Uno dei gioielli dimenticati di Castellammare di Stabia è senz’altro LA REGGIA DI QUISISANA. Non si hanno notizie certe sia sull’origine della preziosa dimora sia per quanto riguarda il nome ma l’ipotesi verso cui maggiormente si protende vorrebbe che il nome gli sia stato attribuito da Carlo II d’Angiò, che la chiamò “Qui si sana” dopo una guarigione ottenuta grazie al clima collinare, beneficio riconosciuto anche dalla regina Giovanna II.
Perfino Giovanni Boccaccio rapito dal fascino della Reggia di Quisisana e dal clima salubre, scelse di ambientare alcune delle sue novelle del Decamerone nella zona collinare di Castellammare di Stabia.
Ma fu solo con gli interventi apportati da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il Palazzo Reale conobbe il suo maggior periodo di splendore assumendo l’aspetto che ancora oggi è possibile ammirare. Immerso nella ricca vegetazione di ippocastani e di platani del Monte Faito, venne ristrutturato e arricchito di grandi viali, di ampie terrazze, di statue e di fontane chiamate “Le Fontane del Re”.
Nel 1878 la Reggia di Quisisana fu ceduta al Comune di Castellammare di Stabia, che a sua volta, la diede in gestione a privati. Dopo un periodo di dismissione il Palazzo Reale di Quisisana aprì alla fine del 1895 una prima volta con il nome di Grand Hotel Quisisana e una seconda volta nel 1923 con il nome di Royal Hotel Quisisana e nel 1931 venne inserito nella Guida d’Italia del Touring Club come hotel di primo ordine con ben 200 camere e circa 140 posti letto.
La struttura nel 1909-1910 ospitò il collegio della Annunziatella di Napoli e tra le due guerre mondiali venne utilizzato anche come ospedale militare. Dal 1930 fu affittato a privati e divenne prima l’Hotel Margherita e poi ancora l’Albergo Reale di Quisisana.
Per molti decenni la Reggia di Quisisana è stata tristemente abbandonata e depredata da statue, cristalli, lampadari, marmi, mobili e gingilli di ogni genere ma all’inizio del 2000 si è provveduto a un grande intervento di restauro terminato nel 2009 che l’ha restituita all’antica bellezza.
Il 15 ottobre 2019 fu una giornata storica per Castellammare: venne siglato un accordo secondo cui il Palazzo Reale di Quisisana avrebbe ospitato il Museo Archeologico di Castellammare di Stabia. Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, e Gaetano Cimmino, Sindaco di Castellammare di Stabia, firmarono la convenzione che diede vita all’istituzione del Museo Archeologico. Finalmente, dopo quasi un secolo di abbandono, si sono riaccese le luci nella prestigiosa dimora storica che ospiterà gli splendidi affreschi romani e i numerosi reperti provenienti dagli scavi delle ville romane di Stabiae.
“’Nce steva ‘na vota ‘na Riggina/ ca teneva ‘e capille a ffilagrana/ e pe’ nennella ‘e ll’uocchie ‘na turchina” scriveva il poeta Rocco Galdieri e noi speriamo che la Reggia di Quisisana ritorni a risplendere proprio come quel gioiello che fu.
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