immagini di un flirt estivo si intrecciano ai ricordi di un amore finito, creando il contrasto emotivo che è il cuore pulsante di questo nuovo capitolo musicale. Con il suo stile urban pop, elegante ma deciso, AvA ci regala un brano che sembra leggero ma nasconde un testo intenso, quasi rabbioso, dove si combatte con i propri fantasmi.
L’artista – che dopo il successo del primo disco Lo Squalo torna con un album completamente nuovo, interamente scritto e prodotto insieme a Manuel Finotti – ci parla di libertà, diritto alla malinconia e della possibilità di fallire per ricominciare.

MediaVox Magazine ha intervistato AvA per parlare di Formentera e del suo percorso artistico.
L’INTERVISTA
Formentera è un brano che unisce leggerezza e rabbia: come sei riuscita a bilanciare questi due mondi apparentemente opposti? Quando scrivo mi lascio completamente trasportare, entro in una sorta di isolamento emotivo. Formentera è nata così: da una ferita vera, da un momento di dolore e rancore che ho deciso di trasformare in qualcosa di vivo. Ho voluto mettere insieme due anime opposte: da un lato la rabbia, che brucia e scuote, dall’altro la leggerezza, quella che ti spinge a ballare, a lasciarti andare. È stato il mio modo di dire a me stessa che il dolore non deve solo ferire, ma può diventare forza creativa, energia vitale.
Nel tuo racconto parli di un viaggio per dimenticare. Pensi che viaggiare sia davvero un modo per lasciare indietro il passato o piuttosto un modo per affrontarlo? Dipende sempre da come decidi di vivere quel viaggio. Io, con Formentera, volevo scappare: credevo che mettere chilometri tra me e il dolore potesse bastare. Ma ho capito che non funziona così. Il viaggio mi ha messo davanti ai miei demoni, mi ha costretta a guardarli in faccia. Non puoi davvero lasciarti il passato alle spalle se non lo affronti: solo così puoi tornare a respirare.
Il tuo nuovo album ruota intorno al concetto di “prendere le cose come vengono”: quanto è stato importante per te imparare a “surfare” sulla vita? È un percorso che sto ancora facendo. Per me “surfare” significa imparare ad accettare quello che arriva, senza combattere tutto a tutti i costi. In un mondo che corre sempre troppo veloce, sento il bisogno di rallentare, di respirare. Ogni brano dell’album è come un piccolo esercizio di consapevolezza: mi ricorda che a volte bisogna lasciarsi portare dalle onde, anche quando fanno paura.
Che cosa rappresenta per te la musica e quali sono i tuoi progetti futuri? La musica è la mia sostanza, la mia linfa vitale. È un mix di talento, destino e maledizione: qualcosa che non puoi spegnere, anche quando fa male. Avevo immaginato un’uscita più cadenzata, con singoli ben distanziati, ma mi sono ritrovata in un vortice creativo che non mi lascia tregua: pubblicherò un singolo al mese fino ad aprile. E non mi fermo qui: sto già pensando di tornare in studio per lavorare a un nuovo disco, perché sento di avere ancora tanto da raccontare.