Sul set di “Mina Settembre 2”

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CHI LA FA L’ASPETTI 👉 #minasettembre2

Fa Settembre di cognome, le sue riprese sono iniziate in novembre e la prima puntata, quest’anno, è andata in onda in ottobre: non ci sarebbe stato modo migliore per introdurre l’energetico caos generato per Mina Settembre 2, la serie tv targata Rai con produzione esecutiva Italian International Film.
Fra un’impresa e un’altra della “condottiera” Serena Rossi e dell’intero cast, ci sono state tante albe, tante notti, contagi covid, cambi piani, trasferimenti su isole, interni troppo delicati, esterni troppo trafficati, location di lusso, bassi folcloristici, stop, riprese, cambi programma, traghetti a volo, voli cancellati, pioggia, grandine, sole splendido all’improvviso e tanto tanto altro.
Per chi si fosse perso la scorsa stagione, Gelsomina Settembre, chiamata da tutti Mina (Serena Rossi) è una psicologa che lavora come assistente sociale in un consultorio al centro di Napoli. Ha un marito (Giorgio Pasotti) che diventa “ex” a causa di un tradimento, ha due migliori amiche (Christiane Filangieri e Valentina D’Agostino), un collega (Giuseppe Zeno) che tenta la breccia nel suo cuore, una madre stravagante (Marina Confalone) da cui si trasferisce momentaneamente dopo la separazione. Ogni giorno, Mina, combatte con “gioie e dolori” personali e della città. Ad aiutarla nelle ardue risoluzioni, non solo la sua esperienza ma anche e soprattutto la sua sensibilità nonchè personaggi semplici e complici che le gravitano intorno, tra cui il portiere del consultorio (Nando Paone) e in questa nuova stagione la bizzarra zia (Marisa Laurito).
Cinque milioni di share la prima puntata e non posso non pubblicare la foto con cui la IIF ha ringraziato via social, l’intera squadra. Una foto che sintetizza in immagine il senso di questa rubrica: dare visibilità a tutti quei professionisti (tecnici, maestranze, autori, stagisti, assistenti etc) che si adoperano dietro la macchina da presa per rendere un progetto, realtà.
Se negli articoli precedenti vi ho parlato del regista, del Video assist, dell’assistente alla regia, dell’ispettore di produzione, del direttore di produzione, del location manager, della coordinatrice, dell’aiuto segretario di produzione, del dop… a questo giro vi presento due figure che, diciamolo, non sono proprio fra i primi a balzare nell’immaginario del “dietro le quinte”, ma che sono importanti tanto e forse talvolta, anche di più dell’intera troupe.

Parlo del catering e del covid manager…

Una delle più grandi certezze di un set è che “Meglio mangia la troupe, meglio esce il lavoro” (cit di un caro vecchio organizzatore) a confermarmelo è anche Silvia Traverso “capitano” come lei stessa si definisce, della squadra Lady Catering, servizio di ristorazione per lo spettacolo e in questo caso, per Mina Settembre 2.
Ogni volta che la incontro, penso a tutte quelle volte che sono avanti ai fornelli in balia di un’idea da cucinare per non mangiare le solite cose e al panico che mi assale quando l’idea devo averla per più giorni consecutivi!! A me, accade per periodi limitati fra un lavoro e un altro, ma lei , questa cosa, la fa per periodi che vanno da poche settimane a diversi mesi e soprattutto per una “famiglia” che va dalle sessanta persone minimo a cento e più.

