Il Festival “venti venti”, come lo chiama Amadeus, ha una forza innegabile. Mescola tradizione e innovazione, denuncia e leggerezza, provocazione e linguaggio social.
Ha un non so che di “antico”, mescolato a degli input dannatamente nuovi. La contaminazione di elementi, di ospiti e di temi funziona in termini di auditel ma, al tempo stesso, crea la giusta dinamica di copione per fare conoscere al pubblico più giovane varie tipologie di comunicazione.
É stato definito, da Amadeus e dal neo direttore di Rai1, il Festival dei “legami stretti”. Legami tenuti insieme dalla condivisione di qualcosa, che sia l’amore per la musica, l’amicizia o la voglia di lottare.
La Famiglia è sicuramente una delle protagoniste di questa Edizione del Festival. Famiglia nel senso più ampio del termine. Diversi sono gli esempi: da un lato, Al Bano e Romina o I Ricchi e Poveri (2 famiglie anagrafiche e musicali che si sono ri-unite)… dall’altra parte, la provocazione di Achille Lauro che si spoglia (riprendendo San Francesco che, privandosi degli abiti, rifiutò le ricchezze paterne). Una compresenza forte e piena di significati che si legge nei testi delle canzoni, così tanto diverse tra loro: rap che ballano insieme a musiche liriche, ritornelli dance che duettano con ballate senza tempo. Una compresenza che è testimone di una società inclusiva che ha bisogno di preservare e di stupire, di proteggere e di polemizzare…

Il Festival per spegnere le sue prime 70 candeline ha scelto un abito classico ed elegante ma con un tocco di stravaganza. Uno smoking blu con paiettes dorate… forse perché, si spera, al calar della sera, nel cielo scuro possa sempre esserci la luce dell’arte a fare brillare la speranza…

Foto di Backstage Press