Intervista al dott. Mario Ascolese Presidente AMCI Campania – Pediatra e Chirurgo Pediatra

L’INTERVISTA

Dottor Ascolese, partiamo dall’attualità: come interpreta la vicenda della cosiddetta “casa nel bosco”, che tanto ha colpito la pubblica opinione? Al di là delle posizioni ideologiche e delle semplificazioni mediatiche, ciò che emerge con chiarezza è un rischio concreto: quando la tutela dei minori scivola dalla cura alla procedura, l’intervento pubblico può perdere il suo fondamento umanista e trasformarsi in un esercizio di potere tecnicamente corretto ma antropologicamente fragile. Come medici sappiamo che, in età evolutiva, il legame di attaccamento non è un accessorio educativo, bensì un determinante primario di salute psico-fisica. La separazione prolungata e rigidamente normata dai genitori, in assenza di un rischio attuale, documentato e grave, rappresenta essa stessa un fattore potenzialmente iatrogeno.

Quali principi ritiene debbano guidare, concretamente, gli interventi di tutela dei minori? Ogni misura limitativa dei legami familiari dovrebbe essere eccezionale, proporzionata, temporanea e costantemente rivalutata, con l’obiettivo esplicito del rientro e non della cristallizzazione della distanza. Sul piano tecnico-giuridico, credo sia necessaria la rivalutazione del progetto educativo individualizzato mediante un collegio realmente multidisciplinare, l’applicazione rigorosa del principio di minima invasività e la tutela effettiva del diritto all’istruzione parentale. È inoltre essenziale prevedere la valutazione indipendente dello stato psicofisico dei minori e la definizione di tempi certi, perché l’indeterminatezza temporale, in età evolutiva, equivale di fatto a una pena senza sentenza.

Che ruolo può e deve avere l’AMCI di fronte a questi temi così delicati? Come AMCI, associazione che si riconosce in una visione personalista e cristiana della medicina, non possiamo ignorare che il minore non è un “caso”, la famiglia non è un ostacolo da neutralizzare e la diversità culturale non è una patologia da correggere. Quando il diritto smette di interrogarsi sul bene concreto della persona e si limita a esercitare il proprio potere procedurale, i più fragili – i bambini – diventano silenziosi destinatari di decisioni che li superano. La nostra responsabilità, come medici cattolici, è anche quella di ricucire il dialogo tra medicina, diritto ed etica, riportando al centro la parola cura: cura dei legami, cura dei tempi dell’infanzia, cura della complessità delle famiglie reali.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.