INTERVISTA ALL’ATTRICE DORA ROMANO CHE HA INTERPRETATO LA SIGNORA GENTILE NEL FILM “E’ STATA LA MANO DI DIO” DI PAOLO SORRENTINO
MediaVox Magazine ha incontrato Dora Romano, per la prima volta, a gennaio 2020. Un’attrice di grande talento, una donna di grande spessore.
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Dopo gli innumerevoli successi a cui ha preso parte, è nel cast di “È stata la mano di Dio“, il film di Paolo Sorrentino che ha già conquistato pubblico e critica a livello internazionale, meritando anche la candidatura agli Oscar come Miglior film straniero
L’INTERVISTA
Come ci si sente a far parte di una produzione candidata agli Oscar? E’ senza dubbio una bella sensazione essere entrati nella rosa di un premio così importante. Mi sento privilegiata e felice per aver contribuito in piccola parte al successo di un film così intenso.
Ci racconti le sue emozioni quando è stata scelta per far parte del cast? Ho sostenuto il provino in presenza con Paolo Sorrentino, dopo aver studiato due ruoli che la mia agenzia LINKART mi aveva inviato. Il ruolo della signora Gentile mi era piaciuto subito per la particolarità della sua personalità così forte. Appena finito anche Paolo aveva avuto la stessa sensazione e mi ha subito chiesto se avessi altri impegni che potessero impedire la mia partecipazione al film. Così ho capito che mi aveva scelta, con mia estrema gioia.
Il suo personaggio sta riscuotendo un grande consenso, soprattutto tra i giovani. Qual è il punto di forza della signora Gentile, donna verace e pittoresca? Questa cosa che i giovani stiano apprezzando questo personaggio fino al punto di farlo diventare un meme virale, mi ha colpito molto perché non mi aspettavo un tale riscontro. La signora Gentile è un personaggio particolare, ma non lo definirei pittoresco: credo che dietro il suo essere definita la donna più cattiva di Napoli, si nasconde una donna che ha attraversato il dolore, la frustrazione e la solitudine. Cose che l’hanno portata a decidere di infischiarsene dell’opinione degli altri e del perbenismo ipocrita e ad affrontare i rapporti senza peli sulla lingua e senza alcuna paura del giudizio.
Per girare una delle scene cult del film quella che ha luogo durante un pranzo familiare, lei ha dovuto indossare una pelliccia in piena estate e mangiare due mozzarelle da mezzo chilo. Quali sono gli stratagemmi che ha utilizzato per calarsi in un ruolo così originale? Confesso che soffro molto il freddo mentre il caldo lo sopporto benissimo. Inoltre il luogo dove abbiamo girato quelle scene era a 600 metri di altitudine e soffiava sempre un leggero venticello che stemperava il caldo, quindi sono stata a mio agio, nonostante i colleghi si preoccupassero per la pesantezza della vera pelliccia di visone che indossavo. Per ciò che riguarda le mozzarelle, sapevo già dai giorni precedenti che avrei dovuto mangiarne un bel po’ e quindi la sera prima non ho cenato e al mattino non ho fatto colazione per poter arrivare sul set con la giusta fame per divorare le mozzarelle.
Quali sono state le difficoltà di lavorare in questa situazione sanitaria? Il protocollo anti-covid è molto rigido su tutti i set. L’intera troupe viene sottoposta a tre tamponi a settimana, rapidi e molecolari e io mi sono sentita molto ben tutelata in questa situazione e non ho mai avuto paura di contrarre il virus o, tantomeno, ho mai avuto nessun problema di contagio durante questi due anni di pandemia. Certo che comunque la preoccupazione era tangibile.
L’insegnamento professionale più grande che si porta dietro del regista Paolo Sorrentino? Quando mi hanno comunicato che Paolo voleva vedermi ho pensato che avrei incontrato un uomo geniale e che quindi potevo aspettarmi una persona burbera, magari un po’ aggressiva e poco incline al dialogo, ma al contrario ho trovato una persona gentile, semplice, educata e molto generosa, un regista che ama gli attori e non è loro nemico: questo per me è stato un fattore importantissimo per poter lavorare al meglio nel reciproco rispetto e sostegno, ed è quello che è successo.
Qualche simpatico “dietro le quinte” del set? Beh, come accennavo prima, il fatto che io dovevo recitare sempre con la pelliccia addosso mentre tutti gli altri attori del set erano in maglietta, pantaloncini e costumi da bagno, aveva destato una certa compassione per me: erano convinti che stessi scoppiando di caldo. Ma quando negli ultimi due giorni di riprese il tempo si è annuvolato e soffiava un vento gelido, mentre tutti correvano a coprirsi con coperte e giubbotti io me la ridevo di gusto.
E’ stata la mano di Dio” ha il potere di far rivivere la magia di Napoli negli anni 80’ . Qual è stato il momento più significativo del film? A me ha colpito molto una delle scene finali del film, cioè il dialogo fra Fabietto e il regista Capuano: confesso che mi sono identificata con Fabietto nella sua ricerca di raccontare qualcosa di poetico, che sovrastasse la banalità del quotidiano: questo è ciò che l’arte è chiamata a fare. Da giovane avevo lo stesso desiderio fortissimo e non sapevo come fare ad esprimerlo. Le parole di Capuano mi hanno colpito per quello. Anch’io ho fatto la scelta di allontanarmi dalle mie origini per trovare il senso della mia vita.
Lei nasce come attrice di teatro. Che cosa preferisce tra le tavole del palcoscenico e il cinema?La mia formazione è teatrale ed ha continuato ad esserlo fino a tre anni fa. Ho imparato tutto in teatro e sarò sempre riconoscente per quello. Ora si sta aprendo un altro capitolo, per me abbastanza nuovo, molto divertente, ma fondamentalmente. Il mio approccio ai personaggi resta lo stesso, in teatro e nel cinema. Certamente ci sono delle differenze, ma in quanto attrice entrambi offono le stesse possibilità espressive.
Che cosa bolle in pentola? A breve dovrebbe uscire un cortometraggio di Matteo Damiani di cui sono protagonista, L’ULTIMA FESTA. In aprile uscirà su Amazon Prime una serie in 10 puntate ,BANG BANG BABY, prodotta da Amazon e Wildside, dove ricopro un ruolo di coprotagonista, ma non posso dire altro. A maggio inizierò le riprese di un film americano diretto dalla regista di TWILIGHT , Catherine Harthwicke.

Dora Romano in una scena di "È stata la mano di Dio".Fotografie tratte dal web.