Un lavoro del genere decidi di farlo o per eredità familiare o per grande passione. Come nasce la tua Lady Catering?
Appena laureata ho iniziato a lavorare come indossatrice per alcune case di moda milanesi, ho quindi, lasciato la mia città e iniziato a viaggiare per eventi e sfilate. Ogni volta che tornavo, mi rendevo conto che mi portavo a casa odori e sapori dei posti in cui ero stata. Di ognuno di loro mi restava impressa la tradizione culinaria e più provavo nuovi piatti, più ne cercavo altri. Finita quest’esperienza, sono entrata nell’ambito cinematografico come Location Manager. Questo ruolo mi ha fatto luce sulle esigenze delle troupe nonché del cast etc. Le ore di lavoro sono tante e i ritmi intensi per cui mi sono convinta che, davvero, mangiare bene a pausa può essere una coccola rigenerante. Poco dopo, spinta dal mio compagno, ho “fatto scuola” affiancando esperti e veterani del settore per poi lanciarmi in un’impresa tutta mia.
Il logo rappresenta una donna rivolta al futuro, il mio sprono a guardare sempre avanti.
Una donna a supporto di un’altra donna. Silvia vs Mina. Com’è stato lavorare a questa serie?

Per quanto possa sembrare un lavoro facilmente standardizzabile, ogni progetto mi lascia scoprire particolari sempre diversi. Lavorare su Mina Settembre 2 è stata un’esperienza che ho vissuto in modo più intimo. E’ stata girata quasi interamente nella mia città, talvolta in luoghi che ho scoperto grazie alle ubicazioni dei vari set. Adoperarmi per il mio territorio mi ha fatto sentire parte di una comunità o di una grande famiglia e dunque mi ha coinvolta maggiormente anche emotivamente. Come Mina, ho cercato di prendermi cura della mia gente.
Se a casa propria al momento del pranzo o della cena si combatte con i vizi dei familiari (mariti, mogli, figli) su un set devi provvedere alle esigenze di un ingente numero di persone: intolleranze, allergie, etiche, religioni… come l’affronti questo che da fuori, può apparire come un bel “dramma”?
Alle intolleranze rispondiamo con la tolleranza… e anche ai capricci. Penso che il cibo rappresenti i nostri stati d’animo: se siamo felici prediligiamo certe pietanze piuttosto che altre, allo stesso modo ne eliminiamo altre se siamo tristi o stressati, pertanto, a certe richieste, io e il mio staff non possiamo che rispondere con la sensibilità. Diverso è invece, se si tratta di allergie o di problemi come diabete o celiachia, l’attenzione in cucina è molto alta e la sola sensibilità non basta, occorre grande responsabilità e professionalità.
Sebbene a passi da formica, molte produzioni stanno cercando di essere più green, ovvero quanto più etiche e rispettose possibili nei confronti dell’ambiente. Le bottigline di plastica sono state eliminate a favore delle borracce, nei pressi delle location e dei campi base sono allestiti punti di raccolta per la differenziata e sono stati banditi dalla pausa anche bicchieri e piattini. Come rispondi a quest’esigenza?
La questione green ci sta a cuore da tempi non sospetti. Al di là della richiesta delle produzioni, che può variare a seconda delle loro possibilità, cerco sempre di proporre contenitori biodegradabili o di utilizzare servizi in carta e cartone piuttosto che in plastica. Quest’attenzione al momento richiede un costo maggiore, ma come dicevo del mio logo, guardo al futuro con grande fiducia e so per certo che a breve, adottando tutti un metodo più etico, riusciremo a beneficiarne anche economicamente.
Un’ultimissima osservazione invece, sulla questione Covid. Per quanto sembri che il periodo critico sia finito, la guardia deve essere ancora alta. Durante la prima ondata molte produzioni hanno dovuto bloccare le riprese riportando conseguenze disastrose per i lavoratori del settore, ora tutto piano piano si è rimesso in moto grazie all’adozione di misure di sicurezza volte ad impedire il contagio. Come viene gestito il catering in queste situazioni?
Innanzitutto abbiamo alzato l’asticella della prevenzione nel mio team sottoponendoci a continui test antigenici, poi è cambiato il modo di servire le pietanze. E’ stato eliminato lo sporzionamento al momento a favore di monoporzioni confezionate e preparate ad hoc.
Se il problema Covid per molti lavoratori è stato un momento difficile, per altri è stato l’inizio di una nuova professione: quella del Covid (appunto) Manager. Ylenia Rapacciuolo, infermiera di professione, si è ritrovata da un giorno all’altro a passare dalle corsie di ospedali alle location da set.
Chi non è del settore ignora totalmente la tua figura, e invece sei di fondamentale importanza per far si che le riprese proseguano senza interruzioni da contagio.

