Assistere alla presentazione di due libri nella stessa serata e nella stessa location non è una cosa che si vede tutti giorni. Specie quando gli stessi testi sono, non solamente dedicati alla stessa città, ma anche pubblicati dalla medesima casa editrice: Printart Edizioni di Massimo Boccia di Nocera Superiore. Omaggiare la propria città, molte volte, non è un lavoro facile. Il pensiero soggettivo emerge su tutto. I ricordi degli autori riportano alla mente luoghi mutati nel tempo ed eventi dimenticati e ora tramandati alle nuove generazioni.
‘La mia Salerno in rima baciata’, di Alfonso Gargano, e ‘Tutto qui’, di Maurizio Pintore, sembrano assolvere questo compito. Due testi, nella modalità di scrittura, diametralmente opposti. Il primo, quello di Gargano, in versi o meglio come suggerisce il titolo: in rima; il secondo, invece, di mera narrativa. Entrambi vicini ad altre realtà professionali come quella di commercialista, per Alfonso Gargano, e di medico, per Maurizio Pintore. Quest’ultimo non ha nascosto il suo essere “dilettante”, rispetto al suo collega, visto che ‘Tutto qui’ rappresenta la sua prima opera letteraria e, in base a ciò che ci ha risposto, non ha comunque intenzione di fermarsi. Alfonso Gargano, invece, può esser considerato avvezzo alle pubblicazioni. Il peta-commercialista è stato anche vincitore del Premio “Ecce Homo-Poemi Sacri e Religiosi”, per il componimento poetico interamente dedicato a San Matteo, patrono di Salerno.
Alla presentazione, nella sala S. Tommaso del Duomo di Salerno, hanno preso parte oltre ai rispettivi autori, anche diverse personalità. Come Don Michele Pecoraro, parroco della Cattedrale; Bruna Fontana, promotrice di eventi letterari; Angela Furcas, professoressa; Alberto Mirabella, saggista; Antonietta Piscione, editor; Rita Tucci, psicoterapeuta; Milva Carrozza, conduttrice radiotelevisiva. Tutti introdotti e moderati dal giornalista, conduttore televisivo e scrittore Enzo Landolfi. La serata è stata accompagnata musicalmente, in diversi momenti, dal Maestro Nello Giordano.
Dicevamo di Salerno, dunque. Omaggiata entro i suoi medesimi confini senza però dimenticare anche l’altra città che identifica tutti coloro che vivono in Campania: Napoli. Se nel libro di Alfonso Gargano quest’ultima non per è nulla menzionata, complice anche il titolo, nell’opera di Maurizio Pintore, invece, i luoghi di entrambe le città si mescolano in un unico racconto fatto essenzialmente di ricordi.
I ricordi, appunto, elemento essenziale per un trait d’union che lega non solo i cittadini al loro paese, ma anche alle loro tradizioni, alla loro cultura. Una mera identificazione con il proprio territorio. Salerno, prima, e Napoli, dopo, sono, per i cittadini stessi, motivo di orgoglio.
I versi letti de ‘La mia Salerno in rima baciata’ ed alcuni brani di ‘Tutto qui’ sono indirizzati proprio verso questa direzione: di mera appartenenza. Un’appartenenza composta da luoghi e di persone via via fuggite in altre direzioni del tempo, per poi ritornare con la forma dei ricordi e rimanere impressi nelle pagine: tra rime e frasi di racconti. In entrambi i casi rappresentano un piacevole viaggio nel tempo di quello che fu.