Federico Mecozzi: il ritmo “viaggiante” della Musica

Speciale Sanremo 2021 / Intervista al Direttore d'orchestra che accompagnerà i Dellai

Polistrumentista, Compositore e Direttore d’Orchestra. Giovane e talentuoso, è ormai uno dei punti di riferimento della Musica italiana di qualità non solo a livello nazionale. Federico Mecozzi, da oltre 10 anni, collabora con il celebre compositore e pianista Ludovico Einaudi. Ha conquistato il pubblico di Sanremo nel 2019 quando ha diretto Enrico Nigiotti. Recentemente, sulle pagine di MediaVox Magazine, abbiamo raccomtato di come, a dicembre 2020, abbia incantato il mondo dal tetto di un grattacielo di Rimini: per celebrare il 250° anniversario della nascita di Beethoven, ha eseguito una versione inedita e splendida dell’Inno Alla Gioia. Oggi racconta ai nostri Lettori perchè la sua Musica puó essere definita “viaggiante”, “pulsante” e “mistica”…

Solista, violinista, direttore d’orchestra, compositore, e polistrumentista: in quale di queste vesti ti senti più a tuo agio? Mi è più facile definirmi musicista, proprio per la totalità e varietà di orizzonti che offre questo mestiere, che è ovviamente anche molto più di un mestiere. Però, se devo scegliere, mi sento sicuramente violinista e compositore: il primo perché il violino è uno strumento che cattura e possiede chi lo suona e non accetta di essere trascurato; il secondo perché non potrei fare a meno dell’atto creativo.

Hai iniziato a studiare la chitarra a 6 anni: come è stata la tua vita in musica? La musica è sempre stata la mia aspirazione sin da piccolo, anche se non c’è stato un istante preciso in cui ho capito che sarebbe diventata la mia vita; è stato piuttosto un coinvolgimento graduale, inziato molto presto e divenuto sempre più totalizzante, grazie ad una passione enorme, allo studio e alle esperienze lavorative che si sono concretizzate in maniera sempre più grande. Oggi la musica è senza dubbio la mia ragione di vita, una missione costante che non ti abbandona mai anche a costo di trasformarsi, qualche volta, in ossessione. Qualcosa di meraviglioso che per grande fortuna mi anche offerto incontri, viaggi ed esperienze sempre stimolanti.

Nel 2019, hai diretto l’orchestra di Sanremo durante l’esibizione di Enrico Nigiotti: il Festival di Sanremo all’epoca aveva 69 anni e tu 27; eri il più giovane direttore d’orchestra del 2019 e uno dei più giovani di tutti i tempi. Che cosa hai provato sul Palco dell’Ariston? Il Festival di Sanremo è stato un’esperienza difficile da dimenticare perché mi ha offerto un diverso punto di vista, una immersione in un mondo televisivo che mi apparteneva molto meno rispetto ai palcoscenici a cui sono abituato. Ho trovato molto emozionante salire sul palco dell’Ariston che appartiene ormai all’immaginario collettivo del nostro paese, e che anche per me rappresentava fino a poco prima qualcosa di distante, quasi “finto”. Molto gratificante lavorare con un’orchestra così estremamente professionale e preparata e, ovviamente, collaborare con Nigiotti. Sono in realtà talmente brevi quei pochi minuti in cui si sta effettivamente sul palco, che è difficile realizzare completamente, lasciando così un alone permanente di vaghezza e di “leggenda” intorno all’esperienza sanremese.

Che cosa ti aspetti da Sanremo 2021? Sono felice di ritornare a vivere questa full immersion, dirigendo l’orchestra per i Dellai (in gara nella categoria giovani), forse proprio per aggiungere qualcosa in più all’esperienza già avuta, in termini di consapevolazza, spendendo appunto qualche minuto in più sul palco dell’Ariston. Tutto ciò assume per me ancora più valore in un momento come questo, in cui il palcoscenico sembra ormai un luogo del passato. Mi auguro in realtà che Sanremo, anziché luogo di polemiche, possa essere un apri-pista per la ripartenza del mondo dello spettacolo: c’è bisogno anche di ristoro emotivo, di musica dal vivo, teatro, cinema, tutte situazioni che credo possano tornare a vivere in sicurezza.


