Marco Mengoni al PalaSele: quando la voce diventa luce

Ci sono concerti che riempiono le orecchie, e poi ci sono quelli che riempiono l’anima. Al PalaSele di Eboli, Marco Mengoni non ha semplicemente cantato: ha respirato insieme al suo pubblico. Una notte, quella del 5 novembre, sospesa tra realtà e sogno, dove ogni nota sembrava voler toccare un pezzo di cielo e ogni parola cadeva come una goccia di verità.

Le luci si accendono, il palco si apre come un sipario sull’emozione. Mengoni appare, non come una star… Ma come un uomo che si dona completamente al silenzio che precede la tempesta. Canta con il corpo, con le mani, con lo sguardo e racconta la fragilità e la forza di chi sa trasformare le cicatrici in canto.

Eboli lo accoglie con un calore che abbraccia: un pubblico che non assiste, ma partecipa all’unisono. Centinaia di voci si fondono nella sua, creando un unico respiro. La scenografia è un universo in movimento: luci che si intrecciano come costellazioni, ombre che danzano sulla pelle delle canzoni. Ogni brano è una confessione, un frammento di verità restituito al mondo con delicatezza e potenza. C’è un momento in cui il tempo sembra quasi rallentare: il cantante si ferma, guarda il pubblico e sorride… Non servono frasi, né effetti speciali… Basta la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande! Un concerto che non finisce con l’ultima nota, perché resta negli occhi e nel cuore come un’eco che non vuole svanire.

Eboli, per una notte, è diventata casa! Una casa costruita di musica, emozione e luce e, in quella luce, Marco Mengoni ha ricordato a tutti che la vera grandezza di un artista non è nella voce che possiede, ma in quella che riesce a risvegliare negli altri.

Foto di Sabino Matta

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.