Ciao Kobe, ciao!

KOBE'S DEATH / A UN MESE DALLA SCOMPARSA

E’ ormai trascorso un mese dal fatidico incidente aereo avvenuto nei pressi delle colline di Calabasas, a Los Angeles, che costò la vita a nove persone, tra cui la leggendaria guardia tiratrice dei Lakers, Kobe Bryant e sua figlia Gianna, che aveva deciso di seguire le orme del padre e a soli tredici anni era già ritenuta una promessa nell’ambito cestistico. Le cause dell’incidente risultano tutt’ora ignote e sebbene siano stati esclusi problemi di natura meccanica, dei testimoni hanno riferito che l’elicottero emetteva strani rumori e secondo alcuni c’era anche del fumo che fuoriusciva dal velivolo, si resta in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini ancora in corso. Unica cosa certa riguardo al tragico accaduto è la repentina manovra di risalita da parte del pilota per poter fuoriuscire da una zona in cui vi era con scarsa visibilità a causa delle condizioni atmosferiche, seguita dalla rapida discesa che sarebbe costata la vita ai passeggeri dell’elicottero. Il mondo sportivo e non solo, appena giunta la notizia della dipartita del campione, ha prontamente manifestato la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime, specialmente a Vanessa Bryant, moglie di Kobe e madre di Gianna. Innumerevoli sono state le condoglianze espresse da vari personaggi di spicco su Twitter, a testimoniare quanto Kobe fosse amato e stimato da molti anche fuori dal campo da gioco, lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo predecessore Barack Obama hanno esternato il loro rammarico per la tragedia che si è consumata. La morte del campione ha avuto un forte impatto anche nel nostro paese, dove Kobe aveva trascorso gli anni della sua infanzia, seguendo il padre mentre giocava in vari club italiani, prima di approdare in America e diventare il “Black Mamba”, per la letalità che mostrava nel momento in cui stringeva la palla a spicchi tra le mani. L’Italia stessa, tanto amata da Kobe, gli ha reso omaggio tramite i Tweet di Franceso Totti, Andrea Pirlo, Mario Balotelli, Federica Pellegrini e molti altri, la stessa società calcistica A.C. Milan ha voluto mostrare il proprio dolore per un suo storico tifoso. La vita dell’atleta è una dimostrazione del fatto che la fama e la notorietà non sono sempre sinonimo di una vita privata tranquilla, per anni i suoi rapporti con la moglie Vanessa sono stati burrascosi e più volte i due sono stati vicini al divorzio a causa dei ripetuti tradimenti da parte di Kobe. Un contesto familiare dunque molto teso che fu messo a dura prova anche con l’accusa di stupro da parte di una receptionist di un albergo in Colorado, caso poi archiviato a causa della mancanza di prove e per via dell’incongruenza nelle parole della donna stessa. Kobe, in merito alla faccenda, alla fine confermò che il rapporto sessuale c’era stato ma che fu consenziente. Questa fatto increscioso è stato riportato alla memoria da alcuni individui che, subito dopo la scomparsa di Kobe, al cospetto delle numerosissime parole di ringraziamento spese in suo favore, si sono premurati di ricordare al grande pubblico la suddetta accusa di violenza sessuale, dimenticando che celebrare un aspetto di una persona non equivale a porla come modello da seguire nella sua interezza, come in questo caso in cui risulta piuttosto insensato far riferimento a fatti non accertati riguardanti la sfera privata mentre si sta celebrando il segno indelebile lasciato da un atleta con la sua carriera. Uno sportivo che oltre a vincere cinque campionati NBA, due ori olimpici ed essersi guadagnato la posizione di quarto miglior marcatore nella storia della lega, fu attivo anche in ambito cinematografico, la cui esperienza fu coronata dall’Oscar vinto nel 2018 per il cortometraggio animato “Dear Basketball”, di cui era scrittore e sceneggiatore. In questo corto, basato sulle lettere scritte da lui in occasione del ritiro avvenuto nel 2016, Kobe si rivolge proprio a questo sport, quasi come fosse un amico di vecchia data, al quale ha dato tutto fin da piccolo, ma da cui deve allontanarsi perché il suo corpo oramai non riusciva a soddisfare gli altissimi standard che l’atleta si imponeva. Un duro colpo dunque la dipartita di questo leggendario atleta, onorato anche dall’amico e rivale LeBron James tramite un discorso commemorativo tenuto il 31 Gennaio allo allo Staples Center di Los Angeles, prima dell’inizio della prima partita tenutasi dalla morte di Kobe. L’attuale ala piccola dei Lakers ha riassunto in poche parole prima dell’inizio del match ciò che tutto il mondo sportivo pensa all’unanimità: ” Non verrai mai dimenticato. Vivrai per sempre fratello”.

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Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.