Nel contesto della Visita alla comunità parrocchiale S. Maria del Carmine –SS. Annunziata Angri (2/7 febbraio), il Vescovo Giuseppe Giudice, accompagnato dal parroco Antonio Mancuso, giovedì 6 febbraio, ha voluto salutare le scuole della città. Ad accogliere il Vescovo i dirigenti scolastici, i docenti, il Personale ATA, rappresentanze di allievi. Un contatto personale, più diretto e prolungato che ha assunto un’importanza assai significativa. Un contatto come una preziosa opportunità di crescita nella comunione ecclesiale, come generosa disposizione interiore alla valorizzazione dei tanti carismi e ministeri presenti nella Chiesa dell’Agro, ad una rinnovata capacità di collaborazione pastorale tra il Vescovo, i presbiteri, i religiosi e le religiose e il complesso mondo della scuola.
La Scuola fatica ad educare, se lasciata sola; per questo c’è bisogno di una “alleanza” con le famiglie, le parrocchie e le realtà associative del territorio.
Un’occasione, dunque, per un dialogo tra Chiesa e comunità scolastica che ha spaziato dal mondo dei ricordi personali alle problematiche tipiche della nostra società: le incognite del futuro, l’inquinamento ambientale, i conflitti internazionali, l’impegno per la pace.
La Scuola deve essere luogo di crescita sociale e di collaborazione fra le famiglie, la comunità civica, la comunità religiosa, l’associazionismo religioso, i diversi spazi della cultura e del tempo libero. Proprio per questo il Piano dell’offerta formativa e il Progetto educativo devono essere individuati e fatti crescere con il contributo di tutti, senza mortificare nessuno e senza che qualcuno prevarichi nell’assolutizzare i propri interventi, ma piuttosto favorendo sempre e in ogni modo il principio di sussidiarietà e di accoglienza.
Se si comprende – ha ribadito Monsignor Giudice – che la Scuola è ricerca e studio della verità, valorizzazione della dignità e dell’identità propria delle persone, educazione alla responsabilità e alla solidarietà, sviluppo del valore della propria esistenza e apertura al senso religioso della vita, allora si viaggia sul piano della concretezza e di un prospero avvenire. Infatti nella Scuola si educa e ci si forma alla cittadinanza e alla mondialità, cioè alla relazione interpersonale di reciprocità e alla non violenza, bensì alla Pace.