Ci sono giornate che non si limitano a raccontare un evento, ma ne custodiscono il senso più profondo. Giornate in cui la gentilezza smette di essere un concetto astratto e diventa gesto, visione, responsabilità condivisa. È accaduto il 23 gennaio, nell’Aula Magna dell’Istituto Marconi di Torre Annunziata, in occasione dell’inaugurazione del murale dedicato a Totó.




Un momento che segna l’avvio di un percorso educativo e culturale destinato a lasciare radici profonde nei ragazzi, nelle comunità e nei territori. Non una celebrazione fine a sé stessa, ma l’inizio di una traiettoria precisa: quella della Gentilezza in Azione, intesa come pratica quotidiana, come educazione dello sguardo e del sentire. In prima linea, a guidare e dare forma a questo cammino, Anna Vitiello, Ambasciatrice della Gentilezza, da anni impegnata nella costruzione di reti educative e comunitarie fondate sui valori della mitezza, della cura e della responsabilità sociale. La sua presenza non è simbolica, ma profondamente operativa: è visione che diventa metodo, parola che si traduce in azione concreta nei luoghi della formazione e della crescita.






L’atmosfera è carica di emozioni autentiche e misurate. Cuore e pensiero procedono insieme, così come corpo e anima, in un equilibrio raro. Totó torna a insegnare, ancora una volta, attraverso la sua parola poetica: una parola gentile e tenace, capace di parlare di altruismo senza retorica, di amore per la vita e per la propria terra, di cura come forma di resistenza e di speranza come scelta consapevole. Questo progetto non si limita a seminare idee: costruisce radici, prepara il terreno affinché possano crescere alberi in fiore. È qui che la gentilezza rivela la sua forza generativa, diventando opportunità di rinascita per chi crede e per chi, fino a oggi, non ha mai avuto lo spazio o il coraggio di esprimersi. Nei pensieri di Totó vive una bellezza che continua a educare, a interrogare, a sorprendere.

Il murale – intenso, simbolico, profondamente evocativo – nasce dal lavoro corale dei ragazzi dell’Istituto, guidati dal Maestro Nello Collaro. Ma l’opera non è soltanto un dipinto: è un atto collettivo che rende visibile un’idea di comunità, trasformando l’arte in strumento di coscienza e appartenenza. Insieme al colore, germogliano determinazione, consapevolezza, futuro. Numerosi i momenti di alto valore umano che hanno scandito la giornata. La telefonata di Elena, nipote di Totó, e il suo desiderio di accompagnare questo percorso gentile nelle scuole vesuviane. L’emozione composta di una Dirigente scolastica attenta e presente. Il lavoro accurato e appassionato dei docenti, con un ringraziamento particolare che va alla professoressa Carmela Carotenuto e al professore Giuseppe Lubrino, che hanno seguito l’iniziativa con impegno, trasmettendo agli studenti i valori educativi e culturali di questo percorso dedicato alle letture su Totò.
L’entusiasmo dei ragazzi, pronti a farsi portatori di nuovi murales nei quartieri del territorio, come segni visibili di bellezza condivisa. È il senso più autentico del fare insieme: un lavoro corale che unisce, rafforza, armonizza energie e visioni, dando forma a vere Comunità Gentili, sotto l’impulso e la guida di chi, come Anna Vitiello, ha scelto di fare della gentilezza una responsabilità pubblica e un impegno quotidiano.
Un ringraziamento sentito ad Agata, per la fiducia e l’accoglienza. Da quel quartiere prende vita il Progetto “Totó, Poeta Gentile”: un percorso che intreccia arte, educazione e umanità, affidando ai giovani il compito più alto e necessario: custodire la mitezza, trasformarla in visione, farne futuro.