Non c’è stato posto solo per testi che cantavano dell’amore in tutte le sue angolazioni alla 70° del Festival della canzone italiana di Sanremo appena conclusa al Teatro Ariston nell’incantevole cittadina ligure. C’è stato anche spazio per canzoni che parlavano di sogni ancora da realizzare e di quelli spezzati, della voglia di vivere nonostante tutto, di amicizia, di malinconia e di rabbia.
Sicuramente Anastasio sapeva benissimo che il Teatro di Sanremo non era il palcoscenico ideale per una canzone che ci sbatte in faccia la rabbia di una generazione che troppe volte è costretta al silenzio, che troppo spesso è costretta a farsi scivolare addosso la vita. Anastasio con forza, grida la sua rabbia perché … non so levarmi sta melma di dosso. / Io vorrei farlo e non posso…/La mia rabbia/non volevo sprecarla così…/
Rosso di rabbia è una canzone intensa e incisiva che arriva dritta allo stomaco che parla della capacità di sconfiggere le proprie paure, i propri demoni che ognuno porta dentro di sé. La voce di Anastasio esplode sul palco dell’Ariston e la sua energia lascia tutti ammutoliti.
Era scontato che Anastasio con la canzone Rosso di rabbia non si qualificasse tra le prime posizioni. Anzi questo lui lo aveva già messo in conto ma l’importante è stato esserci perché sa bene che…le parole sono le mie armi…
E possiamo affermare che questo giovane rapper di indubbio talento ha nuovamente colpito nel segno.