Vent’anni di passione e motori: il 126 Club Italia celebra la sua storia a Sarno

Ci sono passioni che non invecchiano, motori che non si spengono e storie che continuano a correre nel tempo come se fossero appena partite.

È la storia della Fiat 126, simbolo di semplicità, libertà e appartenenza. E di chi, da vent’anni, ne custodisce l’anima con orgoglio, dedizione e spirito di comunità.

Nel 2025, il 126 Club Italia celebra il suo 20° anniversario di fondazione, un traguardo che non profuma soltanto di memoria, ma anche di futuro.

Un’occasione per rinnovare l’impegno del Club nel preservare il valore storico e culturale di una delle vetture più amate del nostro Paese.

Fondato nel 2005 e oggi riconosciuto da FCA HeritageRegistro Italiano Veicoli Storici Affiliati e OPES Italia, il Club conta oltre 500 soci-proprietari, accomunati da una stessa emozione: quella di mantenere viva la leggenda della piccola grande 126.

Nato con l’intento di proteggere un’icona spesso rimasta in ombra rispetto alla più celebre “sorella” 500, il 126 Club Italia ha saputo trasformare la nostalgia in movimento, la passione in comunità, la meccanica in cultura.

Dalla sua sede di Sarno, cuore pulsante di iniziative, restauri e raduni, continua a promuovere una visione in cui l’automobile non è solo un mezzo, ma un simbolo di identità collettiva e di storia italiana su quattro ruote.

Domenica 12 ottobre, Sarno diventerà teatro del 4° Raduno Auto, Moto e Vespa – Memorial Caiazza Rosario, un evento che unisce memoria e festa, dedicato a chi crede che i motori possano ancora raccontare emozioni autentiche.

La partecipazione sarà gratuita e la giornata si aprirà con l’accoglienza presso il Mercatino Rionale, la benedizione dei veicoli e i saluti istituzionali, seguiti da momenti di spettacolo, sfilate, musica e dalla premiazione del Concorso Premio Romy.

Tra gli ospiti, anche SuperCar KITT, la mascotte di Romantica RadioTroppFun Radio, il DJ Lucio Belmonte, e partner come Team Nervoso EventsLa FilandaGianni Mazzeo VideomakerChopper Pappacena, con la presenza straordinaria di Luca Sepe.

Un intreccio di passioni, arte e amicizia che culminerà nel pranzo conviviale presso Acquedotto 43, sigillo di una giornata capace di unire generazioni e ricordi.

Sarà un viaggio tra passato e presente, tra memoria e futuro, che racconta non solo la storia di un’auto, ma quella di un’Italia che continua a credere nel valore della passione, dell’incontro e della bellezza delle cose vere.

Per l’occasione, MediaVox Magazine ha incontrato il presidente del Club, Cristian Caiazza, per raccogliere riflessioni, emozioni e prospettive su questo importante anniversario.

L’INTERVISTA

Presidente, vent’anni di 126 Club Italia rappresentano non solo un traguardo ma una missione culturale. Che cosa ha significato per Lei custodire la memoria di questa vettura e vederla rinascere attraverso la passione dei soci? È un obiettivo che ci siamo prefissati fin dall’inizio: salvaguardare un modello che ha fatto la storia dell’automobilismo italiano. La 126 è un’icona, ma senza associazioni come la nostra rischierebbe di essere dimenticata. In questi anni abbiamo costruito una vera comunità, non solo sui social ma anche nella vita reale, unita da un legame autentico con quest’auto che molti definiscono “la sorella della 500”. È proprio in questa sua semplicità che si nasconde il suo fascino più vero.

La Fiat 126 ha sempre rappresentato la tradizione e l’estetica dell’auto italiana. In un’epoca dominata dalla tecnologia, che cosa resta ancora vivo di quel legame semplice e umano tra macchina e proprietario? Le auto d’epoca custodiscono ricordi, emozioni, frammenti di vita. Ogni vettura ha una storia da raccontare: viaggi, incontri, sogni. La 126, in particolare, era l’auto di tutti, accessibile, sincera, capace di far provare la libertà anche a chi non poteva permettersi grandi lussi. Ricordo un episodio emblematico: il fondatore del Club, mio padre, notò un giorno il riflesso di un paraurti cromato spuntare da un vecchio pagliaio. Lì trovò una 126 coperta di polvere, ma ancora lucida di cera. Quell’immagine lo colpì profondamente: fu la scintilla che lo spinse ad acquistarla, per poi fondare nel febbraio del 2005 il 126 Club Italia. Da allora, non ci siamo mai fermati… E speriamo di festeggiare anche i trent’anni con lo stesso entusiasmo!

Questo 4° Raduno è anche un omaggio alla figura di Rosario Caiazza. Quale valore umano e simbolico assume il Memorial all’interno della comunità del Club? Il Memorial dedicato a mio padre è molto più di un evento commemorativo: è un atto d’amore. Durante gli anni più difficili, come quelli della pandemia, non abbiamo potuto celebrarlo come avremmo voluto. Quest’anno, però, abbiamo voluto unire la ventesima candelina del Club con l’omaggio al suo fondatore. Rosario Caiazza è stato il primo a credere in questo sogno, a intuire che dietro una semplice utilitaria poteva nascondersi una comunità di affetti, di amicizie, di valori condivisi. Oggi siamo un punto di riferimento per tanti appassionati, e il Memorial rappresenta il cuore pulsante della nostra storia.

Guardando in prospettiva al futuro, quali sogni, obiettivi o sfide immagina per il 126 Club Italia e per le nuove generazioni di appassionati? Abbiamo molti progetti in cantiere. Uno dei più significativi è la collaborazione con KeyStart23 e Compramionline.it, grazie alla quale stiamo creando una linea di merchandising ufficiale del Club: prodotti che raccontano la nostra identità e la portano oltre i confini italiani. L’obiettivo è far crescere il nome del 126 Club Italia, diffondere la nostra passione e trasformare questo simbolo in un emblema riconosciuto a livello internazionale. È un onore rappresentare una storia così grande, e vogliamo che continui a vivere nelle mani e nei cuori delle nuove generazioni.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.