Ci sono opere che si guardano e, poi, ce ne sono altre che si ascoltano!
Alcune parlano agli occhi, altre all’anima… Perché non tutto ciò che conta si vede, e non tutto ciò che emoziona ha bisogno di essere spiegato. Esistono incontri silenziosi, sospesi, in cui il cuore comprende prima ancora dello sguardo. È lì che nasce la vera arte! In questo spazio interiore e rarefatto si colloca il gesto dell’artista serinese Sabino Matta, che ha donato al celebre tenore Andrea Bocelli un ritratto capace di andare oltre la materia, oltre il segno, oltre il colore. Un’opera che non si limita a rappresentare, ma sceglie di ascoltare. In fondo, la sensibilità è proprio questo: omaggiare l’arte attraverso l’arte!
Riconoscere la grandezza non con le parole, ma con un gesto creativo. Rendere visibile ciò che è invisibile…

L’opera nasce da un lungo dialogo intimo, da ore di studio, ricerca e dedizione assoluta. Non è la riproduzione di un volto celebre, ma la traduzione pittorica di un’essenza. Sabino Matta affida alla tela ciò che la musica di Andrea Bocelli da anni affida al mondo: vibrazione, profondità, verità emotiva.
«Esistono momenti in cui l’arte smette di appartenere all’autore per iniziare a dialogare con il mondo», racconta l’artista.
Forse, è in quell’istante preciso che il quadro si emancipa, diventa ponte, diventa linguaggio universale. Ed è ciò che accade quando la pittura incontra una voce che ha attraversato generazioni, confini e culture, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo. Il riconoscimento più alto arriva quando quell’opera viene accolta nella collezione privata della famiglia Bocelli, non come semplice dono, ma come testimonianza viva di stima reciproca. Come segno tangibile di un incontro autentico tra due mondi che si riconoscono senza bisogno di spiegazioni.
Qui la musica si fa colore… Qui il silenzio diventa luce… Qui l’arte figurativa risponde al canto con la stessa intensità emotiva!

Ci sono cose che si vedono con gli occhi… E poi, ce ne sono altre, che si vedono col cuore!
Questo ritratto appartiene a entrambe le dimensioni. È un atto di gratitudine, un gesto di rispetto, un tributo che racconta come l’arte, quando è vera, non abbia bisogno di clamore. Le basta essere sentita… E quando accade, resta per sempre.