Luna sotto Venere: la rinascita luminosa di ANDROMEDA

Nell’odierno panorama musicale, dove identità e racconto personale diventano elementi sempre più centrali nella narrazione artistica, il nuovo singolo di ANDROMEDALuna sotto Venere, rappresenta un punto di svolta: una sintesi di consapevolezza, libertà interiore e rinascita emotiva. Attraverso sonorità pop-dance dal sapore internazionale e un immaginario visivo simbolico e potente, l’artista apre una finestra sulla propria evoluzione, trasformando la musica in un vero e proprio atto di autenticità. Questo singolo non anticipa soltanto l’uscita dell’album, ma ne incarna l’essenza: un ritorno alla propria verità, alla leggerezza ritrovata e al coraggio di mostrarsi senza filtri. In occasione dell’uscita del nuovo singolo Luna sotto Venere, dal 5 dicembre 2025 sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming e in formato CD “Luna sotto Venere”, il primo album di ANDROMEDA: un viaggio musicale che racconta una rinascita personale e artistica, affrontando temi universali come la libertà di esprimersi, la resilienza e la riconquista di sé.

Il giorno successivo, sabato 6 dicembre 2025, il progetto prenderà vita sul palco con “Luna sotto Venere: La Data Zero”, in programma al Teatro degli Amici di Bordonchio, a Bellaria-Igea Marina (RN).

Uno spettacolo immersivo che unisce musica, performance scenica ed emozione visiva: ANDROMEDA presenterà brani inediti dell’album insieme a hit pop e dance dagli anni ’80 ad oggi, accompagnato da una band composta da:

• Filippo Fabbri – batteria

• Giovanni Casadei – basso/synth

• Ivan Maioli – chitarra

• Elisa SempriniElisabetta Forcellini – cori

e da un corpo di ballo formato da Aleksandra StojicValentina Crudeli e Virginia Rossi, che trasformeranno ritmo ed emozioni in movimento.

Una serata che rappresenta molto più di un concerto: è l’inizio ufficiale di una nuova era artistica, un invito a guardare la propria storia con occhi nuovi, sotto una luce diversa. Una luce sotto Venere, come recita il titolo.

Per l’occasione, MediaVox Magazine ha dialogato ANDROMEDA per un confronto intenso ed elegante, capace di attraversare musica, simboli e rinascita personale, dando vita a un’intervista che indaga le radici emotive del brano e l’evoluzione artistica di Manuel Zamagni, restituendo al lettore la profondità di un percorso che trova nella leggerezza ritrovata la sua espressione più autentica.

L’INTERVISTA

Qual è l’immagine simbolica o il momento personale che più di tutti ha influenzato la nascita di Luna sotto Venere e la sua estetica musicale? Ho scelto questo brano perché rappresenta il capitolo finale di tutto ciò che ho voluto raccontare nell’album: una vera e propria rinascita dell’anima. Ogni traccia è come una mappa emotiva, un punto cardinale di un viaggio interiore che mi ha trasformato. Luna sotto Venere è l’arrivo, il momento in cui la consapevolezza diventa luce e finalmente si comprende il senso del percorso. L’immagine che mi ha guidato è quella di un cielo che cambia colore all’alba: fragile, sospeso eppure potentissimo. È da lì che nasce la mia estetica musicale, da quella tensione tra oscurità e rivelazione.

Nel videoclip il tema della rinascita interiore emerge attraverso il movimento e la danza: quanto è stato importante trasformare l’emotività in gesto e quanto questo rispecchia la tua evoluzione artistica? Per me è stato fondamentale. Il progetto nasce dal bisogno profondo di raccontare qualcosa di vero, qualcosa che valesse davvero la pena condividere. Il movimento mi ha aiutato a dare forma all’emotività, a liberarla dal caos e trasformarla in gesto, ritmo e presenza. Non volevo rientrare in nessuna etichetta, non volevo essere incastrato in un’estetica prestabilita: ho scelto di essere autentico, anche quando questo significava espormi, cadere, rialzarmi. La danza nel videoclip diventa metafora di questa resilienza: un corpo che si scioglie, si spezza, si ricompone e, nel farlo, racconta la mia evoluzione artistica.

Il tuo percorso come ANDROMEDA unisce pop, dance e influenze ’80 in una chiave contemporanea. In che modo questo mix sonoro dialoga con il messaggio di libertà e consapevolezza che desideri trasmettere con il nuovo album? Il suono di questo album è un viaggio emotivo a tutti gli effetti: ogni brano rappresenta una parte di me, ma anche una parte del pubblico che si riconoscerà nelle sue sfumature. La contaminazione con gli anni ’80 non è solo un riferimento stilistico: è un ponte con il mio passato, con le mie origini artistiche, con ciò che mi ha formato. Ho voluto mescolare pop, dance e nostalgia per creare un linguaggio che fosse libero, senza confini, capace di raccontare la complessità delle emozioni contemporanee. Questo album parla di consapevolezza, di libertà interiore: il suono è il suo modo di respirare.

La Data Zero rappresenta un momento simbolico e potente per ogni artista. Che significato assume per te questo debutto live e in che modo hai voluto trasformarlo in un’esperienza capace di raccontare l’essenza di Luna sotto Venere? La Data Zero è il primo istante in cui l’album prende vita sul palco, in cui smette di essere soltanto mio e diventa un’esperienza condivisa. È un rito di passaggio, un momento che racchiude l’attesa, il rischio, la verità. Ho voluto trasformarla in un viaggio immersivo, dove luce, suono e corpo dialogano per raccontare l’essenza di Luna sotto Venere: una storia di rinascita, vulnerabilità e forza. Sarà il punto in cui tutto ciò che ho costruito finora si accende, finalmente, davanti agli occhi di chi vorrà viaggiare con me.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.