Per una cultura che si prende cura del reale
Nel panorama culturale contemporaneo, dove il racconto rischia spesso di perdere profondità e responsabilità, il Premio Speciale di Natale in Codice al musicista e produttore Francesco Comunale si afferma come un riconoscimento necessario e fortemente simbolico. Un tributo a chi ha saputo elevare il racconto del reale a gesto di cura, trasformando la narrazione in visione, impegno e responsabilità culturale.

Nel corso delle varie edizioni, l’evento, che si svolge in Piazza Amendola nella città di San Valentino Torio (SA), ha potuto contare su una collaborazione strutturata con diverse delegazioni Rai: Rai Documentari, Rai Italia, Rainews24, Rainews.it, TgR Rai Campania e Rai Radio Live Napoli, dando spazio a proiezioni dedicate alle produzioni Rai all’interno delle piazze e dei luoghi simbolo della rassegna. Una presenza che conferisce all’iniziativa una rilevanza nazionale e internazionale, rafforzandone il profilo istituzionale e culturale, e che evidenzia il ruolo del festival come piattaforma capace di valorizzare l’eccellenza documentaristica e artistica del territorio campano, offrendo al pubblico un confronto diretto con opere di grande qualità e autorevolezza.

La sensibilità rara di Francesco Comunale si traduce in una capacità precisa: ascoltare prima di raccontare. È da qui che nasce la forza di AgroDoc, un progetto che non impone una visione, ma la costruisce insieme ai luoghi e alle persone, trasformando il racconto in un atto di responsabilità condivisa. In questo percorso, la Campania diventa non solo scenario, ma protagonista viva: una terra riscoperta e narrata senza scorciatoie, restituita alla sua luce più autentica, fatta di bellezze, contrasti, memoria e possibilità. Nel ricevere il Premio Speciale, Comunale ha sottolineato come questo riconoscimento rappresenti una conferma profonda del proprio percorso umano e professionale: un segnale che nasce dall’incontro tra visioni affini e dalla capacità della cultura di generare connessioni autentiche. Un premio che, nelle sue parole, non celebra soltanto un territorio, ma apre a palcoscenici più ampi e consapevoli, dimostrando come l’arte possa diventare strumento di dialogo, crescita condivisa e riscoperta di ciò che spesso viene dato per scontato.

Il Premio Speciale è stato consegnato da Carmine Pelosi, scrittore e giornalista, e dall’artista Sabino Matta, entrambi direttori creativi dell’evento Natale in Codice, tenutosi a Serino il 19 e il 20 dicembre. Un appuntamento che ha assunto un valore simbolico di particolare rilievo, sancendo un gemellaggio artistico con la città di Firenze, nel segno del dialogo tra territori, visioni e linguaggi contemporanei. A rendere ancora più significativa la cerimonia, la presenza di una madrina d’eccezione: Aurora Ruffino, che con sensibilità e partecipazione ha accompagnato un momento capace di unire racconto, arte e responsabilità culturale, rafforzando il senso profondo di un riconoscimento nato dall’incontro tra persone, luoghi e idee.

Il Premio Speciale riconosce il merito di aver saputo scoprire e riscoprire, con rigore e rispetto profondo, il valore culturale dei territori, offrendo un racconto che unisce estetica e responsabilità, visione e radicamento. Un lavoro che dimostra come la cultura, quando è guidata da coerenza e sensibilità, possa ancora essere atto civile nel senso più alto del termine: prendersi cura del presente per immaginare il futuro. In un’epoca che chiede profondità e verità, il percorso di Francesco Comunale e di AgroDoc rappresenta un esempio luminoso di come il racconto possa tornare a essere strumento di senso, comunità e consapevolezza. Un premio che celebra non solo un progetto, ma una visione culturale capace di lasciare una traccia ben precisa.
In occasione del Premio Speciale di Natale in Codice, MediaVox Magazine ha incontrato Francesco Comunale per approfondire il valore di un riconoscimento che celebra il racconto del reale come gesto di cura, visione e responsabilità culturale. Un dialogo che nasce dal premio e si apre al senso più profondo del suo percorso artistico e umano.
L’INTERVISTA
Che cosa rappresenta per te ricevere il Premio Speciale di Natale in Codice? Ricevere questo riconoscimento ha per me un significato profondo. Sapere che, attraverso il mio percorso, sono riuscito a ispirare un caro amico come Carmine Pelosi, un giovane di grande talento e visione, capace di smuovere energie autentiche attraverso la cultura, è una conferma importante: significa che il cammino che sto portando avanti procede nella direzione giusta. Credo fermamente che saper apprezzare il proprio territorio e, allo stesso tempo, avere il coraggio di andare oltre sia un’iniziativa nobile, che merita di essere riconosciuta, sostenuta e valorizzata.
In che modo questo riconoscimento dialoga con il percorso di AgroDoc? Questo premio dialoga in modo naturale e profondo con il percorso di AgroDoc, perché non si limita a celebrare un luogo, ma apre a palcoscenici più ampi e più consapevoli. L’arte, in tutte le sue forme, è sempre un motore di connessione: crea legami, genera dialogo e favorisce una crescita condivisa. Attraverso questa dinamica si ha anche l’opportunità di riscoprire ciò che troppo spesso diamo per scontato, restituendogli valore, senso e memoria.
Che cosa possiamo aspettarci da AgroDoc nel prossimo futuro? Per AgroDoc si apre una fase particolarmente intensa e significativa. Ci aspettiamo una grande iniziativa, ma soprattutto una grande attenzione, perché il progetto sta maturando senza perdere la propria identità. AgroDoc non nasce per il consumo rapido né per le passerelle, ma per lasciare tracce e costruire senso. È un viaggio che ha radici salde e visioni alte: un percorso che continua a crescere grazie al sostegno istituzionale, alla presenza delle delegazioni Rai e a una rete culturale che riconosce il valore dell’autenticità. Il fatto che Rai Documentari abbia individuato proiezioni dedicate a figure simbolo come Pasquale Squitieri, Giancarlo Siani e alla nostra amatissima cucina mediterranea dimostra quanto il racconto possa diventare memoria viva, responsabilità civile e linguaggio di verità. AgroDoc oggi è questo: una piattaforma culturale che parla al Paese, attraversa musica, cinema e parola e restituisce al pubblico un’esperienza profonda, capace di unire territori, persone e sensibilità diverse. È da qui che vogliamo continuare: custodendo le radici e, allo stesso tempo, aprendoci a nuovi orizzonti.