La fotografia è la voce dell’anima

Oltre l'orizzonte...
Barcellona... in bianco e nero!
Barcellona: giochi di riflessi, ombre e luci…

C’è una cosa che distingue una bella fotografia da un semplice scatto: la voce dell’anima. Sì, perché una fotografia sa parlare all’anima di chi la guarda e, al tempo stesso, ci parla dell’anima di chi l’ha scattata.

Fotografare è arte. L’arte di riuscire a scorgere gioia e dolori della vita anche in un piccolo particolare, apparentemente insignificante.

Un click può cambiare la prospettiva.

E’ un gioco di prospettive, la quotidianità. E, quando riguardiamo la fotografia, scopriamo un mondo nuovo, dentro e fuori di noi. Forse, ci scopriamo diversi.

Immortaliamo il tempo e quasi lo annientiamo. Dipingiamo colori e sfumature, anche solo con un sorriso.

La fotografia può diventare lo specchio in cui abbiamo la necessità di rifletterci: per dialogare con noi stessi, per scoprire qualcosa in più degli altri, per amare la natura che ci circonda, per rendere vivi i ricordi… semplicemente per sognare!

E, poi, un giorno, vedi una fotografia che sembra un quadro. La tela perfetta in cui ogni sfumatura è naturalmente bella. Un’istantanea di emozioni: uno scorcio mozzafiato di Ischia. Il Castello aragonese svetta maestoso tra il rosso del tramonto e le tonalità violacee di un cielo terso, bagnato da un mare effervescente che sembra cantare la sua bellezza. Amore a prima vista per un’isola che scalda gli occhi e sintonizza cuore e mente sulla stessa lunghezza d’onda della felicità. Chi è stato scattare questo capolavoro? Carlo Pane, durante l’Ischia Film Festival. Lo straordinario Festival delle location, unico nel suo genere, che ha inventato ed affermato un concetto nuovo: l’importanza del Cineturismo. E, allora, conosciamo meglio Carlo…

Chi conosce Carlo Pane, conosce anche il suo “nome d’arte”: Charlybread. Nasce a Piedimonte Matese. Da sempre appassionato di musica, video e fotografia, ama viaggiare in tutto il mondo, fra i fondali marini e la terraferma. Nel 2002, nasce la sua Società: Proaudio S.r.l. Dopo una serie di importante collaborazioni, anche internazionali, è ormai azienda leader nel suo Settore.

L'immensità del Vesuvio
L’immensità del Vesuvio…

Da Ischia a Napoli il passo e breve. E così la sua macchina fotografica ci parla ancora della Campania, terra di mistero e di passioni. In libreria, troviamo un’altra foto di Carlo Pane: la copertina del Romanzo “La città che urla segreti” (Guida Editori), il thriller storico di Franco Salerno, ambientato nella Napoli misteriosa. Un’immagine che è una sinossi perfetta del libro: racconto ammaliante e sinuoso di una storia che appassiona e lascia senza fiato il lettore…

Abbiamo intervistato Carlo Pane. E’ simpaticissimo…

Che cosa ritrae di preciso la foto che, poi, è diventata la copertina del Romanzo “La Città che urla segreti”?

E’ la scala che si trova all’inizio del percorso della Napoli sotterranea…

Quando è stata scattata la fotografia?

Precisamente il 7 dicembre del 2014.

C’è qualche aneddoto divertente legato al momento in cui è stata scattata la foto?

Sì, perché, per scattare questa fotografia, ricordo benissimo che bloccai tutti i turisti che si accingevano alla discesa. Volevo avere la scala vuota ma non era facile far spostare tutti, perché il flusso dei turisti era davvero copioso. Nessuno voleva spostarsi e tutti avevano fretta di continuare il percorso, ma io non mi arrendo facilmente.

Come è nata la tua passione per l’Arte della Fotografia?

Avevo circa 15 anni, amavo tantissimo la musica, ma, al tempo stesso, iniziavo a scattare fotografie con la mia prima Nikon analogica a pellicola. All’epoca, non esisteva il digitale e, quindi, non potevi permetterti di sbagliare molti scatti, in quanto i costi per stampare i rullini non erano per niente economici. Il mondo della fotografia mi ha sempre affascinato: veder riprodotto su carta ciò che fotografavo, ciò che vedevano i miei occhi, era un’emozione unica. Più scatto e più sento, ancora oggi, aumentare la mia passione per questa arte.

Che cosa è per te la Fotografia?

E’ donare emozione, suscitare interesse; la possibilità di raccontare, attraverso i tuoi occhi, momenti irripetibili.

La foto a cui sei più legato?

Sono tantissime le foto a cui sono legato, raccontano tutte momenti di vita che ho vissuto, viaggiando e fotografando in giro per il mondo. Sono tutte il racconto di attimi che capitano una sola volta nella vita e che, quindi, cerchi di non farti sfuggire mai.

L’esperienza più bella legata alla tua carriera di fotografo e di fotoreporter?

Madagascar, terra incontaminata. Ho imparato tanto della vita in quel posto e, se potessi, ci ritornerei subito, anche a piedi.

La fotografia che ancora non hai realizzato, ma che ti piacerebbe scattare presto?

La prossima che scatterò. Ogni fotografia racchiude in sé una sua storia nuova e diversa dalla precedente. Condivido pienamente il vecchio detto: “trovarsi al momento giusto nel posto giusto”.

Da che cosa trai l’ispirazione per i tuoi scatti?

Semplicemente, mi lascio guidare dalle emozioni che partono spontaneamente dal mio io.

Quali sono le caratteristiche emozionali più importanti per un bello scatto?

Devi sentire dal profondo del tuo cuore una vibrazione che attraversa il tuo corpo. Ti può capitare quando guardi un tramonto o un bel paesaggio, un bimbo che sorride, un anziano che ti porge la sua mano… è tutto un gioco di emozioni: sarai felice se riuscirai a trasmettere le tue emozioni agli altri, se riuscirai a tirare fuori le emozioni degli altri, se regalerai a qualcuno un’emozione inaspettata.

Un consiglio per i tanti giovani che vogliono avvicinarsi al mondo complesso ed affascinante della Fotografia, anche solo per passione?

Non bisogna scattare foto alla prima cosa che ti capita davanti agli occhi: si rischia di realizzare una foto comune, che potrebbero scattare in tanti. E’ necessario imparare a riflettere e soprattutto ad osservare: soffermarsi qualche secondo ad esplorare bene la scena. Davanti ai nostri occhi si dischiuderà un mondo sempre nuovo e sempre più stimolante ed affascinante.

Attimi di eternità...
Attimi di eternità…

Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è diventata Avvocato nel 2013. È Giornalista Professionista. E’ Direttore Responsabile della Rivista culturale nazionale “MediaVox Magazine” dal 2015. I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Ha curato l'editing di molti volumi. Ha realizzato copertine e graphic-novel. È esperta di comunicazione e linguaggi multimediali. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali, è accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest, l'Ischia Film Festival o il Premio Penisola Sorrentina. Dal 2022, collabora con il Consorzio Gruppo Eventi che, tra le tante attività, ha ideato e realizza "Casa Sanremo" e cura la produzione esecutiva de "I Nastri d'Argento". È segretaria dell'Assostampa Campania Valle del Sarno.