Il mare. Chissà quante volte ci siamo fermati ad osservarlo ed a rimanere incantati dal suo fascino? Soprattutto all’imbrunire…
Di sicuro una infinità di volte. Lo abbiamo contemplato e, nello stesso tempo, ci ha fatto tremare quando si è mostrato agitato.
Inconsciamente ci ha fatto riflettere su tanti aspetti della nostra vita personale. In alcuni momenti, ci ha portato un sorriso spensierato; altre volte, ci ha fatto venire la malinconia.
Ma, nel guardarlo, anche seppur distrattamente per una rapida occhiata, ci siamo mai chiesti quale sia l’etimologia della parola MARE?
E’ pacifico che il vocabolo indica una vasta distesa d’acqua che copre la superficie terrestre. Il termine sembrerebbe derivare, in primis, dalla parola marmo. L’etimologia di questo vocabolo presenta una duplice radice linguistica: latina e greca; un classico, si potrebbe aggiungere. Le parole sono marmaros dal greco e marmor dal latino. Entrambi i termini deriverebbero, a loro volta, da marmairo. Quest’ultimo avrebbe un significato ben preciso: scintillo.
Molto accreditata è anche l’origine sanscrita, ancora più antica. Sarebbero ravvisabili due radici lessicali identiche nella composizione e, al tempo stesso, differenti, nella mera accezione. La prima è semplicemente mar che, nella traduzione in italiano è morire: il mare è, dunque, un luogo non fecondo e privo di vegetazione. Se, invece, prendiamo in considerazione la seconda radice, màr, dobbiamo constatare che si rinvia proprio alla parola marmo. Quindi, scintillante o splendente.
A noi, senza dubbio, piace prendere in considerazione quest’ultima accezione.