Simone Sello e il suo “Grey Horse’s Standpoint”

Un viaggio tra sogno, silenzio e frontiere del suono

C’è chi attraversa il mondo per cercare un luogo da chiamare casa, e chi sceglie di attraversarlo con la musica.

Con “Grey Horse’s Standpoint”Simone Sello ci porta in un viaggio che sembra sospeso tra sogno e realtà, dove un cavallo grigio diventa simbolo di libertà e contemplazione. È un brano che non si ascolta soltanto: si immagina, si respira.

Nel suo suono convivono il fischio del vento, la nostalgia dei Western e la malinconia luminosa di un orizzonte che non smette di chiamare. Un equilibrio perfetto tra evocazione e sperimentazione, che racconta la continua ricerca di un artista capace di unire mondi lontani — la chitarra e il cinema, la memoria e la tecnologia, il silenzio e la voce interiore.

MediaVox Magazine ha intervistato Simone Sello per capire meglio la sua musica e il mondo che la ispira. Andiamo a scoprire insieme le sue parole.

L’INTERVISTA

“Grey Horse’s Standpoint” è un brano che unisce spiritualità e sperimentazione. Come nasce l’idea di fondere melodie meditative e sonorità futuristiche in un unico racconto sonoro? L’idea nasce dalla mia innata attrazione per i contrasti… In questo caso, soprattutto quello tra passato e futuro, che nel video si manifestano attraverso introspezione e fantascienza. “Grey Horse’s Standpoint” è un momento contemplativo, ma raccontato con suoni che appartengono sia a ieri che a domani. Mi piace pensare che il brano rappresenti la calma prima del decollo — il cavallo grigio che osserva le astronavi prima di decidere di salirci sopra. È un modo per parlare di spiritualità e di coraggio in chiave ironica e surreale, senza retorica, con una colonna sonora che unisce Morricone e sintetizzatori spaziali.

Il videoclip è un viaggio visivo tra deserti, stelle e paesaggi onirici. Quanto conta per te la dimensione cinematografica nella costruzione del tuo linguaggio musicale? Nonostante la musica rappresenti un linguaggio artistico indipendente di altissimo livello, in questo progetto specifico l’immagine è parte dello stesso flusso creativo. Non scrivo mai pensando solo a un suono, ma a un mondo visivo che quel suono evoca. In “Grey Horse’s Standpoint” volevo che ogni nota avesse un orizzonte, una prospettiva cinematica. Il deserto, il movimento lento del cavallo, le astronavi — tutto contribuisce a dare respiro al suono. Qui il videoclip non è un’aggiunta, ma la naturale estensione della musica.

Hai collaborato con grandi artisti internazionali e attraversato generi diversi, dal rock al jazz elettronico. Cosa resta costante nel tuo modo di fare musica, al di là dei suoni che cambiano? Resta la curiosità, l’entusiasmo per la ricerca. È l’unica costante vera del mio percorso. Mi piace muovermi tra generi e linguaggi diversi, ma sempre con l’obiettivo di raccontare qualcosa di autentico. Ogni volta cerco un equilibrio tra tecnica e istinto, tra costruzione e improvvisazione. Credo che il mio modo di fare musica si basi su questo: cercare le emozioni attraverso il viaggio, il percorso di esplorazione. 

In più momenti del tuo percorso parli di viaggio e di immaginazione come luoghi dell’anima. Dove ti sta portando oggi il tuo “cavallo grigio”? Il mio “cavallo grigio” oggi mi sta portando verso territori talvolta più astratti, talvolta più tradizionali, ma sempre sinceri. Il viaggio è costante, dentro sonorità spesso differenti tra loro, ma anche verso forme artistiche diverse e complementari alla musica. Dopo tanti anni passati a lavorare con altri artisti, sentivo il bisogno di rifinire un linguaggio più personale, dove il confine tra reale e immaginario si confonde. In questo senso, il cavallo grigio è una guida: un simbolo di libertà e di curiosità — continua a muoversi all’infinito.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.