Serino, il presepe che diventa arte: Sabino Matta in mostra il 4 e 5 gennaio al Convento di San Francesco

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di parlare, perché raccontano da soli… E poi ci sono artisti che sanno ascoltarli. A Serino, nei giorni 4 e 5 gennaio 2026, il Convento di San Francesco non sarà soltanto lo scenario della XIV Edizione di “Raccontando il Presepe… Vivente”, ma diventerà un respiro comune, una soglia aperta tra ciò che è stato e ciò che continua a nascere.

In questo spazio sospeso, Sabino Matta porta la sua Mostra Personale come si porta un’offerta silenziosa: non per stupire, ma per toccare. Le sue opere non chiedono di essere guardate in fretta; domandano tempo, ascolto, presenza. Ogni quadro è un frammento d’anima, un gesto che nasce dalla materia e si affida allo sguardo di chi passa, come una preghiera laica affidata alla luce. Il presepe vivente, con i suoi passi lenti e i suoi volti antichi, dialoga con la pittura in un gioco sottile di rimandi. Tradizione e contemporaneità non si fronteggiano, ma si riconoscono. È qui che l’arte diventa racconto, e il racconto diventa esperienza.

Il momento più intenso arriva quando il gesto divino si fa visibile attraverso le mani di chi crea: durante le serate, Sabino Matta darà vita a una Performance di Pittura dal Vivo. La tela si anima sotto gli occhi del pubblico, il colore prende forma, il silenzio si riempie di significato. Non c’è distanza tra chi crea e chi osserva: c’è un tempo condiviso, fragile e irripetibile, in cui l’arte accade. Accadrà domenica 4 e lunedì 5 gennaio, dalle 18:00 alle 22:00, nel cuore del Convento di San Francesco di Serino.

L’ingresso è libero, come dovrebbe essere ogni emozione autentica… Per due sere, Serino non offrirà solo un evento, ma un’esperienza da attraversare lentamente. Un incontro tra memoria e visione. Un racconto che, per esistere davvero, ha bisogno di essere vissuto.

MediaVox Magazine ha incontrato Sabino Matta alla vigilia delle due serate del 4 e 5 gennaio, in attesa di un evento che promette di essere molto più di una mostra. Ne nasce un dialogo intimo, profondo, capace di svelare l’ispirazione del maestro e ciò che desidera donare al pubblico attraverso la sua arte.

L’INTERVISTA

La tua arte sembra nascere da un ascolto profondo del mondo e dei luoghi che attraversi. Qual è oggi la scintilla che accende il tuo processo creativo? L’ispirazione nasce sempre da un silenzio interiore. Prima di ogni opera c’è un tempo in cui osservo, assorbo, lascio che le emozioni sedimentino. Attraverso l’arte mi sento pieno di energie, come se ogni quadro fosse una ricarica vitale, un modo per rimettere in circolo ciò che sento. Dipingere per me non è mai evasione, ma presenza: è stare dentro il tempo, dentro le ferite e le bellezze del quotidiano, trasformandole in gesto.

Nel tuo lavoro si avverte un dialogo costante con i grandi maestri del passato, in particolare con Leonardo e con l’arte fiorentina. Che rapporto hai con questa eredità così potente? Leonardo da Vinci per me è un maestro a trecentosessanta gradi, un esempio assoluto di come l’arte possa essere pensiero, visione, conoscenza. Amo profondamente tutti gli artisti fiorentini perché hanno saputo unire rigore e anima, tecnica e spiritualità. Il mio intento non è mai quello di replicare, ma di rendere omaggio. Attraverso la mia arte contemporanea cerco di portare quella grande lezione nel presente, lasciando che parli con un linguaggio nuovo, emotivo, immediato.

Durante l’evento il pubblico assisterà a una performance di pittura dal vivo. Cosa desideri donare a chi sceglierà di condividere con te questo momento? Vorrei donare un’esperienza vera, fatta di presenza e condivisione. Quando dipingo dal vivo mi sento completamente attraversato dall’energia del luogo e delle persone: non esiste distanza, tutto confluisce nel gesto. In questo caso c’è anche un legame speciale con Serino, che per me non è solo un luogo, ma una radice emotiva, una memoria viva. Qui ci sono i miei affetti, la mia famiglia, il senso profondo di ciò che sono. L’arte, per me, è ispirazione fondamentale, ma nasce anche dall’amore: per la mia terra, per chi mi ha insegnato a credere nei sogni e per chi continua a sostenerli. Se chi guarda riuscirà a portare con sé anche solo una vibrazione di tutto questo, allora l’opera avrà compiuto il suo senso più autentico.

Inguaribile e testardo sognatore, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Salerno e frequenta la magistrale di Filologia Moderna nello stesso Ateneo. Vive l’Arte in simbiosi con la sua vita ed è sempre in cerca di nuove storie da vivere e scrivere per emozionarsi e far emozionare. Ama il mondo dello sport, in particolare quello del calcio e della palestra, seguendoli e praticandoli entrambi. Il viaggio è il suo stimolo per conoscere, imparare e avere tutto ciò che ogni cultura ha da offrirgli, in pratica usa gli occhi per guardare e i sogni per guardare oltre.