Piume di carta

Lorenzo Basile , di cui già abbiamo già avuto modo di apprezzare le sue qualità quale fine pittore da ben tre lustri, anche in campo poetico fa trasparire la sua alta sensibilità nel saper descrivere liricamente un mondo variegato, complesso e contraddittorio. Le sue poesie sono succinte e terse, tendono ad una condizione di puro lirismo.

Egli ci mostra con vigore il rapporto intercorrente tra arte e società e ci fa riandare a Giuseppe Ungaretti quando scrive: «La poesia riafferma sempre, è la sua missione, l’integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana. Se essa giungesse un giorno a vincere la sua battaglia, se arrivasse a salvare finalmente l’anima umana, se un giorno nell’unità delle fedi, il primato dello spirito venisse da tutti ammesso come regola fondamentale di ogni società, la poesia avrebbe vinto la sua battaglia, e le difficoltà morali che hanno sempre tanto tragicamente diviso l’umanità, sarebbero finalmente sciolte».

E invece viviamo sempre su questa nostra terra sempre un “atomo opaco del male” come ci stanno ad indicare gli attuali venti di guerra!

L’Amore è il fulcro che domina in questa raccolta e la sua forza è tale che quando La sera adombra / l’anima di pene / [Ma] il cuore che ama / non si consuma. La vis Amoris (la potenza dell’Amore) è tale che non conosce limiti. Piacevoli appaiono quei versi in cui emerge l’Eros che non può affatto mancare tra due innamorati I corpi fremono / al passar dei baci, / le lingue infuocate / divorano spazi. Ed è quanto mai efficace la lirica e l’immagine che ci presenta I corpi degli amanti / bruciano le lenzuola / che odorano di fragole.

Ma il Basile sa andare al di là di uno sguardo effimero e sa vedere con lucidità il male che affligge noi mortali e sottolinea come Il confine del male / è una linea sfumata / che scolora le piante/ del viale abbandonato.
E vede il tempus qui fugit, che scorre troppo in fretta, nell’immagine del fiore appassito e nel suo incessante potere distruttivo: Il tempo spegne / la misera traccia / e del profumo / resta la cenere. L’Inno alla donna è una lirica che esalta pienamente le virtù muliebri soprattutto da parte di chi è innamorato ex imo corde: Benedetta la terra / che carezza i piedi / e il profumo di geranio / dei capelli ambrati. / Benedette le mani / che sfiorano i volti / e il ventre odoroso / che germina vita. Sembra quasi per certi aspetti di riandare alla donna (madonna) com’era vista nei compositori provenzali o nella Scuola poetica siciliana e nello Stilnovo.

La caducità esistenziale tema perenne della poesia di ogni momento storico è rimembrata nei versi di Foglie morte quando parla delle foglie morte / [che] giocano sul foglio, / i gatti in amore / baciano i tetti. Questo tema delle foglie ci riporta un po’ a Mimnermo (VII-VI secolo a.C.) che così si esprime: “Come le foglie che il fiorito tempo di primavera / gérmina e che ai raggi del sole presto crescono /, noi, simili ad esse, breve tempo abbiamo cara / la giovinezza, ignari d’ogni bene e d’ogni male, / per legge dagli dei“; ma anche Vincenzo Monti che nell’Iliade esclama: “Quale delle foglie / Tale è la stirpe degli umani. Il vento / Brumal le sparge a terra e le ricrea; e infine Giacomo Leopardi che con molta freddezza e lucidità asserisce: “Noi siano veramente oggidì passeggeri e pellegrini sulla terra; veramente caduchi: esseri di un giorno; la mattina in fiore, la sera appassiti…”.

Ed allora pare che l’invito del poeta Basile sia quello già presente in Catullo con quel congiuntivo esortativo vivamus che suggerisce di vivere intensamente la vita per quei pochi momenti di felicità che ci regala, soprattutto quando l’AMORE si fa sentire anche per sua forza attrattiva: “Prenditi i fiori / dalla mia bocca. / Fammi sentire i / tuoi anelli di luce / E lascia che il cielo / copra il nostro letto”; o nei versi Cuori selvaggi in cui “un’eco, lontana, […] scivola sui corpi / degli amanti distratti / che bruciano la pelle / del letto disfatto”.
La concinnità di ogni lirica consente al lettore, quanto mai frettoloso di questi tempi, a gustare dovutamente l’essenza dei versi che trasmettono emozioni soprattutto quando parlano di amori feriti, perché “Gli amori feriti / ritornano nelle maree / al levar della luna”.

Ora se la poesia è dramma, dramma dell’esistenza di un uomo, il suo segreto è dunque la capacità di far rinascere la morte come vita nella parola: la sua speranza lo strappare al fondo ambiguo dell’oblio e della sua memoria una luce, la sola che non s’offusca mai una volta conquistata.
La maggior parte di queste poesie vanno lette e gustate nel loro stesso lievitato abbandono che assume i toni più diversi a seconda dello stato d’animo che le ha dettate. La principale dote di Basile è una sensibilità vibratile e desta che raggiunge bei risultati in stati d’animo e notazioni intimistiche di notevole intensità.
La Poesia, quella autentica, non è altro che una storia tessuta di ricordi, di immagini ed allegorie; essa ha un carattere talora autobiografico, che le perifrasi inventive, anche le iperboli, sollevano in una storia di incanto favoloso; e le parole servono a dipanare quell’incanto, che acquista le proporzioni del simbolo e del mistero! Ma la nascita e la morte non sono alla fine esse stesse un Mistero?

E chiudiamo queste note asserendo che la poesia esiste, e qui esiste e come, solo se crea vertigine. Perché l’unica sensazione deve essere un sentire estremo. La poesia è un dire che sfidando una profonda intimità diviene respiro collettivo.

Recensione di Alberto Mirabella, saggista,
alla silloge poetica di
Lorenzo Basile

Partecipa alla prima presentazione di

PIUME DI CARTA 👇

Leggi gli articoli di MediaVox Magazine dedicati alla prima raccolta di Lorenzo Basile, IL TEMPO SOSPESO 👇

Articolo di Franco Salerno, clicca QUI 👉 https://mediavoxmagazine.it/?p=15768

Articolo di Viridiana Myriam Salerno, clicca QUI 👉 https://mediavoxmagazine.it/?p=11019

MediaVox Magazine - La Cultura da condividere. Rivista culturale on line, regolarmente registrata presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Sito Web: www.mediavoxmagazine.it Pagina Fan-Facebook: https://www.facebook.com/mediavoxmagazine/