PREMIO PAOLO LEONELLI 2025 | LE DOTI ARTISTICHE DELL’ATTORE E REGISTA GIUSEPPE DE ROSA

La sua carriera abbraccia cinque decenni, l’attore e regista Giuseppe De Rosa ha saputo conquistare generazioni di persone che amano seguire i suoi lavori.

De Rosa ha iniziato la sua carriera in teatro intorno alla metà degli anni ’70 lavorando spesso su testi scritti da Eduardo De Filippo e Armando Pugliese e negli ’80 con la sua innata carica di simpatia gli aprì le porte del grande schermo. L’astista partenopeo ha costruito la sua carriera professionale con passione e determinazione “vestendo i panni degli altri” e caratterizzandoli ad esempio focalizzandosi su un piccolo difetto di pronuncia. Mettendo in scena degli spettacoli freschi ed esilaranti, strutturati su fraintendimenti linguistici o situazioni portate all’assurdo e dirompenti propria della tradizione di Eduardo Scarpetta.

De Rosa con le sue doti recitative, è riuscito a conferire profondità ai personaggi che interpreta. E proprio questo pregio attirò l’attenzione soprattutto del regista Pier Francesco Pingitore che ne valorizzò la sua spontaneità artistica offrendogli di interpretare ruoli di grande spessore come quello del Papa Alessandro VI, nel film televisivo “Imperia, la grande cortigiana”.

Molto apprezzato dal regista Nanni Loy che lo volle in molti suoi film come “Scugnizzi” e “A che punto è la notte”. Nel 2003 De Rosa si cimentò anche la regia di un corto per ragazzi “Sognando Maradona”. Inoltre ha recitato in diverse fiction e serie TV tra cui “La squadra”, “Il maresciallo Rocca” e “Un posto al sole”.

L’INTERVISTA

Quando il teatro ha iniziato a far parte della sua vita? Tutto è cominciato per puro caso, come spesso capita. Negli anni ’70 a Castellammare di Stabia iniziai a frequentare un gruppo teatrale amatoriale guidato da Ciro Madonna che successivamente formò la Cooperativa Amatoriale Teatrale. Così senza neppure avere un preciso obiettivo, spettacolo teatrale dopo spettacolo teatrale, quello che era iniziato per pura passione, si trasformò in una vera attività professionale.

Gli inizi sono sempre difficili. Quali sono stati i primi ostacoli che ha incontrato nella sua carriera? Non ho incontrato grandi ostacoli all’inizio della mia carriera anzi ho avuto una grande fortuna nell’incontrare delle persone fondamentali per il mio percorso professionali che mi hanno preso sotto la loro ala protettiva come Armando Pugliese e Elvio Porta. Dopo il successo dello spettacolo teatrale “Masaniello”, i due drammaturghi rielaborarono in napoletano “L’opera di tre soldi” di Bertolt Brecht. “L’opera dei mourti ‘e famme”.

Fondamentale per lei è stato lavorare con il Maestro Eduardo De Filippo. Ritiene che la sua recitazione sia stata influenzata da questo Grande? Non è possibile non essere influenzati da Eduardo che resta uno di punti cardine del mio percorso professionale sia per il suo modo di utilizzare il linguaggio sia per i temi portati in palcoscenico. E poi Luca De Filippo… Con la compagnia di Luca De Filippo recitai nella commedia “‘O Scarfalietto” di Eduardo Scarpetta. Lo spettacolo era diretto da Armando Pugliese e interpretavo il ruolo dell’Avvocato Anselmo Raganelli affetto da problemi di pronuncia che davano vita a una serie di esilaranti equivoci. E’ il personaggio a cui mi sento più legato.

Che cosa l’affascina del teatro? Soprattutto il contatto diretto con il pubblico che rende ogni spettacolo un evento irrepetibile e l’altro elemento è la sua imprevedibilità che contribuisce all’unicità della rappresentazione.

Da attore a regista come e perché è avvenuto questo passaggio? In modo molto naturale, piano a piano mi sono accorto che non ero solo interessato al mio ruolo bensì al complesso dell’allestimento scenico. Ero coinvolto che tutto funzionasse alla perfezione così ho sentito di essere pronto ed affrontare questa nuova e entusiasmante avventura.

Da attore teatrale ad attore cinematografico. Quali sono le particolarità di questi due mondi? Il cinema ti permette di raggiungere un grande numero di persone ma il fascino del teatro è innegabile. Come dice lei sono due mondi differenti ma per divenire un bravo attore cinematografico si deve passare prima sulle tavole del palcoscenico.

Che differenza sussiste tra recitazione teatrale e cinematografica? Sostanzialmente le differenze riguardano l’uso della voce e della gestualità. In teatro deve farsi sentire anche dallo spettatore posto in ultima fila e lo stesso discorso è per la gestualità.

Chi sono i suoi registi di riferimento? Innanzitutto Armando Pugliese e Elvio Porta poi Eduardo e Luca De Filippo, Lina Wertmüller e Nanni Loy. Il 5 dicembre 2025 sarà premiato al Premio Paolo Leonelli nella sezione Teatro in quanto con il suo impegno ha promosso la cultura e la bellezza dell’identità territoriale della Penisola Sorrentina in Italia e nel Mondo.

Condivida con noi le sue emozioni. Negli anni ’60 frequentai l’istituto Sant’Anna di Sorrento dove conseguii la maturità classica quindi sono molto legato a questa terra dove ho trascorso i miei anni giovanili. E quindi provo una particolare emozione ritornare nella Penisola Sorrentina per ricevere questo prestigioso Premio. Mi sembra come di ritornare a casa! Anche se non sono sicuro, mi sembra di aver conosciuto Paolo Leonelli. Ringrazio la presidente, Nunzia Miele, e tutte le persone che hanno reso possibile il Premio.


Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".