SARA AL TRAMONTO

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Sara: la donna che ha conquistato la classifica dei libri più venduti e, soprattutto, il cuore dei lettori di Maurizio De Giovanni

 Si intitola “Sara Al Tramonto” l’ultimo avvincente romanzo scritto da Maurizio De Giovanni (Ed. Rizzoli).

 MediaVox Magazine ha incontrato lo scrittore partenopeo alla presentazione presso la gremita Sala Conferenze della Feltrinelli Point di Pomigliano d’Arco. L’occasione è stata la chiusura della Rassegna “Scrittori in prima linea”, promossa dall’Associazione “I Colori della Poesia” della valente Annamaria Pianese.

 Il personaggio di Sara è nato dall’incontro che De Giovanni una notte piovosa fa tornando a casa.

Una donna dalla bellezza trattenuta ed un viso più giovane di quello che vuole mostrare, stava lì ferma su una panchina, perché? Quale malinconia tanto profonda la teneva a quell’ora lì?

 L’immaginazione del nostro scrittore, che fino ad ora ci aveva appassionato con il Commissaro Ricciardi, crea un nuovo personaggio traendo ispirazione, dunque, dalla realtà. Questa volta, pertanto, protagonista una donna: Sara Morozzi. Poliziotta, da qualche anno in pensione. Una donna che ha perso in breve tempo tutto ciò che aveva: un figlio ed il suo compagno; il primo per un incidente, il secondo per una malattia. Proprio quando il buio scende nella sua vita, ecco un raggio di colore: Viola.

 Viola era la fidanzata di suo figlio, quel figlio che Sara aveva abbandonato insieme al padre per seguire il suo grande ed unico amore, Massimiliano; si troverà ad essere nonna, senza essere stata una madre. Viola l’affiancherà in un nuovo caso da risolvere. Anche l’Ispettore Capo è una donna, la Bionda Teresa. La Mora, così in codice è chiamata Sara, ha due doni: riesce a rendersi invisibile alla gente e riesce a leggere le labbra della gente anche da lontano per “rubarne” i segreti.

 Sara, la donna dai capelli grigi e dalle scarpe basse, col viso da fantasma e gli occhi tristi. Sara, scontrosa e spigolosa, si presenta a Viola, ragazza smarrita e delicata, dicendole: “Chiamami col mio nome”. Sara combatte ogni pregiudizio, ogni falsa moralità. Lei non giudica, Lei non chiede. A Lei non importa che la Bionda Teresa vada a letto con giovani poliziotti dell’età dei suoi figli, oppure che la baby sitter intrattenga una relazione con il padre del bambino per il quale lavora, oppure che il suo medico di fiducia abbia degli scheletri nell’armadio. Sara, però, vede, sente e sa tutto. Va alla ricerca della verità e della giustizia, accompagnata dal suo dolore che, tuttavia, non l’ha fatta smettere di respirare nonostante i mostri che la notte rubano i suoi pensieri.

 La morte di una persona che ami resta qualcosa di troppo piccolo rispetto alla grandezza dell’Amore che provavi per lui e non smette di esistere al punto che ti fa vedere i colori anche nel più scuro e piovoso Tramonto.

Articolo di Giovanna Passariello

LA CHIACCHIERATA CON MAURIZIO DE GIOVANNI

 La protagonista del suo nuovo romanzo non è un personaggio studiato a tavolino, ci racconta la storia di questo insolito incontro?

 E’ verissimo. Era il 9 dicembre 2017. Io ero in sella al mio scooter. Ho visto un’auto ferma: alla sua guida, una donna dal volto molto bello e con i capelli completamente bianchi che non mi facevano dire con certezza quanti anni avesse. Ho pensato le occorresse aiuto e mi sono fermato…

 In quel  momento è nata Sara: una donna dalle mille sfaccettature…

  Sì, tornai a casa e, durante tutta la notte, elaborai la trama. Per l’esattezza, ci ho messo 22 giorni a scrivere questo romanzo. Sara è una donna che odia l’ipocrisia e odia le “maschere”. Ella, dunque, non si trucca, non indossa tacchi ma è molto sensuale.  La sua non è assolutamente sciatteria, anzi… nella vita e per lavoro, combatte la finzione. 

 Chi è Boris?

 Boris è il cane del detective Davide. Sia Boris che Davide sono figure molto importanti all’interno della trama. Io ho perso il mio adorato cane e gli dedico questo mio scritto. Ricordi ed affetto immensi. 

 Davide, invece, che tipo di uomo è?

 E’ la figura maschile del romanzo ma ha anche molti lati “femminili” che lo rendono un personaggio tutto da scoprire.

 Viola, invece, è egoista ed individualista?

 Vive la sua gravidanza come una sorta di dramma perchè non riesce a collegare alla creatura che porta in grembo nessun rapporto affettivo: il suo amore è morto ma, prima ancora che morisse, la loro storia era finita. Porta nel suo cuore una grande tristezza che si trasforma in rancore…

 E, poi, la Bionda: Teresa. Ispettore Capo, forte e ribelle….

 Incarna colei che riesce a rovesciare i più scontati stereotipi, a far vacillare ogni scontato tentativo di differenziare a tutti i costi l’universo femminile da quello maschile. 

 Questo romanzo ha un bel messaggio per l’universo femminile…

Direi che questo è un romanzo “femminista”, realmente incentrato sulle donne. Tutte le donne del romanzo sono libere da stereotipi, da luoghi comuni non condivisibili, da immagini scontate.

Intervista di Viridiana Myriam Salerno e di Giovanna Passariello

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