E se fosse la Poesia a salvare la nostra Libertà di Informazione?

Sarno: Premio Fides et Scientia 2018 a Marco Tarquinio

A Sarno, grande soddisfazione per la sesta Edizione del Premio internazionale Fides et Scientia.

L’Evento dedicato alla memoria del Dott. Vincenzo De Colibus. Anche quest’anno, una Lectio magistralis d’eccezione.

 Il Renzullo Centro di riabilitazione Lars, la bellissima location: un Convegno studiato ed organizzato magistralmente dall’AMCI regionale presieduta dal Dott. Mario Ascolese, in partenariato con il Comune di Sarno, con l’Amministrazione comunale tutta ed in collaborazione con la ProLoco Sarno.

 Sei anni di successi e di grande dibattito. Ars oratoria e grandi temi: ad incantare la platea dell’Edizione 2018, il Direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Atteso ed applaudito. Sorriso rassicurante e voce appassionata. Schiettezza e poesia. Le frasi del giornalista hanno convinto e coinvolto il folto pubblico in sala. Un pubblico qualificato, ma anche un pubblico molto giovane. Presenti gli Studenti del Liceo Classico-Scientifico-Linguistico “T. L. Caro” e dell’I.I.S. “Fermi” di Sarno. Il legame tra Scienza e Fede, rapportato anche al complesso mondo del Giornalismo contemporaneo non è stato argomento semplice da affrontare. Eppure, Tarquinio si è districato tra domande e considerazioni delicate con grande naturalezza, con il piglio forte di chi ama il proprio lavoro e lo svolge con passione e dedizione.

 Il Direttore è stato cordiale e disponibilissimo, ha amabilmente dialogato con noi, rispondendo alle domande di MediaVox Magazine con entusiasmo.

 “Avvenire interviene quotidianamente in maniera autorevole sullo ‘spirito dei tempi’ della nostra società“: abbiamo esordito così. Aggiungendo: “E nella nostra società si parla sempre di più di una perdita dei valori e di uno scadimento del livello morale soprattutto da parte dei giovani…“.

 E lui, quasi interrompendoci: “Sì, un affievolimento dei valori forti c’è sicuramente, ma questa è una asserzione troppo generale e generica per essere pienamente condivisa, soprattutto se rapportata ai giovani. Non si possono racchiudere tutti i fenomeni sociali in un’unica scatola. In tutte le generazioni, ci sono stati, ci sono e ci saranno giovani che hanno difficoltà o peggio giovani che provano ‘disprezzo’ per la vita umana, ma, fortunatamente, ci sono tantissimi giovani mossi da grandi passioni, da forti motivazioni. E questo spirito costruttivo non solo va difeso, ma va anche incentivato perché bellissimi ed irrinunciabili sono l’amore per la vita e la passione culturale, sia civile che religiosa…”

 Un secondo di pausa, quasi a riflettere entrambi sul potenziale della nostra Società. Poi Tarquinio afferma, perentorio, tra il preoccupato ed il pensieroso: “Il nostro Paese forse non ha uno spazio adeguato per i giovani e questo è innegabilmente terribile“. Inutile per noi commentare: è vero.

 Allora ci e gli chiediamo: “Pensare oggi che la Stampa debba essere libera, autonoma ed indipendente significa credere in valori anacronistici?

 Sentiamo che l’intervista inizia a toccare le corde del suo cuore. Il Direttore risponde subito: “La libertà di informazione è lo specchio della libertà dei cittadini. Del resto, l’art. 21 della nostra Costituzione sancisce e difende questo sacrosanto diritto. Fare informazione è un atto corale. È e dovrebbe essere il frutto di un gruppo, il frutto del lavoro intellettuale di un collettivo. Tuttavia, non può essere sempre così. A volte, bisogna saper uscire fuori dal coro. Bisogna saper essere coraggiosi. Papa Francesco ci ha esortati a non arrenderci al pensiero dominante e dovremmo fare tesoro dei suoi messaggi.”

 Le sue frasi ci fanno venire alla mente la parola webocrazia, neologismo oggi tanto usato e il Direttore coglie la nostra ‘provocazione’, ribattendo: “I canali digitali oggi sono decisamente in grado di decidere quali notizie porre in evidenza, ma il lettore può, se vuole, esercitare il proprio diritto di scelta in maniera coerente con i propri valori e le proprie aspirazioni.

