Dopo 15 giorni, ci svegliamo ancora tra cenere, rumore degli elicotteri e fumo.
La gente in cerca di una spiegazione.
Sembra che, forse, finalmente e lentamente Napoli stia ricominciando a vivere, a riprendere il suo splendore.

Foto tratta dal web
Mi torna in mente il libro di Michael Stokes, fotografo californiano che ha ritratto i veterani di guerra fieri ed orgogliosi dei loro arti amputati e delle loro protesi: eroi che mettono in risalto cicatrici, mutilazioni. “Always Loyal” è il volume che cambia il modo di guardare la disabilità, le ferite: trovare in esse la voglia di ricominciare.
Nessuno di noi crede che sia stato il caldo ad aver causato questo disastro; difficile essere ottimisti.
Queste ferite puzzano ancora di bruciato; la polvere passa attraverso i vestiti, scurisce la pelle, brucia dentro, fa rabbia… tanta rabbia!
C’è, però, qualcosa che non è andato bruciato, qualcosa che ha resistito alle fiamme ed alla rabbia: la solidarietà.
Migliaia di volontari che hanno portato e portano acqua e bevande fresche ai soccorritori; qualcuno, con gli estintori, ha collaborato attivamente; altri hanno soccorso disabili o persone rimaste senza casa; altri ancora si sono occupati degli animali che scappavano per strada impazziti e spaventati…
L’Italia sa sempre mostrare il suo grande cuore ed il suo amore.
Da queste macerie Napoli si rialzerà, lo sta già facendo e fa sentire la sua voce: “Io sono ancora qua! Pronta a rinascere più forte e bella di prima!“
Giovanna Passariello
Articolo di Giovanna Passariello
La Dott.ssa Passariello è laureata in Lettere Moderne con indirizzo linguistico;
attualmente, è Direttrice Marketing per una nota Azienda di minuteria meccanica.
