Parlare di bullismo significa affrontare un fenomeno molto grave che incide in maniera del tutto negativa ed assolutamente invasiva sulla sfera emotiva degli adolescenti. Oggi, le azioni di prevaricazione e di sopruso sembrano essersi maggiormente diffuse anche a causa dell’utilizzo amplissimo di strumenti tecnologici e di social networks: il bullismo diventa, quindi, anche cyberbullismo. Le vittime di questo tipo di crudeltà restano intrappolate in situazioni che provocano molta paura e dalle quali sembra impossibile uscire. Il 29 Maggio 2017, è stata approvata una Legge contro il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, grazie alla proposta regionale dell’On. Gen. Carmine De Pascale. La Regione Campania ha, dunque, ottenuto una propria legge di contrasto alle azioni di questi terribili fenomeni.
L’On. Generale Carmine De Pascale ci ha concesso un’intervista, rispondendo con molta professionalità e cordialità.
Questa legge si presenta come una risposta concreta a fenomeni di cui si parla sempre troppo poco: il bullismo e il cyberbullismo. Quanto risulta importante il doppio aspetto di questa legge, che da un lato si occupa di aiutare la vittima e dall’altro di riabilitare il bullo stesso?
Bullismo e cyberbullismo sono fenomeni sociali negativi, una vera piaga per la nostra società. Ho portato in Consiglio una proposta di legge che è stata approvata l’anno scorso, di cui la Regione Campania si è dotata ancor prima che ci fosse un provvedimento a livello nazionale, per combattere i fenomeni di bullismo e di cyberbullismo. Troppo spesso sentiamo e leggiamo di violenze fisiche e psicologiche sui ragazzi, anche attraverso l’utilizzo della rete. Questo produce nella maggioranza dei casi l’abbandono scolastico e l’allontanamento dal mondo della scuola, privandosi così di un futuro. La legge che porta anche la mia firma vuole evitare tutto ciò, creando una rete intorno a questi ragazzi e facendo capire loro che le istituzioni esistono e sono presenti. La legge prevede la “Settimana regionale contro il bullismo e il cyberbullismo” durante la quale viene sviluppato un programma d’iniziative di carattere informativo, formativo ed educativo, di prevenzione e di sensibilizzazione su tali fenomeni. Nella legge tra l’altro è prevista l’istituzione di un Comitato Regionale per la lotta al bullismo e al cyberbullismo che dovrà monitorare il fenomeno, raccogliendo informazioni e attivando iniziative, in modo da ottimizzare le azioni sul territorio. Il bullismo si può declinare in diverse forme, tra queste spicca come tema attuale quello omofobico ed è per questo che di concreto, con le associazioni di settore, ho depositato in Commissione una proposta di legge per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
E’ evidente che in una società come la nostra, gli adolescenti preferiscono chiudersi in un mondo virtuale evitando, nella maggior parte dei casi, di relazionarsi con gli adulti nel mondo reale. Di conseguenza, quanto considera proficua l’attivazione di sportelli di ascolto nelle scuole?
Questa legge regionale sta a significare che non si può più sottovalutare un fenomeno che si manifesta con numerosi casi sul nostro territorio regionale. La scuola, insieme alla famiglia, è la principale agenzia di formazione e di socializzazione dell’individuo, uno dei perni su cui far leva per promuovere il benessere integrale (fisico, psicologico, relazionale) dei nostri ragazzi. La scuola, infatti, non è e non può essere il luogo dove avviene la pura e semplice trasmissione delle nozioni; al contrario, essa è un luogo di vita, dove si sperimentano molteplici incontri tra coetanei, dove si impara la convivenza civile ed a relazionarsi con gli adulti. Alcune di queste esperienze si tramutano in importanti occasioni di crescita che verranno ricordate negli anni, altre si risolveranno con il ciclo di studi, altre invece potrebbero produrre contrasti, disagi, sofferenze. Sta di fatto che tutti dalla scuola si aspettano molto, sia sotto il profilo umano, dello sviluppo personale, si sotto il profilo dell’apprendimento e della preparazione al futuro professionale. L’istituzione dello Sportello d’Ascolto Psicologico sempre più spesso presso scuole sia pubbliche che private è un riferimento per i giovani finalizzato a risolvere problematiche che riguardano la crescita individuale e a prevenire il disagio giovanile.
