A Pagani prove di dialogo interreligioso. Alfonso de Liguori e Abdallah

In tanti, immigrati dal nord Africa e dall’est Europa, vengono qui a Pagani, come in altre città italiane, nella speranza di un lavoro e una forma di vita più dignitosa.
Col movimento continuo non ci è dato di sapere quanti realmente siano. Siamo certi però che dentro si portano storie di sacrifici, rinunce, disagi morali ed economici. Non sono dei rassegnati; hanno tanta voglia di vivere. Senza sottrarre lavoro ad alcuno, si accontentano del precariato, quello che altri forse rifiutano: assistenza agli anziani, lavori agricoli duri, manovalanza, piccolo commercio ambulante. Qui portano non solo braccia e buona volontà ma anche tradizioni culturali, religiose e varie espressioni di culto, venendo, la maggior parte, da paesi di religioni monoteiste. Certo, noi siamo di maggioranza cattolica, ma li accogliamo come fratelli, senza manie di proselitismo. La Chiesa, fin dalle sue origini (Vangeli e Atti degli Apostoli) ci ha educato all’accoglienza, alla tolleranza, al dialogo, senza compromettere la nostra fede e la certezza che la “Chiesa è l’unico sacramento di salvezza”.
Insieme al dialogo su tematiche comuni all’umanità (pace, tolleranza, responsabilità, rispetto della natura…), siamo chiamati, attraverso uno stile di vita cristiana coerente, a incarnare le grandi verità rivelate e, delicatamente, con l’esempio più che con la parola, far conoscere la nostra fede. Tutti i Documenti della Chiesa spingono a questo tipo di dialogo “silenzioso”. Anche in questo abbiamo l’esempio concreto del nostro Patrono s. Alfonso.
Forse non tutti sanno che circa 300 anni fa Alfonso ha avuto accanto, nei suoi anni giovanili, una persona di fiducia che lo seguiva, serviva, amava. Questa persona si chiamava Abdallah, un giovane musulmano.
Nato nell’isola di Rodi nel 1697, viene catturato nel corso di una caccia ai pirati e aggregato al gruppo di schiavi, al servizio della famiglia de Liguori. Don Giuseppe Felice, notato nel giovane animo buono, disposizione al lavoro e fedeltà, lo mette come angelo custode accanto al figlio Alfonso. Abdallah, orgoglioso nella sua elegante livrea, lo segue dovunque: tribunali, chiese, ospedali. È come Ulisse e la sua ombra.
Un giorno questi, tra lo stupore di tutti, chiede il battesimo. Nessun altro, infatti, degli schiavi di casa de Liguori – secondo la testimonianza di don Ercole e don Gaetano, fratelli di Alfonso – ha avanzato una simile richiesta, né Alfonso ha mosso dei passi in tal senso.
Pressato da domande, il giovane musulmano confessa candidamente: Sono stato semplicemente spinto dall’esempio del mio padrone. Non può essere falsa la religione che il mio padrone vive con onestà, devozione e tanta umanità verso di me.
Alfonso presenta il caso a suo zio, il Pio Operaio padre Marcello Mastrilli che, prima lo riscatta dalle galere reali, e poi lo affida ai Girolamini per un periodo di catecumenato.
Qui, però, Abdallah improvvisamente si ammala. Niente di grave, ma chiede con insistenza il battesimo.
Gli viene accordato il 20 giugno 1715 con il nome di Giuseppe Maria Mastrilli. Strano: solo dopo mezz’ora – riferiscono le cronache – Abdallah se ne muore, portando con sé il ricordo di un amico, il giovane avvocato Alfonso.
Accadimenti di ieri e di oggi. Storicamente di enorme distanza, culturalmente vicinissimi. La dignità dell’uomo e il dialogo sono valori che non cambiano facilmente col volgere dei giorni e delle generazioni.

 

Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano. È giornalista pubblicista e Direttore artistico di AVELLINO LETTERARIA.