Mai come in questo periodo abbiamo bisogno di sentirci NOI. La pandemia, la guerra. È la Famiglia il primo porto sicuro in cui si corre o si sogna di correre per trovare riparo.
Ognuno, a suo modo, ha una famiglia, perfetta o imperfetta che sia. E ogni famiglia ha una storia.
Rai1, dal 6 marzo, porta nelle nostre case le vicende della Famiglia Peirò. NOI non è una fiction qualunque. È il remake italiano del successo mondiale “This is us“. Una produzione Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, regia di Luca Ribuoli. Da una serie originale prodotta da 20th Television e creata da Dan Folgelman. Adattamento italiano di Sandro Pietraglia, Flaminia Gressi e Michela Straniero.
Pietro e Rebecca sono la giovane coppia che, negli ‘80, affronta la sfida di crescere tre figli: Claudio, Caterina e Daniele. Tre figli che cercano la propria strada verso la felicità. Ma i loro destini non sono scontati.
Voi condividere il compleanno con qualcuno di importante?
La particolarità della trama sta nei continui salti temporali che ci fanno conoscere i personaggi in vari momenti della loro vita. Cambiamenti fisici ed emotivi che trasferiscono allo spettatore un’altissima carica emotiva. Un family drama che sa far commuovere, ma anche sorridere. Poi, sperare. Ed, infine, comprendere. Conoscere la Famiglia Peirò ci porterà a ripercorrere le tappe salienti anche della storia della nostra Italia, dal 1984.
Nel gioco costante tra presente e passato, ci ritroveremo in un futuro che è già adesso. L’Amore potrá superare il tempo, le distanze e perfino la morte?
Abbiamo partecipato alla conferenza stampa di presentazione. Gli occhi velati di emozione. I sorrisi fieri. Il forte legame di amicizia. Sinceri. Professionali. Molto fieri del lavoro concluso. Il cast artistico e il cast tecnico sono davvero eccezionali: si vede subito quando la squadra funziona.
Lino Guanciale interpreta Pietro. Lino ha una capacità non comune: quando inizia a parlare, il set te lo racconta; il progetto te lo fa vivere. Lui condivide con chi lo ascolta sensazioni, dettagli, riflessioni… E tu ti senti come se le cose che dice ti sono familiari, vicine. Approfondisce spunti culturali, lancia input per continuare a riflettere. In NOI non sembra quasi Lino. Look totalmente diverso, personaggio unico nel suo genere. Ma Lino ci ha abituato a non abituarci a ruoli uguali e precostituiti. Gli abbiamo chiesto: Quanto è stato difficile, anche solo in termini emotivi, interpretare un personaggio che, in un’unica fiction, affronta tanti salti temporali e, quindi, tanti cambiamenti fisici, psicologici e di vita? A tal proposito, c’è una battuta, che hai pronunciato in ‘Noi’, che possa sintetizzare il personaggio di Pietro?. Ha sorriso, una delle sue brevi pause in cui il sospiro diventa parola. Alza lo sguardo. Non ci pensa, risponde d’istinto: È stata una sfida bellissima. Intensa e bellissima. Nell’interpretare Pietro nelle varie epoche ci siamo fatti aiutare anche dai bambini e dai ragazzi interpreti dei figli. La mattina cambiavano pannolini, il pomeriggio c’erano problemi a scuola… Una frase che rappresenta Pietro è che, in realtà, è servita molto anche a me è: “Io ho cercato in libreria il manuale per essere un bravo padre, ma non l’ho trovato”.
Aurora Ruffino, fine ed elegante. Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Kone. Bravi e convincenti nel presentare il proprio ruolo perché il progetto lo hanno amato da subito.
Un consiglio per i fans di “This is us”? Guardate le puntate italiane non pensando ad un remake. Un consiglio per chi “This is us” non lo ha mai visto? Guardate le puntate italiane senza la curiosità di andare a vedere subito quelle americane. L’idea iniziale è la stessa, la resa finale è molto diversa. Per fortuna, per entrambe le serie!
