Una storia scomoda | Il libro di Antonio Caiazza


La presentazione alla Mondadori di Sarno si è svolta il 14 novembre e ha visto la partecipazione dello stesso autore, in dialogo con il giornalista Giovanni Navarra. L’evento ha offerto l’opportunità di discutere non solo gli aspetti storici e cinematografici ricostruiti nel volume, ma anche il valore sociale del ricordo e della ricerca storica su temi rimossi dall’opinione pubblica italiana


Antonio Caiazza ha presentato a Sarno, presso la libreria Mondadori, il suo libro “Una storia scomoda“, un’indagine giornalistica che riporta alla luce un capitolo quasi dimenticato della storia culturale e politica italiana legato al film “Il generale dell’Armata morta“, tratto dal romanzo di Ismail Kadare e portato sullo schermo dal regista Luciano Tovoli. L’opera, interpretata da un cast straordinario composto da Marcello Mastroianni, Michel Piccoli e Anouk Aimée, fu effettivamente girata tra il 1982 e il 1983, ma non arrivò mai nelle sale cinematografiche italiane, rimanendo confinata a passaggi televisivi e proiezioni sporadiche all’estero.

“Una storia scomoda” ricostruisce, attraverso un’indagine accurata condotta su fonti in gran parte inedite, tra cui archivi diplomatici italiani, francesi e albanesi, la fitta trama di pressioni politiche e resistenze istituzionali che ostacolarono la piena distribuzione del film, trasformando quello che sarebbe potuto diventare un importante confronto pubblico con il passato fascista italiano in un caso esemplare di censura silenziosa.

Caiazza mostra come la vicenda del film (che affronta il tema degli italiani in Albania durante l’occupazione e delle responsabilità del regime nei confronti della popolazione civile) sia stata progressivamente rimossa dal discorso pubblico, fino a diventare un “buco nero” nella memoria collettiva nazionale.

Nel corso dell’incontro a Sarno, la bella cittadina in provincia di Salerno, l’autore ha spiegato come la “guerra segreta” combattuta intorno a questa pellicola non sia solo una storia di veti diplomatici, fallimenti produttivi e scelte industriali, ma un vero e proprio caso di rimozione storica: un film “maledetto” che, pur completato, è stato di fatto neutralizzato perché giudicato troppo scomodo in un momento in cui l’Italia non era ancora pronta a fare i conti con le proprie responsabilità nei Balcani.

Giornalista della sede Rai del Friuli Venezia Giulia e studioso di lungo corso delle vicende dell’area balcanica, Caiazza inserisce questa storia nella più ampia riflessione sul rapporto tra cinema, memoria e potere, mostrando come le immagini possano essere osteggiate, manipolate o cancellate quando si spingono oltre il perimetro del racconto nazionale condiviso.

Leggere “Una storia scomoda” significa allora attraversare, pagina dopo pagina, non solo la cronaca di un boicottaggio, ma anche una meditazione sulla fragilità della memoria europea, sulle responsabilità di chi produce cultura e su ciò che accade quando un Paese preferisce voltarsi dall’altra parte invece di guardare negli occhi le proprie zone d’ombra.

Ha portato i saluti dell’Assostampa Campania Valle del Sarno la sua Segreteria, la giornalista Viridiana Myriam Salerno.


Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e ha vissuto a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia. Attualmente, lavora per il Consorzio Gruppo Eventi.