‘Il vizio della speranza’ è il nuovo lungometraggio del regista partenopeo Edoardo De Angelis. Alla conferenza stampa il cast al completo. Su questa pellicola c’era grande curiosità, ma ciò che ha colpito ancor di più è il modus attraverso il quale è stato trattato il tema.
La nascita, nella nostra società, è spesso considerata come un qualcosa di stabilito, di programmato, quasi di imposto. Secondo il regista, gli attori e i produttori del film non è così: l’evento della nascita è, già di per sé, un dono non deciso, non programmato e non stabilito dall’essere umano. Non si deve decidere di mettere al mondo qualcuno quando ci si sente pronti, quando si è riusciti a conquistare una posizione nella vita o quando si è raggiunti una sicurezza economica.
Il dono della vita è un dono inaspettato: come un regalo che non ti aspetti, porta, appunto, la speranza dove non c’è. E deve essere accettata in qualsiasi condizione. E’ eloquente l’espressione usata dall’attore Umberto Contarello: “E’ il figlio che costruisce la culla”. Non è da meno nemmeno il commento del regista il quale afferma che, senza ulteriori giri di parole, “quando qualcosa cambia nasce l’imperativo, nella protagonista, di agire perché c’è una possibilità”.
Il film è uno spaccato del degrado sociale in cui alcune persone, condannate a loro stesse, trovano la forza di reagire quando il destino gli regala una mera opportunità di vita e di cambiare, nel contempo, anche e soprattutto la propria esistenza.
La colonna sonora di questa interessante pellicola è stata realizzata da Enzo Avitabile, il quale ha dichiarato: “c’erano tre volontà che noi abbiamo seguito. Nessuna era più importante dell’altra e quindi non ci siamo indirizzati solo su un tema conduttore e abbiamo seguito questi tre indirizzi non con la testa ma con il cuore”.