Sarno risplende: il successo incantato di Cammini di Luce

Sarno ha acceso la sua anima e l’ha offerta, come un dono prezioso, alla sua gente. Cammini di Luce non è stato soltanto un evento: è stato un respiro collettivo, un battito condiviso, un incanto che ha avvolto il centro storico trasformandolo in un luogo sospeso, quasi irreale. Tra profumi che sapevano di casa, melodie antiche, luminarie danzanti ed emozioni che attraversavano le strade come fili invisibili, la città ha ritrovato se stessa, la sua memoria più profonda, la sua capacità di raccontarsi con grazia e coraggio.

Le vie illuminate di Piazza Michelangelo CapuaVia FabricatorePiazza IV Novembre e Via De Liguori sono diventate un autentico Villaggio Natalizio Diffuso: non semplici spazi urbani, ma pagine vive di un racconto condiviso. Famiglie, visitatori, maestri Pasticcieri Sarnesi, fioristi, cori studenteschi, fotografi, zampognari e musicisti popolari hanno composto un mosaico umano di rara intensità, in cui ogni gesto, ogni sguardo e ogni nota sembravano tessere una trama d’amore verso la città.

Sotto la direzione artistica di Rosa Robustelli, con il sostegno del Comune di Sarno e della figura del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Sodano, e della Parrocchia–Santuario Maria SS. delle Tre Corone, Cammini di Luce ha superato ogni aspettativa, lasciando dietro di sé un’emozione che ha continuato a vibrare ben oltre la fine della serata. Non è stato un evento da osservare: è stato un’esperienza da vivere, respirare, custodire nel cuore. Un incontro tra bellezza e appartenenza, tra spiritualità e creatività, tra tradizione e nuova visione. A coronare questo successo, il Sindaco, Dott. Francesco Squillante, insieme all’intera Amministrazione Comunale, ha espresso un orgoglio profondo per il risultato raggiunto, riconoscendo in Cammini di Luce non soltanto un evento, ma un segnale chiaro di quanto sia fondamentale investire nel territorio e nelle energie dei Sarnesi. La serata ha dimostrato come la bellezza possa diventare motore di comunità, come la cultura possa generare appartenenza e come, quando una città crede davvero in sé stessa, sia capace di superare ogni aspettativa.

E ora che le luci si affievoliscono, rimane il riflesso più prezioso: la consapevolezza di una città che si è riconosciuta nella sua stessa bellezza, che ha saputo partecipare, emozionarsi, rinascere insieme. Rimane il passo leggero della meraviglia, la certezza che questo sia soltanto l’inizio, la prima pagina di un cammino destinato a crescere e a brillare ancora.

Sarno ha ritrovato la sua luce… E quella luce, ora, non smetterà più di parlare.

Per raccontare la nascita e la visione di Cammini di LuceMediaVox Magazine aveva già incontrato Rosa Robustelli, anima creativa di Batik Eventi, in un dialogo raccolto e intenso avvenuto proprio alla vigilia dell’evento. Oggi, a conclusione di questa edizione così luminosa, torniamo da lei per ascoltare le sue parole e lasciarci attraversare dalle emozioni che questo percorso ha saputo accendere.

L’INTERVISTA

Dopo aver visto realizzarsi ciò che alla vigilia era ancora un sogno in fermento, qual è l’emozione più forte che porta con sé da questa prima edizione di Cammini di Luce? L’emozione più forte è stata la gratitudine. Gratitudine verso ogni singola persona che ha creduto in questa visione ancora prima che prendesse forma concreta. Quando vedi pasticcieri, fioristi, fotografi, musicisti e famiglie muoversi con lo stesso respiro, quando percepisci che non stanno semplicemente “partecipando” ma stanno “creando insieme”, capisci che il pensiero si è davvero trasformato in azione collettiva.
Ho portato a casa la certezza che la bellezza non si compra, si genera quando le persone si riconoscono parte di qualcosa di più grande. E questa consapevolezza vale più di qualsiasi risultato misurabile.

C’è stato un momento preciso della serata in cui ha percepito che Sarno stava davvero rispondendo con il cuore a questo progetto? Quale immagine o gesto conserverà come simbolo di questa esperienza? Il momento esatto è stato quando ho visto le strade riempirsi di sguardi incrociati tra le persone: nonni che indicavano ai nipoti le cose belle da guardare ma anche da degustare, giovani che fotografavano non per i social ma per fermare l’attimo, commercianti che uscivano dai propri negozi per contemplare insieme agli altri.
L’immagine che conserverò è quella delle vie che non erano più solo strade, ma cartoline di una Sarno luminosa. Ogni angolo aveva un’anima, ogni dettaglio raccontava una cura collettiva. Non c’era più divisione tra chi aveva organizzato e chi partecipava: tutti eravamo Cammini di Luce. Questo è il simbolo più puro di ciò che abbiamo creato insieme.

Il successo di Cammini di Luce apre nuovi orizzonti creativi: quali visioni, desideri o sviluppi immagina per il futuro, ora che la città ha abbracciato così intensamente questa iniziativa? Cammini di Luce ha dimostrato che Sarno può diventare un modello replicabile di evento partecipato, la comunità non è spettatrice ma protagonista. Per il futuro immagino di ampliare questa rete, coinvolgendo ancora più realtà locali e creando percorsi tematici che possano ripetersi durante l’anno, non solo a Natale. Desidero che questo progetto diventi un format esportabile, capace di ispirare altre città a riscoprire la propria identità attraverso la collaborazione e la mentalizzazione collettiva. Vorrei che Sarno diventasse punto di riferimento per chi crede che gli eventi più belli non nascano dai grandi budget, ma dalla capacità di guidare le persone verso una visione comune.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.