La legge prevede inoltre l’organizzazione di programmi per aiutare i genitori delle vittime di cyberbullismo. Quanto crede quindi, che supportare le famiglia possa incidere in maniera positiva sullo stato d’animo degli adolescenti?
Il periodo storico in cui stiamo vivendo è caratterizzato da profondi cambiamenti culturali, sociali, da uno sviluppo tecnologico sempre più innovativo e da condizioni di vita maggiormente frenetiche e stressanti. Queste trasformazioni epocali hanno un inevitabile effetto sulla famiglia, sul rapporto uomo-donna, sulla funzione materna e paterna e anche sul rapporto fra genitori e figli. Per quanto riguarda il ruolo dell’educazione, la famiglia costituisce un punto di riferimento importante ma non è l’unico. Con l’ingresso nella scuola, il bambino esce dalla nicchia della famiglia ed entra in contatto con figure diverse da quelle a cui era abituato imparando a socializzare e ad integrarsi nel nuovo ambiente. Inoltre, rispetto al passato, contribuiscono alla formazione dei giovani e dei giovanissimi anche le informazioni provenienti dai mass media, dalla televisione e da internet. Oggi si è passati dalla famiglia con un “ruolo normativo”, in cui si trasmettevano principi morali e norme sociali, alla famiglia “affettiva”, orientata a negoziare tutto e a soddisfare i bisogni individuali dei figli, a evitare loro sofferenze e frustrazioni. Sarebbe esagerato ed anacronistico rimpiangere la fiducia genitoriale autoritaria che impartiva divieti ed obblighi, così come risulterebbe eccessivo da parte della famiglia considerare come primario l’aspetto affettivo e delegare alla scuola il compito di insegnare le regole. NESSUNO NASCE GENITORE! Risulta quindi importante fornire ai genitori quegli strumenti che consentano di essere consapevoli dei pericoli e dei rischi che i figli possono correre nelle relazioni con i propri coetanei e con la società esterna.
Durante il percorso di approvazione della legge, quali sono stati i diversi ostacoli che ha dovuto affrontare?
Il provvedimento è stato approvato dall’unanimità in Consiglio Regionale e quindi ho trovato il consenso di tutto le forze politiche. Ho dovuto invece lottare contro il tempo, perché ho sempre considerato l’urgenza di questa norma Regionale a fronte dei gravi episodi che con frequenza si sono manifestati. Il benessere fisico e psicologico è uno dei principali compiti della politica.
Questa forte iniziativa rappresenta il primo passo importante per ridurre le manifestazioni di bullismo e cyberbullismo all’interno del territorio Campano e per far comprendere ai giovani ragazzi, colpiti da questo fenomeno, che parlare con un esperto è una delle migliori soluzioni per uscire dal tunnel di violenza.
Intervista di Paola Robustelli e Chiara D’Ambrosi
Paola Robustelli: Frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno, nutre una profonda passione per il teatro e prova anche un certo interesse verso il giornalismo. Legge costantemente libri di fantascienza e fra i vari hobby che coltiva, vi è anche quello per l’arte.
Chiara D’Ambrosi: Frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Da sempre appassionata di racconti gialli e thriller e di tutto ciò che riguarda il mondo della fantascienza. Non le piace praticare sport, ma è molto affascinata dalla danza.
L’On. Generale Carmine De Pascale ci ha concesso un’intervista, rispondendo con molta professionalità e cordialità.
Paola Robustelli: Frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno, nutre una profonda passione per il teatro e prova anche un certo interesse verso il giornalismo. Legge costantemente libri di fantascienza e fra i vari hobby che coltiva, vi è anche quello per l’arte.
Chiara D’Ambrosi: Frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Da sempre appassionata di racconti gialli e thriller e di tutto ciò che riguarda il mondo della fantascienza. Non le piace praticare sport, ma è molto affascinata dalla danza.