Nel panorama musicale contemporaneo, sempre più attraversato da fragilità che diventano materia narrativa e linguaggio artistico, Camillacosì emerge con Bluer Sky, un brano che non è soltanto un ritorno, ma una dichiarazione d’intenti.

La sua voce, luminosa e vibrante, attraversa un territorio emotivo fatto di scosse interiori, ripartenze e piccoli atti di coraggio quotidiano. In queste nuove sfumature sonore, la cantautrice bolognese racconta la possibilità di ricominciare anche quando il cielo sembra essersi spento, trasformando l’incertezza in un orizzonte di bellezza ritrovata. A dare corpo e immaginazione al brano è il videoclip girato nel Castello di Poppi, luogo intriso di memorie e simbolismi personali: un ambiente sospeso, quasi fiabesco, che accoglie la fragilità dell’artista e la accompagna verso un nuovo inizio.

Bluer Sky diventa così un viaggio intimo ma universale, un respiro che si fa musica e un invito a lasciarsi attraversare da ciò che salva, anche quando arriva con delicatezza. MediaVox Magazine ha intervistato l’artista attraverso un dialogo intenso e ricco di emozioni sincere.
L’INTERVISTA
Qual è stata la scintilla emotiva che ha trasformato Bluer Sky in una dichiarazione di ripartenza?È nata come una dedica a una persona cara. Tutto è arrivato all’improvviso, in un flusso emotivo che non riuscivo più a trattenere. Scrivere questo brano è stato terapeutico: un modo per fare pace con una fase fragile e trasformarla in un atto di ripartenza sincero, quasi inevitabile.
Il videoclip girato nel Castello di Poppi ha per te un valore affettivo profondo. Quanto ha influito questo luogo nella narrazione visiva e nella rinascita raccontata dal brano? Registrare lì è stato naturale, quasi necessario. Il Castello di Poppi è legato a mio padre, e ogni volta che sono lì sento qualcosa che si muove dentro: un senso di appartenenza, di radici. È un luogo che associo alla parola “casa”. La sua atmosfera fiabesca ha amplificato la storia del brano, rendendo visibile quella rinascita che, nel mio cuore, era già iniziata.
Bluer Sky unisce pop, soul e una scrittura profondamente introspettiva. In che modo questa contaminazione sonora racconta oggi la tua identità artistica? Le mie radici musicali partono da lì: dal pop, dal soul, da artisti che mi hanno segnata e accompagnata nel tempo. Oggi tutto questo si fonde con nuove influenze, con contaminazioni contemporanee che riflettono la persona e l’artista che sto diventando. Ho sperimentato, ho ampliato il mio bagaglio culturale e ho lasciato che la musica evolvesse con me. Bluer Sky è il risultato di questo percorso: un’identità in movimento, sincera e in continua crescita.