Siamo ancora in piena pandemia ed inevitabilmente le vite di tutti noi sono state stravolte. Come è cambiata la Musica al tempo del COVID-19? Anche la Musica ha subito un grande stravolgimento e non solo in termini di grave crisi economica e sociale del settore, come nel caso di tanti altri settori. Al pari di tutto, anche la musica si è digitalizzata ulteriormente e ad oggi l’unico modo di offrire qualcosa agli ascoltatori è lo streaming, la condivisione di contenuti audio e video online. Io stesso ho realizzato poco tempo fa una prima serie di appuntamenti su YouTube dal titolo “Explorations”, un modo di sopperire alla mancanza di concerti dal vivo e mantenere un contatto con le persone che seguono la mia musica. Trovo tuttavia inutile dire che nessuna soluzione potrà mai eguagliare il calore e l’energia condivisa che si possono vivere solo ad un concerto, dove tutti, artisti e pubblico, vibrano all’unisono. Il mio auspicio è che, quando la situazione tornerà finalmente ad una totale normalità, ogni tipo di contatto e condivisione torni ad essere più umano e più concreto, musica compresa.

Quali sono le prospettive future del mondo dell’Arte in generale? Premesso quanto ho appena espresso, ciò non esclude i vantaggi che la tecnologia sta continuando ad offire al mondo delle Arti, sia a livello di realizzazione (mezzi, strumenti, interconnessione, possibilità di collaborare a distanza) che di fruizione. Di sicuramente positivo vedo una sempre maggiore integrazione di novità, ma soprattutto il poter raggiungere, grazie alla rete, un numero sempre più grande di persone: l’Arte sempre più fruibile da tutti, sempre meno élitaria. Questo è certamente un futuro che mi piace vedere.

A che cosa stai lavorando in questo periodo?Principalmente sto sfruttando questo lungo periodo per la composizione e la realizzazione di nuove musiche; per fortuna questa pausa si è rivelata, almeno, molto prolifica da un punto di vista creativo. Il 29 gennaio è in uscita un nuovo brano dal titolo “Breeze”.

Come definiresti la tua Musica in tre aggettivi? E’ sempre molto difficile dare una definizione alla musica, specialmente alla propria e ancora di più se strumentale. Trovo comunque che il mondo sonoro che ricerco sia variegato nei riferimenti geografici e temporali, perché amo fare miei e rimescolare elementi di diverse tradizioni musicali, quindi mi piacerebbe definirlo “viaggiante”. “Pulsante” perché credo molto nel concetto di suono e di ritmo come propagazioni di energia fisica, e per questo ricerco spesso un connubio forte tra melodia e ritmo. Infine, perché no, nella mia visione di musica c’è sempre una ricerca che definirei, anche se in forme moderne e diverse, “mistica”.

Biografia
Federico Mecozzi nasce a Rimini nel 1992. La predisposizione e l’approccio con la musica sono precoci: all’età di sei anni inizia a suonare la chitarra, di cui si serve fin da subito per scrivere canzoni. Partecipa giovanissimo ad alcuni prestigiosi concorsi cantautoriali, ottenendo notevoli risultati. A 12 anni intraprende il percorso accademico presso l’Istituto Musicale “G. Lettimi” di Rimini, dove studia violino sotto la guida del M° Domenico Colaci e, pochi anni dopo, intraprende gli studi di direzione d’orchestra guidato dal M° Gianluca Gardini; partecipa in seguito a corsi di perfezionamento nell’ambito della direzione sotto la guida del M° Piero Bellugi. Oltre all’intensa attività concertistica, si dedica da anni alla composizione e all’arrangiamento nell’ambito della musica leggera (pop), classica contemporanea e minimalista. Interpreta, inoltre, musica celtica e folklorica (della tradizione bretone, irlandese e scozzese). Polistrumentista, a partire dal 2009 collabora stabilmente con il celebre compositore e pianista Ludovico Einaudi, che affianca tuttora dal vivo in lunghe tournée nei più prestigiosi teatri e arene del mondo oltre che nella realizzazione dei dischi come musicista e assistente musicale. In studio di registrazione ha lavorato anche con e per Pacifico, Angelo Branduardi, Blonde Redhead, Remo Anzovino, Filippo Graziani, Andrea Mingardi. Negli ultimi due anni, ha parallelamente lavorato a “Awakening”, il suo primo album da solista (come violinista, compositore, polistrumentista), disponibile dal 25 gennaio 2019. Inoltre, è stato il più giovane direttore d’orchestra del Festival di Sanremo 2019 e uno dei più giovani di tutti i tempi. Ha diretto sul palco dell’Ariston l’orchestra di Sanremo nell’esecuzione del brano “Nonno Hollywood”, del cantautore Enrico Nigiotti, in gara fra i big dopo il successo a X Factor.

Leggi anche https://mediavoxmagazine.it/?p=11882

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Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è Giornalista Professionista (iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti, Ordine della Campania, dal 2009). E' anche Avvocato. E’ Direttore Responsabile della Rivista-Web “MediaVox Magazine”, da novembre 2015 I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali; ad esempio, è nello Staff organizzativo del Festival internazionale di Cinema “Italian Movie Award” dalla I Edizione. E’ stata accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest e l'Ischia Film Festival (entrando nello Staff Stampa di quest'ultimo nel 2016).