 “Qual è il vero punto di forza dei messaggi di Papa Francesco?“: facciamo una domanda secca. E senza giri di parole, Marco Tarquinio: “Molti pensano sia l’immediatezza, la capacità di parlare dritto al cuore di chi lo ascolta. Io chiamo questa sua qualità ‘immediatezza profonda’: Papa Francesco sa mediare; sa esprimere contenuti forti, facendosi intendere da tutti. L’empatia è un dono prezioso. Amo ricordare quando i fedeli correvano a vedere Papa Giovanni II; quando correvano ad ascoltare Papa Benedetto VI… oggi i devoti arrivano oggi da tutto il Mondo per toccare Papa Francesco. E Papa Francesco arriva un’ora prima dell’appuntamento fissato per incontrare tutti e per dedicare a ognuno il giusto tempo e la giusta attenzione. Non dimenticherò mai la nostra visita: tutta la ‘Famiglia’ di Avvenire è stata ricevuta da Papa Francesco; eravamo tantissimi, la redazione e i nostri familiari ed amici: ci ha incontrato uno ad uno, faccia a faccia, ci siamo sentiti individui e gruppo al tempo stesso ed è stato indescrivibile.”

 Noi amiamo particolarmente “I Luoghi dell’infinito”, lo splendido inserto di Avvenire. Tarquinio ne è contento: “Puntiamo da 21 anni su questo inserto. Io sono il Direttore, ma Giovanni Gazzaneo ne è il coordinatore. I luoghi dell’Infinito sono i Paesi dell’Anima. L’Italia ne è davvero ricca. La nostra idea di itinerario è diversa: ogni angolo del mondo è colorato da culture diverse a cui corrisponde una differente ed affascinante dimensione interiore.” E’ vero, noi lettori, ad ogni lettura compiamo un viaggio quasi catartico.

 Torniamo a Papa Francesco. Talvolta le parole del Papa sono anche drammaticamente poetiche, animate da una grande Bellezza interiore. Come ad esempio, quelle sul Male che bussa alle porte del cuore degli uomini per ingannarli con una falsa gentilezza. Ultima domanda al Direttore Tarquinio: “La Poesia, quella vera, è ancora amata dai giovani e può contribuire a salvare il mondo?

 Il tema della Poesia lo affascina: “La Poesia può esprimersi in tante forme diverse, anche a seconda dei tempi. I giovani usano la  poesia, anche se a volte inconsapevolmente. E’ poesia dei giovani anche il rap, ad esempio. La forma cambia, ma non la voglia di esprimere sentimenti profondi che danno un senso alla vita. La poesia, appunto, ci può aiutare a provare sentimenti e non risentimento. La poesia può farci assaporare la forza dei sentimenti. La poesia può farci percepire forti sensazioni che altrimenti non riusciremmo a cogliere. Anch’io scrivevo poesie da giovane; poi, sono passato alla prosa giornalistica. Credo, però, che nel nostro lavoro si possa fare poesia attraverso la scelta dei titoli. Spesso un titolo può comunicare tanto. Troppo spesso la scelta dei titoli viene fatta in modo superficiale o frettoloso.”

 Condividiamo in pieno, ma proprio questo ci mette in “crisi”, perché abbiamo un ultimo interrogativo a cui forse non sapremo mai come rispondere: “… e adesso sceglieremo il titolo giusto per questa intervista?“.

Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è diventata Avvocato nel 2013. È Giornalista Professionista. E’ Direttore Responsabile della Rivista culturale nazionale “MediaVox Magazine” dal 2015. I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Ha curato l'editing di molti volumi. Ha realizzato copertine e graphic-novel. È esperta di comunicazione e linguaggi multimediali. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali, è accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest, l'Ischia Film Festival o il Premio Penisola Sorrentina. Dal 2022, collabora con il Consorzio Gruppo Eventi che, tra le tante attività, ha ideato e realizza "Casa Sanremo" e cura la produzione esecutiva de "I Nastri d'Argento". È segretaria dell'Assostampa Campania Valle del Sarno.