In punta di piedi, attraverso le mie parole, provo a farvi vivere, seppure di riflesso, alcuni istanti indimenticabili della mia esperienza di clown di corsia. Perché è un po’ difficile spiegare le emozioni, soprattutto quando nascono dentro spazi intrisi di dolore. E non vi parlo, come qualcuno può immaginare, di un mondo magico, dorato, dentro spazi irreali di fantasia; il mio racconto è scandito dai silenzi delle flebo, dagli occhi pieni di lacrime delle mamme, dagli sguardi impauriti dei bambini e degli anziani.
Ho iniziato questa esperienza di clown di corsia alla ricerca del mio “bambino interiore”, che mi fa compagnia quando il cuore rifiuta di pensare che siano la sofferenza e la paura a segnare i battiti del nostro tempo. Ho imparato, piano piano, a guardare dentro le mie incertezze. Ho iniziato a dare valore ai miei difetti e persino la mia “goffaggine” è diventata una risorsa. Non è stato un percorso facile; guardare dentro ai propri abissi può far male. Ma quando si accettano le proprie debolezze, con le infinite paure che ci attraversano, allora si cambia prospettiva, si guardano il mondo e le persone con occhi diversi. Si vive dentro una “dimensione nuova”, dove l’essenziale delle cose sta nella loro purezza.
Ho capito che la meraviglia non è qualcosa di straordinario, ma la dimensione quotidiana della bellezza. Incontrare i bambini nelle corsie degli ospedali, colmi di stupore, nonostante la sofferenza, mi ha fatto pensare che basta poco per accendere un cuore “malato”. E che il sorriso apre una pagina nuova nella vita delle persone di ogni età.
Porto nella mia anima la dolcezza degli abbracci, la tenerezza delle carezze, l’innocenza dei bambini, la gioia esplosa nei sorrisi disarmanti degli anziani. Conservo dentro me stesso ogni loro sguardo. Ho provato a scrivere nella mia vita una canzone con la melodia di queste voci e se sono inciampato nel dolore è solo per vivere in pienezza la straordinaria forza dell’amore. L’amore che ci travolge. Che dà un senso alla nostra vita. Che tutto dona senza chiedere mai. L’amore che ci fa essere veramente uomini con gli uomini.
Ricordo ogni volto che ho incontrato, persino le mani delle persone che ho conosciuto e conservo nella mia mente ogni espressione degli occhi o delle labbra. Perché “l’essenza di tutta la vita spirituale sono le emozioni”.
Io vorrei davvero che ognuno di voi incontrasse il proprio clown e che queste parole che scrivo parlassero al vostro cuore. Immaginate per un attimo di indossare i vostri abiti più “colorati”, prendete un vecchio trucco in disuso, poi costruiteci la vostra maschera. Vi sentirete diversi perché “ l’uomo è poco se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera e vi dirà la verità” . Travestirsi è una grande arte e la fantasia mette le sue radici nei cuori puri. Pensate liberamente per un attimo, mettete da parte le convenzioni sociali che ci rendono aridi ed infelici. Guardatevi allo specchio: non siete più quelli di prima. E’ nata una creatura nuova. Avete dato sostanza all’innocenza che vive in ogni persona e che, come un fiume carsico, alla fine vede la luce. Questa è la storia delle mie emozioni. Questo è quello che mi è successo; ed ora non posso più fare a meno di quel “nasino rosso” che con la sua ilarità trasforma anche un letto d’ospedale in un’ isola felice.
Dentro queste parole vi porto i miei sogni, la luce che vive e pulsa nella mia stagione. Non sono più la persona di prima, sono un arcobaleno dopo la pioggia. Ora sono Mivà, abito sopra le nuvole, dentro i colori della primavera.