Si, questo è un lavoro che è stato messo in piedi in tempi strettissimi. Il mio ruolo è quello di coordinare il personale sanitario preposto per l’esecuzione dei tamponi per troupe, cast e per tutti coloro che per un motivo o un altro devono accedere al set. Per farlo devo avere sotto controllo il piano di lavorazione, grazie al quale mi anticipo sulle presenze della settimana e l’ordine del giorno che mi conferma le persone da convocare al test. Contemporaneamente mi occupo degli ordini dei dispositivi di sicurezza, come mascherine, guanti, disinfettanti, mi interfaccio con i laboratori di analisi per gli esiti dei molecolari e controllo che tutto lo staff osservi la normativa.
Gioie e dolori del tuo lavoro…
E’ faticoso e divertente al contempo.
Faticoso per le levatacce di primissimo mattino. Devo essere al campo base prima ancora che l’attore entri al trucco e parrucco per accertare la sua negatività e far lavorare i reparti con serenità. Divertente perché si lavora in team e si passa più tempo con i colleghi che con la propria famiglia. Leggerezza e allegria sono fondamentali per restare coesi e lavorare bene, pertanto, ogni occasione diventa buona per ridere e sdrammatizzare il nervosismo dovuto alla stanchezza.
Com’è stato lavorare su Mina Settembre 2?
Un’esperienza fortificante. Eravamo tanti e il periodo di lavorazione è stato molto lungo. Prima di Mina avevo fatto esperienza su alcuni film che hanno una durata molto più breve. Qui ho avuto modo di perfezionare il mio metodo di organizzazione. Lavorare a Napoli e ad una serie “pulita” come questa, mi ha regalata poi, il privilegio di avere postazioni poetiche: se mi andava bene il gazebo operativo ce l’avevo fronte mare, se mi andava male, difronte al Vesuvio. Non potevo chiedere di meglio.

Pance soddisfatte e salute sotto controllo dunque, diciamo che nemmeno la produzione poteva chiedere di meglio!! Scherzi a parte, a questa serie ci ho lavorato in prima persona e ho avuto modo di tastare con mano il grande impegno e la forte dedizione che ci hanno messo tutti, dal primo all’ultimo componente dell’intera troupe, è per questo che mi “aspettavo” che, come quella scorsa, anche questa stagione si sarebbe aperta nel migliore dei modi (ecco spiegato l’ironico titolo dell’articolo)
Avrei voluto dare voce a tanti altri professionisti, tutti quelli che, a supporto di un cast d’eccezione, hanno reso Mina Settembre 2, un progetto vincente ma non c’è più spazio.

Vi invito alla visione della seconda puntata, che andrà in onda in prima serata domani 9 ottobre su Rai uno, sperando di aver innescato maggiore curiosità per le prossime imprese di questa simpatica “eroina” e, come questa rubrica vuole, un sorriso al pensiero di tutto ciò che accade, ma che non vedete, intorno a lei.

Respira l’atmosfera del set, guarda la nostra photogallery 👇

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Appassionata di cinema in ogni suo aspetto e di scrittura creativa, di giorno si occupa di amministrazione di set, fra le varie produzioni con cui ha collaborato ci sono "La grande Bellezza", "Gomorra 2", "Cinque è il numero perfetto", "I Bastardi di Pizzofalcone 3", di notte, invece, che sia per diletto o per lavoro: scrive. Nel 2015, pubblica “In sessanta secondi” un soggetto cinematografico per la raccolta "Rosso e Nero perfetto" (Iuppiter Ed.) e, nel 2018, raggruppa alcuni dei suoi racconti fotografici ne “Il grattino della mosca, brevi storie da leggere in metro o seduti sul wc” (Guida Editori).