Opera di Giuseppe Crescenzo: immagine tratta dal Catalogo delle opere esposte durante la Rassegna “Largo… all’Arte” – Salerno, Palazzo Genovese, 12/17 gennaio 2016.
ARTISTA: GIUSEPPE CRESCENZO
DESCRIZIONE DELL’OPERA: Lo scenario solenne della tragedia di Edipo, la prevalenza di grigi marmorei e funerari e il rosso del sangue che offusca anche la vista quale cornice maestosa ed efficace di un invito universale all’umiltà.
Come nasce la sua opera e quale messaggio intende comunicare allo spettatore?
“Il mio dipinto è una pittura metafisica, surrealista, che nasce da un’esigenza di reinterpretare miti arcaici che appartengono alla nostra coscienza universale e che spesso restano celati nel nostro quotidiano. In questa opera, che è l’ultima di una trilogia sul motivo mitologico, rappresento Edipo, che, scoprendo di non conoscere se stesso e constatando la sua presunzione, decide di accecarsi per esplorare meglio la sua interiorità. In altre parole, è l’immagine dell’uomo che sceglie di non vedere per vedersi meglio!”
Quali soluzioni tecniche ha privilegiato per la trasmissione di un messaggio così articolato ed interessante?
“Ho preferito una tecnica altamente figurativa, un acrilico su tela, una scelta più tradizionale perché ho un modo di sentire l’arte che stenta essenzialmente ad abbracciare le forme più astratte e più moderne”.
