MEGLIO UN GIORNO DA CICALA O CENTO DA FORMICA?

Seconda parte della lezione di educazione finanziaria all’Ute Nuceria del docente Sante Attolini

Nel marzo scorso presso l’Ute Nuceria, Università delle tre età, si era svolto un interessante incontro dal titolo: Lezione di educazione finanziaria. Relatore in quell’occasione fu il docente, consulente bancario e direttore generale presso “Arc Finance & Credit”, Sante Attolini. Il titolo vero della serata fu: Pillole di educazione finanziaria – fidarsi ma non troppo’.

Quella lezione, lo scorso 28 novembre 2019, ha avuto un seguito; una seconda parte, come si è voluto precisare. Difatti il discorso incominciato qualche tempo fa doveva essere ancor di più approfondito e, mai come in questi tempi di difficoltà economiche, ancor di più valorizzato con ulteriori concetti espressi in maniera semplice. Concetti che non sono, in un primo impatto, di facile comprensione. La seconda parte della lezione, sempre all’Ute Nuceria, è stata proposta con un quesito, altrettanto semplice, ma diretto: ‘meglio un giorno da cicala o cento da formica?’.

Come a marzo lo stesso Sante Attolini, riprendendo il discorso interrotto, è stato introdotto dal Prof. Salvatore Campitiello, consigliere regionale dell’ordine dei giornalisti campani e vice – presidente Assostampa Valle del Sarno. Se nell’incontro precedente si era posto l’accento, anticipandone quasi i temi in questo nuovo appuntamento, sulla differenza tra risparmiatori e coloro che investono nei titoli bancari.

Partendo proprio da ciò, come in precedenza, è risalito nuovamente all’origine dell’istituzione bancaria specificando, oltremodo, anche il concetto di bancarotta; da dove esattamente derivava.

“Di solito il mondo della banca, il mondo degli investimenti, vien visto sempre con un occhio di sospetto, quanto meno di disturbo, di difficoltà”. Con questa espressione, Sante Attolini, non solo ha introdotto l’argomento ma ha specificato lo stato d’animo, l’emotività, insita in ognuno di noi quando si tratta di spendere o e anche di risparmiare.

Per risparmio si intende l’accantonamento o il cercare di accantonare denaro per un bisogno futuro che ancora non si conosce; l’atteggiamento di colui che conserva la ricchezza viene descritto, sempre secondo le parole del dott. Attolini, mediante la metafora del gioco del calcio. Ovvero come un’azione di difesa, mentre chi investe il proprio denaro viene riconosciuta come un’azione di attacco.

Quali sono i motivi che spingono a conservare i soldi? Sono i più disparati: incertezza del futuro, comprare beni costosi, i figli, la vecchiaia e contemplando anche, purtroppo, per avarizia. Eppure, secondo quanto è emerso durante la lezione, generalmente chi risparmia non è colui che paradossalmente non possiede un reddito basso, ma tutto il contrario. Chi ha un reddito alto, quindi, tende a risparmiare di più. Tale propensione è più un tipico atteggiamento nostrano rispetto al resto dell’Unione Europea. Ma questa stessa propensione è mutata nelle ultime due generazioni, causa anche la crisi economica che imperversa da troppo tempo ormai.

Logico considerare che questa tendenza non è solamente provocata per gli acquisti di beni voluttuari, intesi come meri sfizi, ma per poter essere pronti per la ricerca di beni essenziali. Logico anche contemplare come, in molte occasioni, alcune persone, manifestanti la voglia di effettuare delle operazioni finanziari, vengano purtroppo non solo consigliate male ma indirizzate verso un baratro senza fine.

È naturale, come stato sostenuto all’inizio, che chi investe è in attacco e quando una squadra di calcio rischia, quasi sempre, di farsi prendere in contropiede. Per attaccare, d’altronde, bisogna conoscere i rischi che, sempre Attolini, ci illumina distinguendoli in sistemici e specifici. I primi sono promanati dall’andamento dei mercati; i secondi in base all’operazione che si sta portando in essere. Forse l’unica vera regola da tener presente, quando si compiono queste attività, è essere ben consci del fatto che non esiste, in assoluto, un’operazione finanziaria che azzeri i rischi. La trappola delle offerte sbagliate, da parte degli addetti ai lavori nel proporre iniziative di tal genere, sussiste perché vige, naturalmente, l’aspetto fiduciario.

Non sono stati trascurati temi come l’eterogeneità tra carte di credito e quelle di debito. Con le ultime ci si riferisce quando si attinge dal nostro conto corrente bancario, da quale preleviamo una determinata somma; con le prime, invece, sono quelle con il quale vengono effettuate operazioni di indebitamento, tipo acquisti; ma anch’esse si distinguono in due tipologie: quelle revolving, che si ricaricano anche nel tempo e quelle di consumo diretto. Senza dimenticare le modalità di risparmio. Quali sono gli strumenti tipici che l’italiano medio si affida per conservare il denaro: il tesoreggiamento, i depositi bancari e gli stessi investimenti.

La lezione, come la prima, ha suscitato notevole interesse fra i presenti i quali hanno partecipato attivamente alla discussione, ponendo al docente più di un quesito sui temi affrontati.

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Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.