NOTE DI REGIA
Una famiglia eccezionale degli anni ‘80, non proprio come quella della Signora Giannini con i suoi sei figli, ma con tre gemelli. Un padre diverso per quei tempi, virile e premuroso, che si prende cura dei propri figli e mette in un cassetto i suoi sogni per costruirne uno più grande insieme a loro. Una madre forte, di una forza conquistata sul campo. Anche per lei, al primo posto ci sono i figli, con i loro bisogni, che talvolta vincono sui suoi desideri e le sue ambizioni. Tutto si rompe e tutto si aggiusta, per amore. L’amore è infatti il collante di tutto. I figli, così diversi come sono diversi tra loro tutti i figli, cresciuti in quell’amore, si troveranno ad affrontare un tremendo lutto che li condizionerà per tutta la vita, rendendoli fragili. Li vediamo a 5, 8, 17 e 34 anni. Vivono come noi, i tempi che viviamo noi. Noi è il titolo della serie tv per Rai 1 tratta dalla serie di successo americana This is us. Quando l’ho vista la prima volta ho pensato che fosse una serie meravigliosa perché tutte le emozioni mi arrivavano dirette, “qui e ora”. Non importava da dove venissero, da quali anni, o da
quali personaggi, mi accadeva di venire inondato e basta. Piangevo. Ho pensato subito a Shakespeare e a Freud, i padri dell’Universale. This is us era un diamante: noi siamo il nostro passato e diventiamo “altro” solo quando con il nostro passato ci facciamo i conti. È una storia di coraggio, del coraggio di guardare in faccia le proprie verità e di misurarle con gli altri. Per il mio adattamento ho pensato al teatro, alla consuetudine di rimettere in scena testi fonda-
mentali in modi sempre diversi. Non ho pensato di voler fare meglio rispetto al modello originale, ma volevo essere all’altezza di un lavoro così onesto, così diretto. Per questo ho cercato di sintonizzarmi con il modello e quando ho provato le scene con il cast italiano ho avuto la conferma che la lingua dei sentimenti del racconto americano era uguale alla nostra, bisognava solo avere il coraggio di calarsi fin laggiù, nel pozzo profondo delle emozioni. All’adattamento dei copioni ci hanno pensato Sandro Petraglia, Flaminia Gressi e Michela Straniero. Grazie al loro lavoro raccontiamo l’Italia attraverso la famiglia Peirò, dagli anni ‘80 ad oggi. Ma non è il solito racconto di ricostruzione storica, dove la narrazione è un pretesto per descrivere un mondo che si trasforma. In Noi sono i personaggi nella loro intimità che ci portano dritti in quegli anni. Un racconto interiore, con un cast eccezionale, per una prima serata che vuole colpire al cuore. Luca Ribuoli
Approfondimenti e foto News RAI - La foto di scena sono di Jessica Guidi
SCRIVERE NOI
Ho molto amato Jack Pearsons, di This is us. E amo Pietro Peirò di NOI, un protagonista complesso, forte e tenero, capace di empatia e condivisione, buono nel senso più alto del termine, e capace di mettere in discussione le proprie debolezze. Ho amato il silenzio sul suo passato, i sogni che è costretto a mettere da parte, la deriva nell’alcol, e la sua struggente storia d’amore con la ragazza che in una sera di rapine lo lascia a bocca aperta, perché lì, su un piccolo palco, sembra cantare ‘per lui’ una meravigliosa canzone del nostro passato. E ho amato i suoi tre figli, nquieti, curiosi, sempre in cerca di qualcosa, mai immobili, sempre pronti a mettersi in gioco. Poi c’è Rebecca, uno dei personaggi più veri’ creati dalla serialità americana. Rebecca è ‘vera’ per come parla, per come veste, per come da ragazza diventa donna, e da donna diventa una giovane madre, e infine una anziana, coi suoi ricordi dolci, i dolori, le ferite silenziose che non urlano più, ma che non guariscono mai. Rebecca è un grande personaggio, ed è grande l’amore che la lega a Pietro. Questo amore è la cosa più intensa di This is us e io spero che sia la cosa più bella di NOI. Tutto questo, mentre si racconta una famiglia, che è per me, come scrittore, un nodo ‘politico’ della narrazione del nostro paese. E’ lì la radice della forza e della fragilità delle esistenze, lì si formano e si alimentano le contraddizioni, specie nel momento in cui si esce dal nido e si va all’avventura nel mondo. Lavorare a NOI, con Flaminia Gressi e Michela Straniero, è stato una specie di sogno realizzato, quello di poter scrivere solo per ‘scene principali’, perché – in una struttura fluida che passa dagli anni ’80 all’inizio del nuovo millennio e al presente – non c’è stato bisogno di raccordi, introduzioni, ‘scene di servizio’. Così, l’obiettivo più importante, che abbiamo molto cercato, è stato dare naturalezza ai dialoghi, attraverso un andamento del nostro parlato, un giro di parole e di frasi totalmente ‘nostro’. Ed è stato affascinante farlo, misurandoci con il linguaggio e l’evoluzione di questi personaggi: imperfetti come tutti, incerti come tutti, appassionati come tutti, pieni di confusioni, slanci e paure, come tutti noi. Sandro Petraglia
Approfondimenti e foto News RAI - La foto di scena sono di Jessica Guidi
PHOTOGALLERY – SCENE DI “NOI”
Fotografie di scena di Jessica Guidi / Backstage di Daniele Santonicola
PHOTOGALLERY DI MEDIAVOX MAGAZINE – “NOI”: CONFERENZA STAMPA RAI DA REMOTO
Il cast artistico e il cast tecnico























