Clownterapia: il sorriso allunga la vita

 Ci sono mille modi per rendersi utili: c’è chi dona materialmente danaro, sovvenzionando tanti progetti benefici; c’è chi presta la sua professione e il suo mestiere, come ad esempio i medici che si recano nelle missioni umanitarie; e c’è poi chi dona la sua innata capacità di far ridere, mettendola a disposizione degli altri. E’ proprio seguendo questa corrente di pensiero che nasce l’Associazione “Nasi Rossi Clown Therapy”, composta esclusivamente da volontari che decidono di essere “clown” semplicemente per la gioia di scoprire che ognuno di noi può donare qualcosa, sia pure un sorriso; un’Associazione impegnata in attività no profit, alla cui base c’è un vero e proprio spirito di volontarietà che rende i suoi Soci promotori quotidiani dei positivi influssi della “terapia del sorriso”. L’Associazione ha pubblicato anche un bellissimo libro “Storie di Clown di corsia“: un’operazione letterario solidale di grande successo, giunta già alla sua terza ristampa. Il volume è stato curato da “MediaVox Magazine” e stampato da “Edizioni Buonaiuto”. Un volume in cui ogni volontario ci racconta un pezzettino della propria vita: un naso rosso che ha cambiato per sempre il senso delle loro esistenze.

Abbiamo deciso di intervistare la  Presidente sociologa Francesca Colombo, per approfondire con lei alcune curiosità riguardo questo speciale volontariato che è la clownterapia.

La Clownterapia è una terapia di supporto alle cure mediche, che, utilizzando le tecniche del circo e dei teatri di strada, alleggerisce il ricovero del paziente e facilita le cure ospedaliere. Può spiegare meglio in cosa consiste? 

 La clownterapia è una “terapia olistica”, che supporta la medicina tradizionale, la quale, utilizzando le tecniche del circo e del teatro di strada, alleggerisce lo stress da paura, sofferenza e disagio dei degenti ospedalieri, siano essi bambini o adulti.

Fino ad ora tutti gli esperimenti compiuti hanno dimostrato che l’allegria produce una serie di effetti positivi sull’intero organismo. Ma ridere fa davvero bene alla salute? Quali sono questi benefici?

L’O.M.S. definisce salute lo stato di benessere generale della persona, non solo l’assenza di malattie. E’ stato dimostrato scientificamente che ridere fa bene alla salute. In questo ambito è nata una nuova disciplina: la gelotologia, ossia la scienza che studia in modo metodico la risata. Questa scienza è un ponte tra la biologia, la psicologia, l’antropologia e la medicina. Quando una persona ride, stimola la produzione delle beta-endorfine che producono cortisolo, un ormone che regola la risposta allo stress. E’ stato provato che il ridere e il buon umore rafforzano l’organismo aumentando le difese immunitarie.

Si è sempre detto che essere clown si nasce, non si diventa. Basta solo scoprire questo aspetto e tirarlo fuori. Qual è questo identikit del clown e in cosa consiste la differenza tra clown-dottore e clown-sociale?

Il clown è dentro ogni persona, perché è il bambino che le convenzioni sociali hanno assopito. Per far rivivere il “bambino interiore” che abita dentro ogni persona, è necessario intraprendere un percorso formativo ed un “viaggio” che dura una vita. Il clown dottore, utilizzando le tecniche del circo e del teatro di strada, si propone di trasformare positivamente le emozioni dei degenti ospedalieri: egli indossa un camice colorato, un naso rosso sul naso, dei vestiti stravaganti, cappellini e accessori molto variopinti. La differenza tra clown dottore e clown sociale è l’ambito di intervento. Il clown dottore è un operatore socio-sanitario, appositamente formato e presente nelle strutture ospedaliere, mentre il clown sociale interviene nei luoghi del disagio sociale, nelle missioni umanitarie e anche nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e di emarginazione in generale.

Essere vicino ai bambini malati o a persone adulte è difficile. Che sensazioni si provano a stare a contatto con loro? Quali emozioni suscita un loro sorriso?

Quando si va in un reparto ospedaliero, si entra nelle stanze in punta di piedi, si cerca il permesso e, solo quando si è accolti, inizia l’intervento. Operare con i bambini ammalati porta sempre emozioni molto forti. Il clown, però, non si pone mai aspettative positive o negative, prende quello che nasce spontaneamente. Il sorriso di un bambino dopo un intervento è il dono più grande che si può ricevere.

Entrare a far parte di questo gruppo di volontari è semplice oppure è riservato a coloro che hanno una preparazione paramedica? Quale indole è più adatta a intraprendere questa carriera di volontariato?

Per far parte di un gruppo o di un’associazione che opera la clown terapia, non è necessario possedere dei titoli di studio specifici, è sufficiente avere una buona motivazione e partecipare a dei specifici percorsi formativi teorici e pratici, per apprendere le tecniche di base e sviluppare una intelligenza emotiva capace di riconoscere le proprie e le altrui emozioni (ascolto empatico).

 

Intervista di Miriana Vitiello e Ilaria Sorrentino

Miriana Vitiello: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. I suoi hobby variano dalla lettura al disegno. Ama guardare serie tv e stare in compagnia. Nutre un grande interesse verso la scrittura, spesso scrive bozze di romanzi. Oggi scrive per Mediavox, e un giorno le piacerebbe pubblicare un libro per ragazzi. 

Ilaria Sorrentino: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Ha svariate passioni, dalla letteratura al disegno, dallo sport alla cucina. Oggi si diletta nell’ambito giornalistico e un giorno le piacerebbe lavorare come doppiatrice di cartoni animati.

 

 

MediaVox Magazine - La Cultura da condividere. Rivista culturale on line, regolarmente registrata presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Sito Web: www.mediavoxmagazine.it Pagina Fan-Facebook: https://www.facebook.com/mediavoxmagazine/