L’AMERICANA: UN ROMANZO SULLA SCIA DI CARLO LEVI

E’ possibile che un romanzo possa richiamarne un altro del passato? Iconico, che ha fatto storia in via indiretta ed essere considerato, già dalla prima presentazione, come il suo quasi seguito naturale? La risposta è positiva. Certo, forse anche un po’ azzardata, ma nel leggere il romanzo d’esordio del Professor Giuseppe Foscari il paragone avanzato anche durante la stessa presentazione, svoltasi nell’ottobre del 2019 presso la sede del comune di Cava de’ Tirreni, appare quasi inevitabile e senza alcuna forzatura.

Molti di noi tra i banchi di scuola si è ritrovato ad apprendere l’opera di Carlo Levi con il suo ‘Cristo si è fermato ad Eboli’. Il Prof. Foscari, invece, ha realizzato un altro spaccato di vita di un Sud Italia in balia di sé stesso, delle sue speranze e delle sue ritrosie ad evolversi in un periodo storico, i leggendari anni ’60, in cui i cambiamenti sociali travolgevano qualsiasi comunità.

‘L’americana’ è il titolo di questo nuovo racconto che sa di letteratura come non si leggeva da diverso tempo. Forse sarà stata la tematica affrontata, forse la capacità di far riscoprire e scoprire alle nuove generazioni com’era la nostra terra in quei venti anni dopo il secondo conflitto mondiale, precisamente nel biennio 1965-1967, sta di fatto che Giuseppe Foscari con estrema umiltà è riuscito nella sua intenzione di narrare una storia, molto indietro negli anni, ma fortemente attuale.

Con una scrittura semplice, elegante, con descrizioni non per nulla complicate e senza paroloni che potrebbero sembrare, ad un primo impatto, incomprensibili, l’autore riesce nell’intenzione di non stancare il lettore, coinvolgendolo dalla prima fino all’ultima pagina.

Evitando di fare ulteriori spoilers, non vuol dire che non si possa indicare un capitolo in particolare; come quello alquanto significativo e da leggere con molta attenzione, in cui vengono messi in luce i punti di mera eterogeneità tra la società del sud Italia e quella americana. Il punto di un raccordo improbabile fra questi due mondi è rappresentato proprio dalla protagonista, una emigrante negli Stati Uniti che si era sposata con un americano per poi rimanerne vedova.

Chiaramente ciò che abbiamo riportato non è propriamente lo sviluppo vero e proprio della trama, ma bensì l’antefatto, e soprattutto cosa ci sia in realtà dietro al ritorno di questa donna ormai emancipata grazie alla società del nuovo mondo. Una grande comunità composta da diverse etnie, approdate negli Stati Uniti d’America per sfuggire da povertà e dittature che si erano instaurate nel vecchio continente. Per esempio proprio in Italia, con il Fascismo, dal Nazismo in Germania e con il Comunismo in Russia. E’ tutto da scoprire.

Nel romanzo tutti questi elementi storici vengono miscelati sapientemente con lo sviluppo della trama, costituendo in gran parte lo sfondo della storia stessa. Il biennio descritto è quello in cui la rivoluzione del 1968 sta prendendo forma. Una rivoluzione culturale e sociale oltre che politica. Nonostante quest’ultima sembra non essere

considerata è altresì presente in modo chiaro, soprattutto da parte dei personaggi divisi tra fascisti e chi ha combattuto contro la dittatura.

La rivoluzione sarà per molti come un fulmine al ciel sereno. Ancorati alla logica della famiglia patriarcale, incomincia ad assumere ancor più rilevanza la figura della donna; mediatrice nei disaccordi tra genitori e figli. Incomincia ad apparire la minigonna, simbolo di libertà. Tutti eventi che sconvolgeranno e non poco la vita della cittadina in cui la storia è ambientata.

Se Carlo Levi nel suo ‘Cristo si è fermato a Eboli’ descriveva la società contadina e meridionale come un mondo a parte, chiuso in sé stesso, il professor Foscari, indirettamente, porta quel ‘mondo’ ad aprirsi a ciò che succede oltre i propri confini. Un’apertura quasi rapida.

D’altronde il Professor Foscari semmai è nuovo nell’ambito del mero settore della narrativa, non lo è per quanto concerne la storia; materia insegnata proprio all’Università degli studi di Salerno. Il suo nome, però, è anche legato a diverse testate del territorio, tra cui ‘Salernosera.it’, ed autore già di diversi saggi sempre di tematica storica.

L’americana, quindi, rappresenta non solo un più che ottimo esordio letterario, dal punto di vista della narrativa per Giuseppe Foscari, ma conferma, in tutto e per tutto, la padronanza della materia; gestendola mediante una storia sì di pura fantasia, che tranquillamente poteva aver avuto luogo nella realtà in quel periodo storico ed ispirata da persone realmente esistite e che hanno gravitato nella vita dello scrittore, con un sano equilibrio politico che non appesantisce la lettura, valorizzando ancor di più nella sua essenza l’intera trama e lo sviluppo della vicenda. Forse non sarebbe sbagliato di proporre questo testo nelle scuole o quantomeno di non farlo passare inosservato come un racconto comune, affinché si possa approfondire la storia della nostra regione.

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Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.