LE VILLE D’OTIUM DELL’ANTICA STABIAE

Villa Arianna e Villa San Marco, poste sulla collina di Varano di Castellammare di Stabia, fanno parte del sito archeologico dell’antica Stabiae e ci offrono un sorprendente spaccato della vita dei patrizi romani tra l’89 a.C. e l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Questa élite romana, attratta dalla bellezza del mare, che a quei tempi lambiva il complesso residenziale, dalla natura lussureggiante del posto e dalle virtù terapeutiche delle acque minerali stabiane, amava soggiornare per lunghi periodi in queste splendide dimore, da cui è possibile ammirare tutto il golfo di Napoli.

Dopo l’eruzione del Vesuvio, le ville residenziali vennero dimenticate, per poi ritornare alla luce una prima volta nel Settecento per volontà del re Carlo III di Borbone. I lavori di scavo, però, condotti attraverso esplorazioni sotterranee, furono un vero e proprio saccheggio e le privarono di una gran quantità di opere, utilizzate per abbellire la reggia borbonica di Portici. Furono interrotti nel 1782 per le scoperte archeologiche di Pompei e per mancanza di fondi. Solo nel 1950 grazie alla passione e all’intervento del preside Libero D’Orsi, furono ripresi gli scavi, che portarono alla luce Villa Arianna e Villa San Marco e i numerosi tesori sommersi dalla lava.
Queste Ville dell’Ozio (Otium Laudens) con i loro affreschi e mosaici di pregevole fattura, le ampie piscine, gli estesi ambienti termali, ci raccontano quale fosse l’atmosfera gaudente in cui viveva l’aristocrazia romana proprietaria di queste splendide residenze.
Villa San Marco, così chiamata in onore di un’antica chiesetta dedicata al santo patrono di Venezia, grazie alla sua superficie di 11.000 mq., di cui 6000 sono agibili, è una delle più grandi ville romane residenziali a tutt’oggi rinvenuta. Attraverso uno stupendo portico, composto da due colonne bicolore, si accede ad un bellissimo atrio. Al centro c’è l’impluvium per la raccolta dell’acqua piovana e a lato l’altare per l’adorazione dei Lari, divinità domestiche. Da un cunicolo si accede alla cucina, composta da un focolare a quattro archi e una piccola vasca. L’ambiente termale è costituito dal calidarium, dal tepidarium e dal frigidarium.
L’ampio giardino è circondato da un affascinante peristylium, con al centro una piscina di circa 30 metri, le cui decorazioni sono dipinte su sfondo rosso scuro e raffigurano ville marittime e paesaggi fluviali. La fontana, che alimentava la piscina, era decorata con raffinati mosaici, che si possono ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Villa Arianna, occupa anch’essa un’estensione di circa 11.000mq. ed è così denominata per la grande pittura mitologica raffigurante Arianna che dorme tra le braccia di Hypnos, il Sonno, e scoperta da Dioniso, dopo essere stata abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso, rinvenuta sulla parete di fondo del triclinio (ovvero la sala da pranzo, dove nelle abitazioni signorili dell’antica Roma si disponevano i commensali).
La struttura architettonica è articolata in vari nuclei tra cui è possibile individuare gli ambienti termali con la classica sequenza e una serie di stanze panoramiche con ampie finestre che si affacciano da un lato sul mare e dal lato opposto sul Monte Faito, con pregevoli mosaici e decorazioni alle pareti.
A Villa Arianna sono stati rinvenuti gli affreschi più belli dell’arte classica, tra cui Leda e il Cigno, Medea, Diana, la Venditrice di Amorini e la famosissima Flora o Primavera, che rappresenta l’identità della città di Castellammare di Stabia nel mondo.

 

Foto tratta dal web

Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".