Ieri e oggi, al teatro Di Costanzo-Mattiello a Pompei (NA), prima nazionale dello spettacolo “Mi piace il bar”, diretto dal mirabile Nello Petrucci.
Sul palco rivivono l’anima e l’intensità dell’eclettico scrittore milanese scomparso prematuramente nel 2018 per un male incurabile.
Un bravissimo Alessandro Haber è il protagonista di “Mi piace il bar”, trasposizione teatrale dell’omonimo testo di Andrea G. Pinketts, milanese, scrittore e giornalista investigativo, poeta dall’ironia tagliente, vincitore di varie edizioni del MystFest e di diversi premi letterari tra cui il premio Scerbanenco, insignito della medaglia d’onore dell’Assemblée Nationale de la République Française per meriti artistici e culturali.
In Campania, nel territorio dell’Agro sarnese-nocerino, è ricordato anche per essere stato premiato dal Forum dei Giovani del Comune di Pagani nel 2006 con il Premio Nazionale GiovaneLettura, occasione in cui regalò ai giovani dell’Agro sprazzi importanti e significativi del suo umorismo, della sua cultura e della sua personalità.

Pinketts ha alternato la carriera di scrittore a quella di giornalista, conducendo inchieste per tante riviste tra cui Esquire e Panorama. È autore di molti romanzi in bilico tra noir e grottesco, molti dei quali incentrati sulla figura di Lazzaro Santandrea, suo alter ego e protagonista di bizzarre avventure nella Milano contemporanea. “Mi piace il bar” è uno dei suoi ultimi lavori, un romanzo molto interessante, da leggere tutto d’un fiato, come l’autobiografia di un uomo straordinario.
Si parla degli anni ’80 e ’90 e 2000, raccontati da colui che ha conosciuto personalmente modelle e personaggi più o meno stravaganti e interessanti, nonché gli scrittori e i registi più famosi del mondo, che fatto patti di sangue con amici baristi, ha bevuto e pensato molto, scritto ancora di più ed amato oltremisura. Lo spettacolo, che segna il ritorno dell’artista e filmaker Nello Petrucci al teatro in veste di regista, porta così in scena i nostri quarant’anni più recenti partendo dal punto di vista privilegiato dei bar e da quel che ha in testa il supereroe Andrea G. Pinketts, nella meravigliosa lettura di un grande interprete del teatro italiano quale Haber.
Sul palcoscenico si riaccende l’impetuosità dell’anima di Pinketts, filtrata dall’intensità dell’interpretazione superba di Haber: un mix che trasforma il teatro in un luogo in cui vengono trasposte emozioni, stati d’animo, sensazioni passate, presenti e future.
Con le sue scelte il regista riesce a cogliere nel segno: portare “il bar” di Pinketts nella testa degli spettatori quale un luogo in cui il mondo si posa, si racconta e si trasforma. Un luogo dove le anime si sfiorano, a volte si urtano, altre si riconoscono nel silenzio di un bicchiere mezzo pieno. Il bar è rifugio dei viandanti della mente, teatro spontaneo dell’umanità, specchio sincero e spietato della nostra identità più fragile e luminosa. Un debutto che unisce visione artistica, sensibilità cinematografica e una profonda attenzione agli spazi come luoghi dell’anima.
Lo spettacolo fa rivivere il narratore feroce e ironico delle notti milanesi, investigatore dell’animo umano. Haber restituisce un Pinketts autentico e vibrante, intriso della sua malinconia e poesia sotterranea. Il bar diventa luogo di un dialogo vivo tra letteratura, teatro, musica e vita reale.Accanto a lui, Demetra Bellina, presenza sensibile e intensa, che dà voce a un controcampo emotivo fatto di parola, canto e silenzio. La sua interpretazione amplifica il racconto, diventando sguardo laterale e risonanza intima del mondo evocato sul palco. A sostenere l’atmosfera dello spettacolo, le musiche originali di Bret Roberts, cantautore e attore statunitense, le cui sonorità evocative creano un ponte emotivo tra testo, interpreti e pubblico, trasformando il bar in una dimensione sospesa tra memoria e rivelazione.
Lo spettacolo, dunque, non si limita a raccontare un autore o un luogo, ma diventa una riflessione profonda sui destini che si sfiorano in una notte qualsiasi, sui margini e sui centri dell’esistenza, sui sogni versati sul bancone. E’ un omaggio alla fragilità, alla resistenza, alla comunità invisibile che ogni bar, da sempre, continua a ospitare.
Lo spettacolo “Mi piace il bar”, patrocinato dal Comune di Pompei, è prodotto da Art and Change e gode del sostegno dell’associazione Amici di Andrea Pinketts.