Sicilia, 23 maggio 1992, la primavera di zagare e agrumi, di promesse e di salsedine, si ferma a Capaci dove la mano senza scrupoli della mafia, alza la testa ed offende lo Stato e la dignità umana, colpendo uno dei simboli degli intimi valori della società, quella che pone al centro delle relazioni e del confronto quotidiano la dignità, il valore dell’essere umano, la ferma convinzione che il rispetto delle regole e l’amore incondizionato per i principi incrollabili ed eterni possano restituire alla società civile la serena convinzione di vivere in un modo giusto.
Ma la volontà assassina, con fredda ferocia, quel mattino si spinse oltre la distruzione del sogno. Oltre la convinzione delle certezze, ben oltre a quanto una mente malvagia potesse mai ipotizzare. Nella Croma bianca quella mano decide i destini e semina morte, improvvisamente, nella polvere di tritolo e di macerie, ci sorprende fragili e indifesi. Ma nel cratere di Capaci si alimenta la speranza della rinascita. In quella Fiat bianca, dove la ferocia mortale si abbatte sul giudice Falcone e sulla moglie Francesca Morvillo, Giuseppe Costanza resta sospeso miracolosamente sul cratere, lotta per restare vivo.
La vita diviene l’intimo messaggio della sua testimonianza. Quella di un uomo che dall’esperienza dell’annullamento racconta l’entusiasmo dell’essere vivo, il valore della vita, l’importanza della vita, le regole della società giusta e del rispetto.Giuseppe Costanza, da quel momento in cui le coscienze degli uomini buoni si sono fermate nell’aria divenuta improvvisamente pesante di Capaci, è testimone di legalità e dalle macerie di un’autostrada costruisce, insieme ai giovani che lo ascoltano nelle scuole, le fondamenta di un nuovo edificio. Che non teme i terremoti ,non ha paura delle bombe e non vacilla alle offese del malvagio. E’ la casa degli uomini giusti. Quella in cui dovremmo tutti vivere . Lunedi’ 20 Ottobre, a partire dalle 9.30, nell’Aula Magna del Liceo scientifico A. Genoino di Cava de Tirreni Giuseppe Costanza, insieme ai ragazzi, aggiunge un altro mattone a questo meraviglioso edificio chiamato FUTURO. Per la vita, per la giustizia, per l’amore. Soprattutto dei nostri giovani.
